mercoledì 4 marzo 2026

Hikikomori . Di Claudio Roberto Palmeri






Siamo letteralmente euforici

Dopo mesi di attesa è arrivato 

Con Claudio Roberto Palmeri non ci mettiamo a parlare di politica perchè non ci capiremmo, ma ci capiamo tantissimo su tutto quello che riguarda il sociale e poi siamo troppo innamorati di come scrive 

Non appena avrò il libro in mano leggerò il cap. 13 perchè se non sono cambiate le cose ci tocca molto da vicino e ci sono molte cose di Fabio Busetti in allegato.. almeno credo 

Ringraziamo la splendida Samanta Zulle che ci ha dato la splendida notizia l'altro ieri e poi sappiate che Samanta Zulle ha un progetto grandissimo sul quale pero' non posso anticipare nulla 

Rana dalla bocca larga stavolta tace 

Grazie a tutti, grazie Echos edizioni .. è solo l'inizio


lunedì 2 marzo 2026

89° puntata di INDACO

 




Ringraziamo come sempre il magnifico Gianluca Gobbi 

Link utili 

Pagina FB dello psicoterapeuta GIUSEPPE LAVENIA 

Video dello psicologo e saggista UMBERTO GALIMBERTI in cui si dice che la scuola elementare è diventata una clinica psichiatrica 

Articolo di Andrea Carlino: "Boom di DSA, ma il pedagogista lancia l'allarme.. tante false diagnosi" in cui si parla del pedagogista Daniele Novara 

Pagina FB della professoressa Ambasciatrice per i diritti umani VINCENZA PALMIERI 

Intervista a "Radio centro musica" - L'opinione di Emanuela Fancelli con Vincenza Palmieri in cui si spiega nel dettaglio l'esagerazione di diagnosi ingiustificate e che marchiano a vita i nostri ragazzi 

Presentazione del libro e della #Campagna Internazionale SIAMO RAGAZZI NON SIAMO DIAGNOSI.
Vincenza Palmieri con Sen. Manuel Vescovi e Avv. Emanuela Fancelli . 21 novembre 2025

La psicologa Daniela Lucangeli: «I social sono pozzi avvelenati ma negarli ai ragazzi è inutile. Gli adulti li accompagnino»

Umberto Galimberti ha definito la scuola una "clinica psichiatrica" per l'eccesso di certificazioni (DSA, BES) e diagnosi, patologizzando difficoltà scolastiche che un tempo si risolvevano con l'esercizio. Critica la tendenza a medicalizzare la disattenzione invece di affrontarla pedagogicamente, scatenando dibattiti sull'aumento dei disturbi diagnosticati.

"La scuola non è una clinica psichiatrica!”. Parole forti, chiare e scomode quelle del filosofo Umberto Galimberti, idolo della sinistra nostrana, che rompe il silenzio sull’aumento incontrollato delle diagnosi di DSA tra i bambini delle elementari. Secondo Galimberti, patologizzare ogni difficoltà scolastica sta creando una generazione di alunni fragili, etichettati troppo in fretta e senza veri motivi clinici."I genitori vogliono solo percorsi facilitati, non la formazione!”. Un’accusa diretta a chi usa le certificazioni come scorciatoie, svuotando la scuola della sua funzione educativa. Insegnanti impotenti, certificazioni inflazionate, sostegno assegnato a chi non ne ha davvero bisogno: è questa la direzione che vogliamo per la scuola? Galimberti lancia un allarme che non possiamo ignorare: serve più serietà, meno etichette, più fiducia nelle capacità dei ragazzi. 


Come già scritto sulla Tecnica della Scuola, per il pedagogista Daniele Novara, pedagogista che dirige il Centro Psicopedagogico per l’Educazione e la Gestione dei Conflitti, “non vi sarebbe un corrispettivo aumento di tali disturbi negli altri paesi europei”.

“Siamo di fronte alle cosiddette false diagnosi. Si fa confusione tra la difficoltà di apprendimento e il disturbo conclamato. Spesso c’è un business dietro queste etichette date ai bambini. Il rischio, afferma il pedagogista, è di essere in realtà di fronte a eccessi diagnostici, legati alla tendenza crescente di scuole e famiglie a scegliere la via dell’analisi della salute neuropsichiatrica del bambino, piuttosto che andare a indagarne la gestione educativa in famiglia e supportare quest’ultima in modo adeguato”.



