giovedì 30 aprile 2026

UN SASSOLINO PER TE . B

 Carissimi,

questa pagina è nata come uno scherzo, come uno spazio di serenità, ma si è presto trasformata in un grande messaggio
I dipinti parlano, narrano l'animo delle persone e ci siamo ritrovati a condividere sofferenze di genitori che le provano tutte le chiavi del mazzo per aprire la serratura
Molti di noi sono genitori di persone ritirate socialmente, ovvero quelle persone (erroneamente si pensa siano solo giovani) che non reggono le pressioni sociali
Abbiamo quindi pensato a un tema per i nostri dipinti sui sassolini: "Una speranza per chi non ha più speranza"
I sassolini più belli saranno quindi pubblicati sul nostro blog GENITORI DI HIKIKOMORI IN CAMMINO previa autorizzazione scritta dell'autore
Grazie a chiunque ci aiuterà

 



Il buon augurio di Lucia ai nostri ragazzi 

Anche se la strada è tortuosa, tu scegli la speranza e diventerà luminosa 



Monica ha scritto una lettera a mano, come si faceva una volta e ci ha detto: Leggo che i vostri ragazzi li chiamate angeli, ma per me gli angeli sono esseri che non provano il dolore. Invece questi ragazzi sentono il dolore in maniera devastante. Per me sono "cuori" . Cuori palpitanti, pieni di vita e amore, ma privati della loro naturale armatura di ossa, muscoli e pelle. Cuori nudi e comunque coraggiosi, che non smettono di battere nonostante tutto. Cuori timidi appoggiati sui palmi delle mani di chiunque graviti attorno a loro, di chi li accarezza e con attenzione, ma anche di chi la mano la chiude a pugno, stritolandoli fino a farli sanguinare. Sono cuori silenziosi in un mondo di manichini vuoti, di gusci di scheletri concentrati solo su cio' che appare. Sono cuori morbidi che riescono a comunicare solo con chi non li viola, perchè è il loro lieve battito a parlare, come un codice morse che richiede studio, pace attenzione. Sono cuori fragili e complessi, ma stanchi per il troppo lavoro, mentre in tanti li sottovalutano e li deridono, ignorandone la grandezza
Monica ha disegnato tante piccole pietre da dare a ogni ragazzo che aiutiamo e che passa dalla mia casa in campagna, in modo da dare il suo forte messaggio 



mercoledì 29 aprile 2026

SUPERSONICA STEFANIA ANDREOLI






 “Quando un figlio soffre, come genitori, e in particolare come mamme, non dobbiamo farci carico del suo dolore, altrimenti diventa nostro. Dobbiamo imparare a non andare in frantumi di fronte all’infelicità dei ragazzi per insegnargli come si supera quel momento e come si resta”, dice la psicoterapeuta Stefania Andreoli.

Un sassolino per te





 Carissimi,

questa pagina è nata come uno scherzo, come uno spazio di serenità, ma si è presto trasformata in un grande messaggio
I dipinti parlano, narrano l'animo delle persone e ci siamo ritrovati a condividere sofferenze di genitori che le provano tutte le chiavi del mazzo per aprire la serratura
Molti di noi sono genitori di persone ritirate socialmente, ovvero quelle persone (erroneamente si pensa siano solo giovani) che non reggono le pressioni sociali
Abbiamo quindi pensato a un tema per i nostri dipinti sui sassolini: "Una speranza per chi non ha più speranza"
I sassolini più belli saranno quindi pubblicati sul nostro blog GENITORI DI HIKIKOMORI IN CAMMINO previa autorizzazione scritta dell'autore
Grazie a chiunque ci aiuterà



Ottimi ingressi sui sassolini




lunedì 27 aprile 2026

96°puntata di INDACO di radio ERRE18






 A voi il podcast della 96 puntata di “Indaco”, la nostra rubrica dedicata anche all’isolamento sociale volontario (Hikikomori).

Sotto la fantastica e professionale guida del conduttore Gianluca, il nostro Matteo, laureando in psicologia, ci regala un’altra delle sue perle costruite con grande impegno e fatica, dove analizza proprio la mancanza di ascolto da parte degli adulti, e la loro incoerenza più volte ambedue indicate dai ragazzi, che provoca un aumento di questo doloroso disagio.

È necessario anche intervenire socialmente, per arrivare ad una società che non sia basata sulle performance, ma che ponga al centro l’individuo e lo valorizzi proprio nella sua complessità, perché… non siamo numeri! 

Grazie ragazzi, davvero con il cuore!

Dal min 17° circa 

Codice umano


domenica 26 aprile 2026

Niente poco di meno che.. Matteo Zicca!






