lunedì 5 ottobre 2026

Indaco, puntata 105, intervista ad Antonio Piotti






Semplicemente divino, il dott. Antonio Piotti, ha fatto un quadro del ritiro sociale volontario perfetto 

Si occupa del fenomeno da circa 20 anni. Intorno al 2008 arrivavano i primi casi di ritiro sociale e in un primo tempo si pensava a delle patologie, ma "ci siamo subito accorti che erano ragazzi sanissimi". Poi ha letto un libro di Carla Ricci e ha capito tutto e ha pensato di scrivere "Il banco vuoto" per far capire anche in Italia la problematica del ritiro sociale 

Il libro è diventato anche uno spettacolo teatrale con la compagnia "Magnoli - Piotti"




Antonio Piotti e i suoi collaboratori sono molto interessati all'evoluzione del fenomeno e adesso si parla di diverse forme di ritiro. Vari ritiri sociali. Una volta quasi esclusivamente maschi, ora sono in aumento i casi femminili 

L'ASL di Benevento ha fatto una ricerca e stima 200 mila casi di ritiri giovani che sarebbero drammatici, perchè se aggiungiamo il ritiro in età adulta arriviamo a cifre paurose, ma questo ultimo pensiero è nostro, non del dott. Piotti 




E' importantissima la proposta di legge Ruffino, alla quale Piotti ha collaborato con il dott. Malfatti e la dott.ssa Sagliocco 

Adesso abbiamo strumenti di azione importanti: i laboratori, la video game terapy e uno degli obiettivi della legge è anche quello di monitorare il fenomeno 

Sempre basilare il lavoro coi genitori e della conoscenza delle tecnologie 

Le famiglie hikikomori ringraziano per la bellissima intervista 

Dal min 18° intervista a Piotti 



GRANDISSIMO UMBERTO GALIMBERTI

 





domenica 4 ottobre 2026

IL NUOVO SITO DI AGOSTINO BERGO





 C'è un ragazzo che abita in provincia di Torino, molto particolare 

Avete presente il vostro amico più empatico? bè.. moltiplicate per 100

Avete presente il vostro amico che disegna da dio? bè.. moltiplicate per 100 

Volete più indicazioni? nessun problema .. c'è il nuovo sito 

agostinobergo.art 



mercoledì 30 settembre 2026

55° puntata di Indaco di Radio Erre 18

 



Com'è come non è, ci eravamo persi, come post, l'intervista di Gabriella D'Urso Allen

Verso il minuto 21° Gabriella racconta la sua storia 

Complimentissimi! 

55° puntata di INDACO



UN SASSOLINO PER TE. IL PODIO

 




Amici sassolini, che selezione difficile!

Avete dipinto delle meraviglie ma alla fine abbiamo un Podio!
Un grazie enorme a tutti per aver partecipato, ogni sassolino é un piccolo capolavoro.
I sassolini vincitori diventeranno la foto profilo del gruppo per dieci giorni.
1 Posto - Karin U.
Con la sua - principessa? No grazie io cavalco il drago
Colori stupendi, un messaggio potentissimo, femminile, forte e libera. Una dedica a tutte le donne che combattono una battaglia
2 Posto - Lucia Ri-Re
Sognare ad occhi aperti, si vedono cose belle
Uno sguardo magnetico che rimane impresso, occhi azzurri intensi, un'opera piena di poesia
3 Posto - Petra S.
Il tuo sassolino con l'uccellino con la sciarpe ed il fuocherello, idea geniale che scalda il cuore ❤️

domenica 27 settembre 2026

Basta con gli screening a tappeto a scuola

 



Basta con gli screening a tappeto a scuola, impariamo ad ascoltare i bambini valorizzando le loro capacità

A proposito dell'eccesso di diagnosi, il neuropsichiatra infantile Michele Zappella interviene sulla rivista Conflitti: "bisogna trovare un’altra strada con obiettivi alter­nativi: per una scuola che metta da par­te gli screening e riprenda l’ascolto del bambino e della sua realtà, che sappia riproporre un’alleanza educativa tra in­segnanti e genitori per permettere a bambini e ragazzi di crescere insieme come compagni e amici, e a sviluppare al tempo stesso le loro capacità qualun­que siano le loro carenze e difficoltà. Senza timore di mettere in discussione le attuali strutture di gestione e un’or­ganizzazione troppo spesso basata so­lamente sulle classi"