Tutto questo a partire dall'8° minuto circa mentre dal 27° circa inizia Fabio Busetti 

La proposta di legge sul ritiro sociale è stata presentata tre mesi fa circa in Parlamento, è un grande successo che nasce dall’incontro con le famiglie e dal film del regista Roberto Gasparro.
 
L’impegno è parlare degli Hikikomori,  del ritiro sociale, l’impegno è migliorare la qualità della vita dei ragazzi e delle famiglie. Crediamo sia importante parlare con gli amministratori locali con i consiglieri regionali e con gli assessori.
 La parola d’ordine deve essere sensibilizzazione. 
Bisogna pensare alla formazione dei docenti che lavorano con i nostri ragazzi.
 Deve diventare una proposta di legge di tutti,  deve essere condivisa perché tutti devono capire l’entità del dolore legata al ritiro sociale e l’impegno di chi fa politica deve essere carico di quella consapevolezza propria di chi amministra la cosa pubblica. 
L’onorevole Daniela Ruffino ha presentato la proposta di legge sul ritiro sociale ed è la prima firmataria.
On. Daniela Ruffino 






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L'importante parere del prof. Daniele Novara






 Con il calo demografico i bambini e le bambine sono usciti dall'immaginario.

Oggi assistiamo alla scomparsa dell'infanzia. Come nei ristoranti in cui non sono ammessi.
I bambini sono stati devitalizzati, tanto che la vivacità viene vista come disturbo e non come una caratteristica infantile. Ma i bambini hanno il pensiero magico, animistico. Possono parlare con un giocattolo, avere comportamenti bizzarri, urlare, correre in casa senza un motivo.
Molti genitori di oggi vogliono che stiano "al loro posto" e allora ricorrono alla psichiatria, considerando l'infanzia come una malattia. Questo accade quando il genitore non riconosce nel bambino un altrove che richiede ascolto, attenzione e rispetto.
Se si parte dall'idea che i bambini non debbano dare fastidio, che è invece ciò che fanno per antonomasia, si finisce con il vederli arrestati o fatti scendere dall'autobus, sotto la neve, per mancanza di un biglietto.
I bambini e le bambine devono tornare nei pensieri e nei progetti comuni: la politica deve considerarli parte indispensabile del nostro futuro.


sabato 28 febbraio 2026

Troppi alunni con diagnosi, la scuola sembra una clinica psichiatrica




 
Le sue parole sono ritornate in auge nelle ultime ore tramite X. “La scuola elementare sembra diventata una clinica psichiatrica”, ha affermato Galimberti. “Tutti discalculici, discrafici, dislessici, asperger, autistici…ma chi l’ha detto? Ai miei tempi non c’erano queste condizioni. C’era uno più bravo e uno meno bravo, che poi si esercitava e diventava bravo”. Il filosofo ha poi criticato la tendenza a “patologizzare tutte le insufficienze”, sottolineando come l’aumento delle diagnosi sia dovuto, a suo avviso, alla richiesta da parte dei genitori di percorsi facilitati per i propri figli. “È la strada dell’ignoranza, purché siano promossi”, ha concluso, “perché ai genitori interessa questo, non la formazione“. Parole che, come prevedibile, hanno acceso un vivace dibattito online.

Non sono mancate, tuttavia, voci a sostegno della tesi di Galimberti, che hanno puntato il dito contro un presunto abuso delle diagnosi per ottenere agevolazioni.

Boom di alunni con DSA a scuola, Novara: “I disturbi specifici colpiscono al massimo il 3% dei bimbi, a scuola le rilevazioni sono 4-5 volte superiori, c’è qualcosa che non va”

Il pedagogista Daniele Novara segnala un boom di certificazioni DSA a scuola (aumento del 39% in alcuni dati), arrivando a sostenere che i casi reali siano molto inferiori (1,5-3%) rispetto alle diagnosi attuali, parlando di "eccesso diagnostico" e pressioni per ottenere PDP. I dati evidenziano fino a 2 alunni DSA per classe, con crescita in tutti i cicli scolastici.