 LA CRISI COME OPPORTUNITÀ DI TRASFORMAZIONE

Può sembrare un paradosso, ma le crisi possono essere un’opportunità di cambiamento e progresso, sotto tutti i punti di vista.
Nello specifico voglio parlare della crisi a livello psicologico, sociale e culturale.
Ormai, anche se molti lo ignorano, c’è una forte crescita del disagio psicologico.
Fenomeni come ansia, depressione, esaurimento, isolamento, dipendenze e così via stanno aumentando in modo preoccupante.
Questo ci costringe ad accorgerci che c’è qualcosa che non va.
E che la crisi è uno strumento che ci obbliga a fermarci e ripensare il modello di benessere, sia a livello sociale che individuale.
Per esempio: ben vengano i progressi nelle neuroscienze, nella medicina e nella psichiatria, ma allo stesso tempo è fondamentale dare importanza agli aspetti emotivi, affettivi, sociali e psicologici dell’individuo.
Perché è vero che una pillola può salvarti in caso di necessità, ma non può aiutarti a trovare senso, connessione, scopo e felicità.
Ben venga il “progresso tecnologico”, ma se questo significa ridurre l’essere umano a un algoritmo, eliminare il contatto, l'errore, l’imprevedibilità, l’umanità… il passo dal baratro è breve.
Ben venga "l’efficienza", ma se ciò significa annullarsi per diventare uno strumento, una macchina perfetta, è normale che poi le persone si rompano: smettano di studiare, di lavorare, si rifugino nelle sostanze o esplodano in comportamenti distruttivi.
Ben venga la "produttività", ma se il valore di una persona si misura solo in risultati, numeri e prestazioni, allora prima o poi quel sistema genera inevitabilmente caos e non crescita.
Ben venga il "miglioramento" continuo, ma se diventa un’ossessione che non lascia spazio all’errore, alla pausa, alla fragilità, allora non è evoluzione ma pressione cronica travestita da ambizione.
Ben venga la “ricerca della felicità”, ma se ciò significa indossare maschere, non potersi permettere il lusso di fermarsi, non essere mai abbastanza, censurarsi per paura di sbagliare, allora è naturale che le relazioni si svuotino, che l’ansia sociale dilaghi e che le persone si sentano costantemente sotto esame, fino a chiudersi e deprimersi.
Lo sappiamo bene: viviamo in una realtà complessa.
Problemi economici, tensioni internazionali, disagio diffuso…
Come aveva intuito Friedrich Nietzsche, i vecchi valori che guidavano l’esistenza — fede, famiglia, ideali politici, comunità, appartenenza — sono stati messi in crisi.
E oggi, dentro questa sensazione di smarrimento, serve la capacità e il coraggio di crearne di nuovi.
Per questo non possiamo permetterci di ignorare questa crisi.
Perché, che ci piaccia o no, i suoi effetti si riversano su tutti.
A livello sociale dovremmo prima di tutto tornare a mettere l’uomo e i suoi bisogni al centro.
Investire seriamente in sanità, istruzione lavoro, welfare, economia, perché sono priorità che vanno oltre qualsiasi orientamento politico.
Accogliere la diversità e percorsi differenti senza cadere nell’omologazione, nella competizione sterile, nel confronto costante.
Lavorare su cultura e libertà, perché non si può pretendere cambiamento attraverso la censura, il giudizio o la correzione imposta, soprattutto se una persona non ha mai avuto spazio per esprimersi davvero.
Bisognerebbe ridurre quel moralismo superficiale fatto di giudizi rapidi, ignoranza e presunzione: è facile etichettare ma è,molto più difficile comprendere, perché senza comprensione non c’è evoluzione.
E allo stesso tempo andrebbe coltivata una cultura dell’empatia, del rispetto e della tolleranza, non come slogan ma come pratica quotidiana, perché è lì che si costruiscono relazioni sane e comunità più forti.
A livello individuale, invece, bisognerebbe imparare fin da subito che non si può controllare tutto e che non bisogna caricarsi pesi che non ci appartengono.
Bisogna imparare ad accogliersi e a perdonarsi, a non vivere errori, emozioni difficili e fallimenti come colpe, ma come passaggi inevitabili del proprio percorso.
Bisogna recuperare il senso del limite, della misura e anche della morte, perché è proprio questo che impedisce alla vita di diventare solo un dovere da svolgere e le restituisce significato.
Bisogna imparare a stare nel disagio senza anestetizzarlo subito, senza scappare, perché è spesso lì che si nascondono le informazioni più importanti su di noi.
Bisogna costruire un senso personale, non ereditato e non imposto, ma scelto, anche se imperfetto, anche se in evoluzione.
Bisogna ritagliarsi spazio e mettere come priorità il piacere, la passione, l’arte, la creatività, il divertimento, lo svago, le relazioni.
Perché vivere non è solo funzionare: è anche sentire.
Bisogna smettere di voler essere sempre perfetti, di fare paragoni continui, di vivere sotto il peso del giudizio altrui.
Imparare a dire di no, a proteggere la propria unicità, ricordandosi che nessuno è come te — e che non devi diventare qualcun altro per avere valore.
In tutto questo è chiaro che si è generalizzato.
Ogni storia è diversa, ogni persona ha il suo percorso, i suoi limiti, le sue risorse.
Ma una cosa è evidente: molti dei modelli che abbiamo interiorizzato sono tossici e vanno messi in discussione.
E questo non può avvenire con moralismo, giudizio o arroganza, perché siamo tutti, inevitabilmente, fallibili.
Forse il punto è proprio questo: a livello sociale rimettere davvero l’essere umano al centro e a livello individuale iniziare a rimettere al centro sé stessi e le relazioni che contano.
Non è una soluzione semplice, ma è probabilmente l’unica direzione sensata.




