lunedì 9 febbraio 2026

AMATI COSI' COME SEI







Il viaggio verso l'autenticità 
...
“Amati così come sei” — 150.000 volte grazie.
Non so chi siete, dove siete, ma so che in ognuno di voi c’è un pezzo di quella voce che mi ha sussurrato: ‘non smettere di crederci’.
Questa canzone è nata nei miei silenzi, nei giorni storti, nelle notti in cui non sapevo più chi fossi.
Oggi vola tra le vostre mani, e sapere che vi arriva… è la mia vittoria più grande.
Non cerco numeri. Cerco anime che sentono.
E voi, 150.000 cuori, lo avete fatto.
Veronica Crotti

Mi guardo allo specchio e non so chi vedoUna donna stanca con gli occhi di vetroHanno detto che valgo pocoChe rido troppo, che parlo stortoE ogni parola è una goccia di saleSulla pelle già fragileVorrei solo spegnere il rumoreMa mi resta dentro come eco sottile"E sei sbagliata", mi dicono piano
Senza sapere quanto pesa davveroNon c'è difesa contro la cattiveriaQuando arriva vestita da veritàE allora mi chiudo, annego un po'Nelle parole che non so dimenticareMa tra le onde sento una voceChe sussurra piano, "Amati"
Amati così come sei, cazzoAnche quando tremi e non ce la faiQuando ti senti troppo, troppo pocoQuando ti spogli dell'anima e resti cosìAmati come nessuno ha mai saputoAnche se il mondo ti guarda stortoPerché la forza non è non cadereÈ rialzarsi con il cuore ancora rotto
Mi hanno chiamata esagerataFragile e diversa, sbagliataMa ogni cicatrice raccontaChe almeno ho provato a sentire davveroE anche se a volte mi mancoSo che dentro di me c'è ancora vitaUn battito stanco ma veroChe non smette di chiedere amore
Amati così come sei, cazzoAnche quando ti fanno maleQuando ti giudicano senza sapereQuando sorridi e vorresti urlareAmati come chi ha perso tuttoMa ancora crede nel domaniPerché sei luce anche se tremiSei tempesta, ma resti umana
E se domani avrò ancora pauraMi terrò stretta la mia fragilitàPerché è da lì che nasce il coraggioDa quella parte che fa più male
Amati così come sei, cazzoAnche se non ci riesci semprePerché sei più vera quando cadiE ti rialzi piano con le lacrime addossoE il cuore che batte ancora



domenica 8 febbraio 2026

Eva, ex hikikomori | Avevo vergogna di esistere

 







Hikikomori, cosa è e come uscirne




Per spiegare il ritiro sociale volontario abbiamo scelto questo articolo di Vanessa Pellegrino che ci sembra ben fatto 

Consapevolmente connessi



IL NARCISISMO PATOLOGICO

 