“Tante diagnosi sbagliate”
Come già scritto sulla Tecnica della Scuola, per il pedagogista Daniele Novara, pedagogista che dirige il Centro Psicopedagogico per l’Educazione e la Gestione dei Conflitti, “non vi sarebbe un corrispettivo aumento di tali disturbi negli altri paesi europei”.
“Siamo di fronte alle cosiddette false diagnosi. Si fa confusione tra la difficoltà di apprendimento e il disturbo conclamato. Spesso c’è un business dietro queste etichette date ai bambini. Il rischio, afferma il pedagogista, è di essere in realtà di fronte a eccessi diagnostici, legati alla tendenza crescente di scuole e famiglie a scegliere la via dell’analisi della salute neuropsichiatrica del bambino, piuttosto che andare a indagarne la gestione educativa in famiglia e supportare quest’ultima in modo adeguato”.

4 o 5 volte superiori le certificazioni 

Il parere del Prof. Umberto Galimberti 

"La scuola non è una clinica psichiatrica!”. Parole forti, chiare e scomode quelle del filosofo Umberto Galimberti, idolo della sinistra nostrana, che rompe il silenzio sull’aumento incontrollato delle diagnosi di DSA tra i bambini delle elementari. Secondo Galimberti, patologizzare ogni difficoltà scolastica sta creando una generazione di alunni fragili, etichettati troppo in fretta e senza veri motivi clinici."I genitori vogliono solo percorsi facilitati, non la formazione!”. Un’accusa diretta a chi usa le certificazioni come scorciatoie, svuotando la scuola della sua funzione educativa. Insegnanti impotenti, certificazioni inflazionate, sostegno assegnato a chi non ne ha davvero bisogno: è questa la direzione che vogliamo per la scuola? Galimberti lancia un allarme che non possiamo ignorare: serve più serietà, meno etichette, più fiducia nelle capacità dei ragazzi.

Perchè patologizzare tutti? 

SIAMO RAGAZZI, NON SIAMO DIAGNOSI 

I social sono pozzi avvelenati ma negarli ai ragazzi è inutile.



VINCENZO SCHETTINI.. UN MITO






 

venerdì 27 febbraio 2026

SIAMO RAGAZZI, NON SIAMO DIAGNOSI





Molto interessante questo libro e capita a fagiolo perchè molti vogliono far passare il ritiro sociale volontario per patologia, etichettare e riempire di farmaci i nostri ragazzi 

Massima attenzione! 

STOP ALLA DIAGNOSI FACILE: LA PROF.SSA PALMIERI LANCIA LA CAMPAGNA "SIAMO RAGAZZI, NON SIAMO DIAGNOSI"
Presentato nella Sala Stampa della Camera il volume che chiede un cambiamento normativo in materia e promuove una metodologia non medicalizzata basata sull'«Osservazione della Performance»
ROMA, 18 novembre 2025 – La Sala Stampa della Camera dei Deputati è stata la cornice di un evento cruciale: non una semplice presentazione editoriale del libro “Siamo ragazzi, non siamo diagnosi” della Prof.ssa Vincenza Palmieri, ma l'avvio ufficiale di una Campagna con un profondo respiro nazionale e internazionale.
L'incontro, tenutosi su iniziativa dell'On. Deborah Bergamini, ha visto la partecipazione dell’On. Manuel Vescovi che ha dichiarato: “Questi argomenti andrebbero spiegati a reti unificate in tutta Italia.”. L'avv. Emanuela Fancelli, moderatrice della conferenza, ha evidenziato quanto segue: “La mia personale riflessione è che la forza di questo lavoro sta nella sua estrema attualità. Viviamo in un tempo in cui la diagnosi rischia di diventare scorciatoia e, sempre più spesso, sembra perfino la normalità.”. L’autrice ha sottolineato la necessità di un'azione forte e concreta. La scelta della prestigiosa sede istituzionale invia un chiaro messaggio: l'obiettivo primario della Campagna è innescare un cambiamento normativo in ambito scolastico, al fine di prevenire il ricorso alla diagnosi.
Dopo un tour che ha attraversato l’Europa e non solo, il volume ha saputo unire diverse realtà sotto un unico intento: contrastare il "meccanismo trans-nazionale" che rischia di etichettare i giovani. Per far fronte a questo, la Prof.ssa Palmieri non si limita alla critica, ma propone elementi concreti di riforma del sistema.




