lunedì 13 ottobre 2025

Audizione sul problema del ritiro sociale volontario in Regione Piemonte




Oggi, 13 ottobre 2025, in Via Alfieri 15, a Torino, presso i locali della regione Piemonte, c'è stata l'audizione di alcuni relatori sul problema del ritiro sociale volontario 

Il moderatore è stato e non poteva essere diversamente, il mitico Gianluca Gobbi, giornalista professionista di Radio ERRE 18

In primis abbiamo visto alcuni spezzoni del film LA CHIOCCIOLA di Roberto Gasparro e vi invitiamo a rivedere tutto il film su Prime video

Ha aperto il convegno la bravissima Rebecca Musch, che ha illustrato alla perfezione il problema hikikomori. Rachele è la presidente dell'Associazione Cultura Prossima che ha chiesto l'audizione alla Regione Piemonte 

Sono seguiti gli interventi di Valentina Di Liberto, sociologa e presidente della Cooperativa Hikikomori Onlus di Milano e di Fabio Busetti che ha illustrato la difficile situazione delle famiglie 

La parola è quindi andata all'Onorevole Daniela Ruffino che sta scrivendo la legge nazionale che tutelerà le nostre famiglie. Onore a lei e ai suoi collaboratori 

Il dibattito si è poi aperto alla platea con numerosi interventi tra i quali quello del giovanissimo Yury con il quale ci sarà presto una collaborazione. Yury va nelle scuole a contrastare il bullismo poichè ne è stato vittima e vuole diffondere la cultura del bene contro il male

Interessatissimi i consiglieri regionali presenti 

E' stato proprio un gran bel momento di informazione in un bellissimo clima di collaborazione 

Grazie a tutti 

Associazione "Cultura Prossima"

facebook.com/gianluca.gobbi.52

facebook.com/HikikomoriOnlus

Fabio Busetti  

Radio Erre 18  

Indaco -radio ERRE 18

On. Daniela Ruffino  

facebook.com/robertogasparroregista   

Fabio Busetti relatore - you tube - Noi genitori hikiki   

Audizione in Regione Piemonte sul problema hikikomori   

Analisi sul fenomeno hikikomori post pandemia 

Partito il progetto "Genitori efficaci nell’era digitale"





Orgoglioso di aver partecipato a un evento che ha dimostrato come la politica riesca a mettersi al servizio della comunità, soprattutto di chi soffre. Accade quando chi ne fa parte ascolta con umiltà, si confronta, si informa e sceglie di adottare gli strumenti più adeguati per arrivare a una proposta di legge ad ampio raggio, sia in consiglio regionale che in Parlamento

Gianluca Gobbi




Ed eccomi di nuovo qui, nella meravigliosa stazione di Porta Nuova, in partenza per l’ennesimo viaggio di ritorno…
Certo la tristezza si fa sentire, ma non provo più quella sensazione di solitudine, ormai solo un ricordo.
Ieri per noi genitori è stata una giornata importante perché, per merito dell’ associazione “cultura prossima” di Giaveno (TO), nella bellissima Sala Viglione del Consiglio Regionale del Piemonte, le famiglie di cui sono stato solo un onorato portavoce, si sono sentite ascoltate, ed è stato loro concesso spazio per parlare, per capire, per cercare di aiutare chi più è in difficoltà!
Si repirava aria ricca di ossigeno, pulita come la catena alpina che ci proteggeva, con una gran voglia di mettersi in gioco, sia dalla parte delle istituzioni che, con un ascolto molto attento, si stanno muovendo sul campo, sia dalla parte di noi genitori, che non abbiamo mai mollato.
L’On. Daniela Ruffino, sta preparando una legge a 360 gradi, con l’obiettivo di contrastare il problema del ritiro sociale volontario (hikikomori), che sta aumentando con numeri preoccupanti, che sono solo la punta di un iceberg, fornendo soluzioni concrete per tutti gli attori coinvolti.
Grazie a Roberto Gasparro Regista, che con la proiezione di una parte del suo film La Chiocciola”, ha comunicato visivamente, con molta efficacia, il dolore delle persone coinvolte in questo disagio.
Grazie a Gianluca Gobbi, giornalista professionista e moderatore dell’audizione di ieri, nonché @@conduttore della rubrica indaco, su radio erre 18, con il quale collaboriamo da due anni ed abbiamo mandato in onda oltre 70 puntate di interviste a ragazzi, genitori, professionisti, per cercare di passare il giusto messaggio. Potete ascoltarle tutte qui… https://erre18.com/indaco/
Grazie alla dottoressa Valentina Di Liberto, presidente della Hikikomori Coop Sociale Onlus, che da oltre 12 anni lavora sul campo, con soluzioni avanzate e risultati concreti.