Nella giornata mondiale della salute mentale, voglio rilanciare il manifesto "Ripensare l’autismo" firmato insieme a Michele Zappella, Gianmaria Benedetti, Roberto Carlo Russo, Emidio Tribulato, Valeria Mazza e Marco Macciò.
Tutelare la salute mentale è fondamentale per i bambini e le bambine ma è anche importantissimo sintonizzarsi con la loro naturale immaturità. Bisogna evitare il dilagante fenomeno della psichiatrizzazione infantile che porta a cercare spasmodicamente, con screening basati quasi unicamente su test, presunti disturbi mentali.
I dati sono estremamente allarmanti. Ogni anno nelle scuole aumentano gli alunni con diagnosi neuropsichiatriche e certificazioni della legge 104. Le disabilità però non sono più solo motorie o fisiche ma attinenti l'area cognitiva, emotiva, psicologica. È illegittimo ed un grave danno nei confronti dei più piccoli trasformarli in pazienti psichiatrici quando, troppo spesso, hanno solo bisogno di tempo, di attenzione e specialmente di una buona educazione.
II genitori vanno aiutati, non certo colpevolizzati, e sostenuti nel fare le mosse giuste. Alcuni esempi: dormire il tempo giusto, evitare l'eccesso di videoschermi e sviluppare tutte le autonomie in relazione alla fasi di crescita, in modo da attivare quella sicurezza di base che permette di vivere adeguatamente tutte le fasi di crescita senza bisogno di diagnosi neuropsichiatriche.

Il Manifesto "Ripensare l'autismo" chiede urgentemente di riconsiderare l'enfasi che viene data alle diagnosi sempre più precoci: ogni bambino che presenta delle difficoltà evolutive, che potrebbero essere transitorie se affrontate con opportuni interventi sul bambino stesso e sul suo contesto famigliare, viene subito segnalato dalle scuole come sospetto di autismo e la famiglia invitata, talora con forti pressioni, a rivolgersi a centri specializzati per avviare le cure necessarie.
Cure che non sempre tengono in considerazione il mondo affettivo-relazionale del bambino e i suoi bisogni più veri e profondi. Gli effetti di tutto ciò, insieme alle informazioni a senso unico che dilagano sulla stampa e su internet, stanno creando gravi disagi ai bambini e alle famiglie fra le quali si diffonde la fobia dell’autismo che spesso porta a sovvertire l’ambiente familiare e talora può giungere a gravi estremi.



PER FAVORE, NON METTETE L’ETICHETTA SUI BAMBINI
L'allarme del neuropsichiatra infantile Michele Zappella.
Negli ultimi vent’anni il numero di bambini italiani colpiti da una neurodiagnosi è cresciuto in modo abnorme.
I dati riportati dall’Istat sono impressionanti: le certificazioni di dislessia, per esempio, sono passate in cinque anni da 94 mila a 188 mila, con un tasso di crescita del cento per cento; quelle di disgrafia sono aumentate addirittura del 192 per cento; i casi di autismo nei bambini, in vent’anni, sono passati dallo 0,3 all’1,5 per cento: il quintuplo.
Qualcuno sostiene che le diagnosi siano troppe.
Lo pensa Michele Zappella, già docente di Neuropsichiatria infantile all’Università di Siena, con un’esperienza clinica di oltre cinquant’anni nel campo dei neurodisturbi, in particolare dello spettro autistico: il suo libro "Bambini con l’etichetta", appena pubblicato da Feltrinelli è un duro attacco alla «strategia di definizione precoce della diversità promossa dal sistema scolastico, sanitario e culturale».
"Il bambino che disturba non esiste più: esiste il bambino con un disturbo. Ma quel marchio lo accompagnerà per tutto il percorso scolastico, e prefigura la sua collocazione lavorativa". (Daniele Novara)
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Breve estratto dall'articolo di Giulia Villoresi, pubblicato sull'inserto Il Venerdì di Repubblica, dedicato al nuovo libro di Michele Zappella "Bambini con l'etichetta" edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore.



CI HANNO SCRITTO...

 



Voi del gruppo avete tutti i motivi e tutte le ragioni per accampare pretese. 

E lo dovete fare; indipendentemente da qualunque equilibrio. 

State difendendo la vostra vita da qualcosa che vi impedisce di viverla. 

La passeggiata che ho avuto l'onore di fare tra le vostre vite quotidiane, mi ha aperto un mondo di cui ne ignoravo l'esistenza; e questo mondo, in quanto a difficoltà sociali ed esistenziali, non e' secondo a nessuno. 