Il cuore della Campagna è l'Osservazione della Performance: un approccio totalmente alternativo alla standardizzazione diagnostica che riprende le tecniche didattiche tradizionali della scuola migliore del mondo, la scuola italiana. Questo metodo si focalizza sull'osservazione diretta del ragazzo, senza il pregiudizio diagnostico, per esaltare le competenze presenti ed intervenire in maniera mirata su ciò che deve essere risolto o corretto, evitandone l'etichettatura diagnostica e le sue conseguenze.
Ci si è soffermati sul valore della abilitazione degli insegnanti che acquisiscono tale titolo. L’abilitazione dichiara che si è abile all’insegnamento appunto, non alla delega al sistema sanitario!
Un tema scottante sollevato è il ruolo dei Social Media, ai quali il libro dedica ben due capitoli. L'autrice li accusa di sdoganare l'uso degli psicofarmaci tra i giovani e di incentivare il ricorso alla diagnosi. Durante la conferenza, la proiezione di un video ha sollevato un interrogativo forte: "C'è una sorta di vero e proprio attacco mediatico ai nostri ragazzi?".
I successivi passi della Campagna mirano a diffondere l'Osservazione della Performance in tutta Italia, mantenendo alta l'attenzione sul dibattito legislativo. L'obiettivo finale è chiaro: suggerire un'alternativa concreta per vedere i ragazzi come cittadini in crescita e non come diagnosi su cui lucrare.
Vincenza Palmieri






ALTISSIMI RISCHI PER LE FAMIGLIE HIKIKOMORI

 




Da almeno un anno o forse più, mi scrivono centinaia di genitori preoccupati, poichè le scuole se ne lavano le mani dei nostri figli e dei nostri problemi, chiedono la 104 marchiando un ragazzo per tutta la sua vita, quando abbiamo una marea .. anzi no.. molti pochi professionisti preparati, che con una pazienza certosina, aiutando tutta la famiglia, riportano alla gioia di vivere i nostri ragazzi

Attenzione che è un piano ben prestabilito per farci finire come il Giappone perchè i nostri ragazzi fanno paura
Sono ragazzi super intelligenti, super sensibili, non si piegano ne a scuola ne nel mondo del lavoro
Mi è arrivato questo da un professionista serio: - Quando vedo i miei ragazzi rifiorire e ritornare fuori con le loro forze e potenzialità, penso che se ce l' hanno fatta loro, ce la possono fare anche gli altri ma lavorando sulle risorse di questi ragazzi "non etichettandoli" Lavorerò per questo fino alla morte -
Io ne so qualcosa.. mi sono opposta a chi voleva fare un T.S.O a mio figlio e ci sono riuscita solo perchè ho una marea di santi in paradiso che mi aiutano
Un'altra mamma mi ha scritto: ci stavo cadendo anche io nella trappola della neuro divergenza, ma per fortuna ho trovato un professionista che mi ha detto che se etichettavo mio figlio non avrebbe mai cercato le possibilità in lui e si sarebbe seduto e lo avrei perso. Per fortuna non l'ho etichettato ed è rifiorito
Un'altra mamma mi ha detto: ma sicuramente mio figlio se lo faccio analizzare risulta neuro divergente ma cosa ne ho? Mica ci sono cure. Magari trovi pure quello che te lo riempie di farmaci. Mio figlio è o non è neuro divergente, ma è una favola di ragazzo e delle sue debolezze ne deve fare una forza con le sue stesse potenzialità. Mai e poi mai lo etichetterò








Hikikomori . Di Claudio Roberto Palmeri

Siamo letteralmente euforici Dopo mesi di attesa è arrivato  Con Claudio Roberto Palmeri non ci mettiamo a parlare di politica perchè non ci...