giovedì 23 aprile 2026

Gabriele De Santi-Spazio Hikikomori

 







Carissimo Gabriele De Santi, ti apprezzo e ti stimo molto, ma sono rimasta letteralmente allibita guardando il tuo video AUTISMO E HIKIKOMORI
Come forse tu ben sai c'è una bella diatriba tra chi li vuole considerare in un forte disagio e chi li vuole far passare per malati
Tu chiedi il parere a uno psichiatra .. bè a Napoli si dice: acquaiolo, l'acqua è fresca? e quello deve vendere e che ti dice .. che è calda così perde la vendita?
Inoltre dici etichetta hikikomori ma anche l'etichetta autistico non sempre ci azzecca come dice il prof Tonioni di Roma quando parla di furore diagnostico
Pensa che siamo passati da un autistico ogni 77 individui a un autistico ogni 35 e c'è una persona di spicco siciliana che dice: ma perchè in certe ASL li curano coi farmaci e in certe ASL si oppongono ai farmaci? Ho tolto il like a quella persona inorridita
Anche una mia carissima amica ha incontrato un bravo professore che le ha detto: ma perchè mettere questa ennesima etichetta quando suo figlio o è neuro divergente o non lo è ha le potenzialità per aiutarsi da solo e se lei lo chiude nel recinto dei neurodivergenti al primo fallimento il ragazzo dirà: non ce la faccio perchè sono diverso
Siamo anche completamente dissociati da questo messaggio contro i social che sono la salvezza dei nostri ragazzi isolati 




mercoledì 22 aprile 2026

QUANDO IL SILENZIO PARLA . B





Oggi nelle nostre chat non si parlava altro che della mamma di Catanzaro che si è gettata dal balcone con i suoi tre bambini 

All'inizio cercavo di calmarli poi ho capito che si dovevano sfogare perchè proprio una mamma della nostra prima chat, Teresa, si è gettata dal balcone 

Le nostre famiglie sono a gravissimo rischio suicidio e basta una goccia a far traboccare il vaso anche se è ovvio che bisogna guardare il vaso e non la goccia 

Ma insomma.. quando spegni la luce.. la spegni 

Io per parte mia mi son presa 1000 lavori che mi occupano la mente perchè ci sono momenti in cui è meglio non pensare 

Superati quei momenti, quando torna la calma, riesci a vedere come aggredire i tuoi problemi 

Pero' mi hanno tirato su le conclusioni del dott. Piotti al convegno di Milano 

Ve le riporto QUI

8.Una legge sul ritiro sociale

Fornari parlava per questo di psicopolitica, cioè di quanto il pensiero psicanalitico potesse influenzare le decisioni le macro-decisioni del potere. Era forse un’utopia, un desiderio una speranza. Senza avere obiettivi così universali noi oggi abbiamo presentato un progetto di legge, a firma dell’onorevole Daniela Ruffino, cui ho collaborato insieme a Sagliocco e Malfatti qualcosa che potrebbe servire a coordinare gli sforzi che un po’ ovunque in Italia si stanno facendo per venire in aiuto a questi ragazzi. È una speranza è un desiderio su cui lavoriamo tutti. 

QUANDO IL SILENZIO PARLA 


UN SASSOLINO PER TE . B

  Carissimi, questa pagina è nata come uno scherzo, come uno spazio di serenità, ma si è presto trasformata in un grande messaggio I dipinti...