Quando ero balbuziente, la mia famiglia, di volta in volta mi affidava a qualche "esperto", con la speranza e certe volte anche con la convinzione, che mi aiutasse a venirne fuori...

Alla fine, furono aiutate solo le finanze degli "esperti".

Io ho smesso di balbettare per PAURA!

Ebbi paura di rimanere ultimo a vita!

Mi sottostimavo in una maniera vergognosa.

Ero convinto che pure se avessi partecipato ad una maratona da solo, sarei comunque arrivato secondo...anche senza avversari, sarei arrivato secondo...

Non fate compromessi con nessuno e non abbiate fede incondizionata in nessuno... se non in voi stessi.

Innamoratevi della vita e della PAURA.

Tenetevi per mano gli uni con gli altri, ma non perdete mai di vista la libertà di pensare autonomamente...voi siete fragili e prede...altro che!

Questo gruppo ha tutte le potenzialità e le ragioni di esigere normalità.

Se veramente riuscirete ad avere PAURA di non uscirne più...solo allora comincerete a prenderete a cornate il mondo...ma sul serio.

Voi avete il diritto di essere felici e non solo quello di elemosinare la felicità.

Non fatevi vendere chiacchiere da chi promette e cerca equilibri utili solo a se stesso.

Vi voglio davvero bene a tutti e darei qualsiasi cosa per vedervi sorridere per davvero e non ironicamente o per rassegnazione.

Al momento siete  ultimi...quindi peggio di così non può andare.

Ed e' da qui che dovete ripartire.

Non avete un xxx da perdere e allora fate la guerra contro tutti...

Ve lo dice uno che ha raschiato al di sotto del fondo del barile.

Scusatemi ma e' ciò che penso.

Penso male o penso bene...mi e' piaciuto dirvelo.

Poi fate come vi pare.

Vi voglio bene 

...

Grazie infinite V.

Le tue parole non possono che darci coraggio, e alimentano il motore del cuore, con il carburante che non ha prezzo, quello della nostra anima!

La strada che abbiamo davanti è incerta, a tratti nebbiosa, ma se hai il coraggio di percorrerla, ti accorgi che più vai avanti e più si schiarisce, proprio per merito di quella piccola luce che ognuno di noi ha nel proprio cuore e, all’improvviso, alzi gli occhi e non sei più solo!

Anche noi ti vogliamo bene

...

Buona domenica carissimo V, capisco quello che hai scritto e ti ringrazio per la sincerità. Hai ragione,alla fine la guerra la dobbiamo fare noi e nessuno può farla al posto nostro. Volevo solo aggiungere una cosa, con rispetto, fidarsi di un professionista a volte non é sbagliato, non tutti sono uguali. Io ho incontrato anche chi mi ha teso una mano senza vendermi chiacchiere e mi ha aiutata a non rimanere sola con la mia paura. Credo che la forza sia proprio questa: temere gli occhi aperti come dici tu, non avere fede cieca in nessuno, ma quando troviamo una persona valida permetterci di fidarci. Da soli si é fragili, insieme e con l'aiuto giusto si può sperare in quella normalità di cui parli.  Anche questo gruppo serve a questo. Grazie per quello che hai scritto,si sente il tuo immenso affetto. 

....

Buongiorno V , sono la mamma di Monica . Volevo dirti che quello che dici è giustissimo, ma ci vorrebbe tanto coraggio, a volte si ci prova a essere forti, ma poi, se la tua indole non è quella, si torna al punto di partenza, con un altra sconfitta in più da aggiungere. I ragazzi di oggi non sono come quelli di ieri, allora la vita scorreva più lenta e non si avevano tutti queste aspettative e pregiudizi che ci sono oggi, in questo mondo che non e più a misura del uomo, oggi non si corre più, ma si vola e tanti hanno la paura di volare e si chiudono per non affrontare tutto ciò....sarebbe bello chiudere gli occhi e svegliarsi in un mondo più giusto dove non si debba dimostrare più niente a nessuno e ognuno con le sue capacità svolga lo studio, lo sport o il lavoro per il quale è portato senza la paura di essere segnalato come il diverso,  perchè non si è andati all' università o non si fa un lavoro di prestigio..i nostri ragazzi di oggi è quello che temono. Io mi auguro che tutti questi giovani abbiano il coraggio che hai avuto tu, me lo auguro con tutto il cuore.....ciao V e grazie 



Indaco, puntata 105, intervista ad Antonio Piotti

Dal min 18° intervista a Piotti Semplicemente divino, il dott. Antonio Piotti , ha fatto un quadro del ritiro sociale volontario perfetto  S...