Grazie speciale ad una mamma del Piemonte, la nostra Lina, che con grande coraggio e forza, ci ha sempre incoraggiati a non mollare, lei è il nostro cuore pulsante.







Al termine dell'incontro abbiamo conosciuto un ragazzo meraviglioso
Ha una associazione che si chiama OPEP ogni passo è un passo e va nelle scuole a parlare per contrastare il fenomeno del bullismo
Complimenti vivissimi








#Hikikomori, Fenomeno in crescita, rafforzare patto sociale per contrastarlo.
Da mesi stiamo portando all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica il tema sociale degli Hikikomori che coinvolge migliaia di giovani nel nostro Paese e le loro famiglie. Questa grave e particolare forma di ritiro sociale volontario deve essere affrontata attraverso la costruzione di una rete diffusa e integrata tra servizi sanitari, scuola, famiglie e istituzioni. Per questo motivo sto predisponendo una proposta di legge specifica dedicata al tema, con l’obiettivo di riconoscere il fenomeno, intendendo il ritiro sociale come condizione specifica su cui intervenire con interventi strutturati. Servono, dunque, servizi territoriali e risorse per precisi progetti e percorsi educativi e un supporto psicologico adeguato oltre alle campagne di informazione e sensibilizzazione nelle scuole e nelle famiglie.
Le immagini riguardano l’incontro organizzato da ‘Cultura Prossima’ per raccogliere esperienze e testimonianze e offrire una panoramica approfondita su questo grave fenomeno.
La politica, tutta, deve unirsi per trovare soluzioni concrete a favore dei nostri ragazzi: stiamo realizzando i primi passi, ma il cammino è solo all’inizio.
Ph Alberto Biddoccu Azione @sergiobartoli @federicopozzo Rachele Sacco @mariagabriellacanelli @linavolpina



venerdì 10 ottobre 2025

Partito il progetto "Genitori efficaci nell’era digitale"





Un anno fa era solo un sogno… ma ora è diventato realtà!

Oggi, 10 ottobre 2025, abbiamo dato il via ad un progetto che stava tanto a cuore a noi famiglie hikikomori del Lazio.

La dr. Valentina Di Liberto, della Coop Sociale Hikikomori Onlus di Milano, ideatrice e conduttrice del progetto “Genitori efficaci nell’era digitale”, dopo un lavoro certosino di coordinamento, ha guadagnato la fiducia del IX Municipio del Comune di Roma che, che nella persona dell’assessora Luisa Laurelli, ha permesso la realizzazione del progetto.

Un grazie particolare alla responsabile del progetto, Luana De Leo, molto colpita dalla qualità degli strumenti proposti.

Grazie anche ad una delle nostre mamme, Marilena Oliva , per la sua incredibile determinazione nella collaborazione che ci ha dato.

Naturalmente grazie a tutte le famiglie che hanno partecipato a questa meravigliosa giornata!

Fabio Busetti


Buoni gli ingressi ma sappiamo fare di meglio eh



giovedì 9 ottobre 2025

SQUALI

 



LA TRAMA DI SQUALI

Squali, il film diretto da Daniele Barbiero, vede protagonista Max (Lorenzo Zurzolo), un ragazzo di 19 anni della provincia veneta, che insieme ai suoi amici ha pianificato l'estate perfetta: un viaggio in Spagna, simbolo di libertà e fuga dalla noia dopo l'esame di maturità.
Ma una sera, un'e-mail cambia tutto: Robert Price (James Franco), fondatore di una start-up a Roma, ha notato l'app che Max ha creato per aiutare i suoi coetanei a scegliere la facoltà universitaria e vuole svilupparla. Quella mail lo catapulta improvvisamente fuori dalla sua routine, e senza rendersene conto, Max si ritrova su un treno diretto a Roma, pronto a inseguire un'opportunità concreta che potrebbe rivoluzionare la sua vita.
In un attimo, Max perde la spensieratezza dell'adolescenza e si trova immerso nel mondo degli adulti, dove le scelte diventano obbligatorie, inevitabili e cariche di pressione sociale. La vita lo costringe a muoversi, a non fermarsi mai, come gli squali, che non possono restare immobili altrimenti rischiano di morire. Il suo viaggio, fisico e emotivo, diventa una corsa contro il tempo, sospesa tra ambizione e paura, mentre cerca di capire se è davvero pronto a fare quel salto verso il futuro.