Da un articolo di Roberta Bruzzone, psicologa e criminologa 

Quando parliamo di una donna con tratti narcisistici patologici, la prima cosa da chiarire è che non siamo davanti a una persona “innamorata di sé”. Quella è una caricatura. In realtà siamo davanti a un soggetto strutturalmente fragile, che vive con una sensazione costante di vuoto, di inferiorità e di confronto permanente con gli altri. Un confronto che perde sempre.
Il punto centrale non è l’autostima. È l’invidia.
Ma non l’invidia sana, quella che ti fa dire: “Lei ha qualcosa che io vorrei, provo a lavorare su di me per avvicinarmi”. No. Qui parliamo di un’invidia corrosiva, tossica, distruttiva. Malata.
Per una narcisista patologica, l’esistenza di qualcuno che ha fama, credibilità, successo, riconoscimento sociale o denaro non è uno stimolo, è una ferita narcisistica aperta. È una minaccia intollerabile.
Perché quella persona dimostra, con la sua sola esistenza, ciò che lei sente di non essere e di non poter raggiungere.
E da lì parte il meccanismo patologico.
Non potendo reggere il confronto sul piano reale, sposta la partita sul piano manipolatorio.
Non cerca di costruire, cerca di demolire.
All’inizio lo fa in modo sottile:
• svalutazioni mascherate da preoccupazione,
• allusioni,
• mezze frasi,
• dubbi gettati come semi velenosi.
Poi, quando questo non basta, alza il livello:
• menzogne costruite ad arte,
• narrazioni false ripetute ossessivamente,
• manipolazione di terzi,
• uso strumentale di vittimismo, indignazione morale, accuse ribaltate.
La verità non ha alcuna importanza. Conta solo una cosa ossia distruggere l’immagine dell’altro.
E allora scatta nella mente questo scenario:
“se non posso essere come te, allora devo fare in modo che tu non sia più tu”
E attenzione a un passaggio fondamentale:
la narcisista patologica non vive questo comportamento come scorretto.
Nella sua mente è giustificato. Anzi, è necessario. Si convince di essere stata danneggiata, oscurata, derubata di qualcosa che “le spettava”.
La menzogna diventa uno strumento legittimo. La manipolazione, una forma di “difesa” ossessiva.
Ecco perché queste persone possono arrivare a:
• falsificare eventi,
• riscrivere la realtà,
• costruire accuse gravissime senza alcun fondamento,
• perseverare anche di fronte a smentite evidenti.
Non si fermano perché non cercano la verità, cercano la distruzione simbolica dell’altro.
Fama, reputazione, successo: sono questi gli obiettivi da colpire. Non per ottenerli, ma per annullarli in chi li ha raggiunti.
E l’ultima cosa importante da capire è questa:
non c’è dialogo possibile su questo piano.
Perché non stai parlando con qualcuno che vuole chiarire, ma con qualcuno che ha bisogno che tu cada per sentirsi, anche solo per un attimo, meno vuota, meno fallita, meno inadeguata.
Capire questo non serve a giustificare.
Serve a smettere di illudersi che bastino i fatti, la correttezza o la buona fede.
Con questi soggetti, il problema non è quello che fai.
È ciò che rappresenti. E ciò che rappresenti e’ come sale su una ferita narcisistica che non si potrà mai rimarginare.
Roberta Bruzzone


NOI SIAMO IN CONTRO TENDENZA




E' vero che di ritiro sociale volontario se ne parla sempre di più, ma è anche vero che non sempre passa la giusta informazione e questo è gravissimo 

Non parliamo poi di quando sono i giornalisti a parlare di ritiro sociale e non i professionisti 

I giornalisti in Italia non sono tutelati e il giornale ha un unico scopo: che leggano più persone possibili

Che importa quindi se non è del tutto veritiera la notizia e quindi assistiamo anche a 600 messaggi assurdi di chi, pur di dire qualcosa, sentenzia e caccia un povero ritirato ancora più nel buio del suo ritiro 

Andiamo dai tuttologi che si improvvisano medici alle diagnosi on line dopo 10 righe di una povera mamma che ha esposto la sua situazione 

C'è anche chi non è medico ma propone psicofarmaci

Da quando poi c'è in Parlamento una legge e verranno stanziati dei soldi, abbiamo una schiera di api rivolte al miele da far paura 

Una cosa che accomuna molti articoli è dare la colpa ai cellulari 

Pensare che chi ci ha fatto del male era nella vita reale, in carne ed ossa e difficilmente te lo togli di torno e pensare che on line risolvi tutto con un click è la chiave giusta per zittire che non ha tempo da dedicare al figlio e butta la colpa al cellulare invece che prendersi le sue responsabilità 


giovedì 5 febbraio 2026

LA FISICA CHE CI PIACE



 A proposito di disagio giovanile esasperato dall'uso dei social, ascoltate questa bellissima lezione, intensa e coinvolgente, del professor Vincenzo Schettini, nell’ambito della presentazione dell’intergruppo parlamentare EducAzione Social.

Vincenzo Schettini e Barbara Floridia


mercoledì 4 febbraio 2026

Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli





 Dal 2008 scrivo post sui blog e prima scrivevo lettere ai giornali

Stavolta pero' è davvero difficile cominciare a raccontare il dolore di questo padre, perchè si tratta di un caso iniziato come ritiro sociale, ma che poi ha messo in luce un altro problema: la disforia di genere 

Sono tantissimi i ragazzi che soffrono di questa "patologia", ma non so proprio se patologia sia la parola giusta 

Quindi vi lascio alle parole di Marco e di Noemi ed esprimo l'affetto più illimitato che si possa immaginare 

Vi vogliamo bene 

Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli 

Marco Termenana


AMATI COSI' COME SEI

Il viaggio verso l'autenticità  ... “Amati così come sei” — 150.000 volte grazie. Non so chi siete, dove siete, ma so che in ognuno di v...