NOI GENITORI DI HIKIKOMORI

 





In un aprile di 6 anni fa, stavo accompagnando mio figlio a discutere la tesina che si da al termine del dottorato di ricerca universitaria e mi chiedevo cosa ne sarebbe stato del nostro futuro. Mio figlio, il secondo genito, è un ragazzo bellissimo e direi perfetto. E’ sempre stato un bambino che si auto puniva se sbagliava, sempre con ottimi voti in tutte le scuole e in tutte le materie e sua sorella è sempre stata gelosa di lui perché lo abbiamo sempre adorato.  Quel giorno, mentre andavo al Politecnico, c’erano due voci in me; una che sperava che la scuola lo assumesse anche per un breve periodo e un’altra che avesse il coraggio di andare all’estero poiché si sa che l’Italia non offre nulla, ma proprio nulla ai ricercatori. Di sicuro avevo zittito tutte le brutte voci in me che ricordavano che da poco era stato lasciato dalla ragazza che gli aveva messo contro tutti gli amici. Quel giorno mio figlio era felice ed io con lui. Dal giorno dopo e per 8 mesi mio figlio ha cercato lavoro senza trovarlo. A capodanno è ancora uscito con suo amico, ma all’una era già a casa. Da gennaio è iniziata quella storia che non sapevo manco che potesse esistere  e che ho scoperto solo vivendola. Io, per parte mia, ho avuto 10 mesi in cui non sono potuta uscire di casa poiché avevo litigato con la mafia di zona e mi cercavano per picchiarmi. Mio figlio non parlava più, mangiava poco, dormiva di giorno e stava sveglio la notte; certe giornate non faceva nulla di nulla e passava ore e ore a guardare il soffitto. Io avevo l’incubo della sera, poiché come mi mettevo a letto, mi veniva l’ansia con la tachicardia e mi dovevo alzare e questo durava fino al mattino che crollavo esausta e facevo due ore di sonno. Ci sono state una serie infinita di persone tra conoscenti, medici, psicologi, psichiatri, vicini di casa che mi hanno dato tanti di quei consigli sbagliati che vorrei proprio scrivere un libro per far capire come non ci si deve comportare. Dopo due anni e mezzo di questo inferno c’è stato il tracollo. Un giorno mio figlio ha avuto una crisi di panico talmente forte che siamo andati in ambulanza al pronto soccorso. Dopo 12 ore di attesa abbiamo finalmente parlato con una psichiatra che gli ha proposto subito gli psicofarmaci, ma mio figlio ha rifiutato dicendo che non si sarebbe tolto un problema per mettersene un altro. In realtà, in quella occasione i problemi li ha dati a me perché ha detto alla psichiatra che lo stavo avvelenando col mangiare. Sono seguiti mesi in cui portavo il mangiare sul tavolo e tutti ci servivamo dal piatto in centro tavola, mio figlio sempre per ultimo. Poi avevano avvelenato l’acqua dell’acquedotto e dovevo comprare l’acqua minerale per fare la pasta. Poi c’era il veleno nel detersivo e non andava più a letto, ma dormiva con la giacca sulla poltrona. Non parliamo di cosa mi hanno fatto passare i parenti che dicevano che se non chiamavo io per un TSO avrebbero chiamato loro e avrebbero fatto ricoverare anche me. Quando ero vicino al suicidio è arrivata una notizia che ci ha salvati. Mia figlia sfruculiando on line ha trovato una associazione che si curava di questo problema. Era agosto ed ho scritto subito una mail. All’inizio nessuna risposta e così io e mia figlia siamo andati a vedere la sede che comunque era chiusa. Poi finalmente mi contatta una  referente e non credevo alle mie orecchie: una persona che mi capiva!!!! Non so’ quanto ho pianto solo a sentire che non ero più sola e che c’era chi condivideva il mio cammino. Da 3 anni sono nell’associazione ed è tutto cambiato. Mio figlio non esce ma è molto sereno, ride, scherza, cerca di dormire la notte e stare sveglio il giorno perché gli fa piacere stare con noi familiari. Fa delle cose on line con i suoi ex insegnanti che lo riempiono di gioia anche se non è pagato, ma la paga non è sempre solo in quattrini, è anche in autostima. Io ho trovato una nuova famiglia e mi vengono a trovare anche altri genitori hikiki anche da altre città. L’unione fa la forza e poi ci sono i gruppi AMA e la chat regionale e la pagina face book. 

Non mollate mai! C'è sempre l'alba dopo ogni notte 

Aprile 2021 




Dall'Aprile del 2021 sono cambiate tante cose 

Non mi riconosco più nei parametri di nessuna associazione e con altri genitori stiamo viaggiando in piena autonomia e alla grande 

Abbiamo fatto una giornata di presentazione del disagio del ritiro sociale volontario a giugno 2025 a Vol.to a Torino e abbiamo ricevuto 5 patrocini 

Abbiamo 4 grosse chat whats app e infinite sotto chat per fare rete 

Abbiamo la radio ERRE 18 che ogni lunedì ci da uno spazio nella trasmissione INDACO con il bravissimo Gianluca Gobbi 

Abbiamo una cascina nell'astigiano che ci permette di vivere momenti indimenticabili 

Collaboriamo con una marea di progetti in tutta Italia 

Certo.. ci siamo dovuti gestire da soli un suicidio, un TSO e altre problematiche, ma non ci arrendiamo e non ci arrenderemo mai 

Fatti.. non parole 

Analisi sul fenomeno hikikomori post pandemia    

FACCIAMO COME QUELLI DI CARMAGNOLA: COL CUORE   

LA CHIOCCIOLA A MONTECITORIO  

L' Associazione Cultura Prossima per gli hikikomori  

Noi genitori hikiki in you tube    

Partito il progetto "Genitori efficaci nell’era digitale"



Discreti gli ingressi, ma il nostro massimo in un giorno è 327 



mercoledì 8 ottobre 2025

La "Hikikomori Coop Sociale Onlus" di Valentina Di Liberto






Sono felice di comunicare la partenza del progetto a Roma via Tomaso Sillani 24, venerdì 10 ottobre "Genitori efficaci nell' era digitale" ideato e realizzato dalla cooperativa sociale onlus Hikikomori e finanziato dal Municipio 9 Roma Eur
I percorsi di gruppo sono rivolti a genitori del Municipio 9 di minori (11-17 anni) che manifestano condotte di ritiro sociale e abbandono scolastico anche in fase iniziale.
Ci saranno due gruppi in partenza venerdì 10/10 alle 14:00 e alle 16:30.
Per info e iscrizioni
hikikomori.coop@gmail.com (dott. ssa Valentina Di Liberto).
Si ringrazia il municipio 9 del comune di Roma e l'assessore Luisa Laurelli per aver sostenuto e finanziato il progetto.

Valentina Di Liberto


Non sapevo cosa fosse la sindrome di Hikikomori fino a che non ho parlato con una mamma di un figlio che da adolescente si è chiuso in cameretta, isolandosi dal resto del mondo. Niente scuola, niente famiglia, zero socialità, una vita attaccato al cellulare e a internet. Abbiamo avviato perciò, al municipio 9, in via sperimentale con esperti, a titolo gratuito, incontri di auto-mutuo aiuto rivolti ai genitori.. perché siano in grado di riconoscere i sintomi e sappiano come relazionarsi con un figlio che a un certo punto non riconosci più.
Luisa Laurelli





Noi ringraziamo anche Marilena Oliva che con perseveranza e tenacia non ha mai smesso di credere che si sarebbe avverato questo sogno
Buon cammino a tutti




martedì 7 ottobre 2025

L'On.Daniela Ruffino a "Super partes"






 Il fenomeno del ritiro sociale e degli Hikikomori é da lungo discusso nella società, ma mai é stato affrontato con serietà dalle istituzioni. Per questo stiamo lavorando a una proposta di legge per aiutare persone e famiglie con queste difficoltà.

domenica 5 ottobre 2025

L' Associazione Cultura Prossima per gli hikikomori




 Vi aspettiamo Il 13 ottobre a Torino all’incontro “Hikikomori e ritiro sociale” per approfondire il fenomeno del ritiro sociale, conoscere esperienze e proposte concrete.

Nel corso dell’evento, organizzato dall’Associazione Cultura Prossima, interverrò per presentare la mia iniziativa parlamentare per regolamentare questo fenomeno troppo spesso invisibile agli occhi della società.
La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria (scrivendo a culturaprossima@gmail.com).
Onorevole Daniela Ruffino

Sala Viglione, Consiglio regionale del Piemonte, Via alfieri 15, Torino








OLTRE IL DANNO LA BEFFA

Certo non avrei mai e poi mai pensato in questo maggio 2026 di litigare col C.A.F. - Se suo figlio ingegnere sono 10 anni che non lavora ha ...