domenica 8 febbraio 2026

Eva, ex hikikomori | Avevo vergogna di esistere

 







Hikikomori, cosa è e come uscirne




Per spiegare il ritiro sociale volontario abbiamo scelto questo articolo di Vanessa Pellegrino che ci sembra ben fatto 

Consapevolmente connessi



IL NARCISISMO PATOLOGICO

 




Da un articolo di Roberta Bruzzone, psicologa e criminologa 

Quando parliamo di una donna con tratti narcisistici patologici, la prima cosa da chiarire è che non siamo davanti a una persona “innamorata di sé”. Quella è una caricatura. In realtà siamo davanti a un soggetto strutturalmente fragile, che vive con una sensazione costante di vuoto, di inferiorità e di confronto permanente con gli altri. Un confronto che perde sempre.
Il punto centrale non è l’autostima. È l’invidia.
Ma non l’invidia sana, quella che ti fa dire: “Lei ha qualcosa che io vorrei, provo a lavorare su di me per avvicinarmi”. No. Qui parliamo di un’invidia corrosiva, tossica, distruttiva. Malata.
Per una narcisista patologica, l’esistenza di qualcuno che ha fama, credibilità, successo, riconoscimento sociale o denaro non è uno stimolo, è una ferita narcisistica aperta. È una minaccia intollerabile.
Perché quella persona dimostra, con la sua sola esistenza, ciò che lei sente di non essere e di non poter raggiungere.
E da lì parte il meccanismo patologico.
Non potendo reggere il confronto sul piano reale, sposta la partita sul piano manipolatorio.
Non cerca di costruire, cerca di demolire.
All’inizio lo fa in modo sottile:
• svalutazioni mascherate da preoccupazione,
• allusioni,
• mezze frasi,
• dubbi gettati come semi velenosi.
Poi, quando questo non basta, alza il livello:
• menzogne costruite ad arte,
• narrazioni false ripetute ossessivamente,
• manipolazione di terzi,
• uso strumentale di vittimismo, indignazione morale, accuse ribaltate.
La verità non ha alcuna importanza. Conta solo una cosa ossia distruggere l’immagine dell’altro.
E allora scatta nella mente questo scenario:
“se non posso essere come te, allora devo fare in modo che tu non sia più tu”
E attenzione a un passaggio fondamentale:
la narcisista patologica non vive questo comportamento come scorretto.
Nella sua mente è giustificato. Anzi, è necessario. Si convince di essere stata danneggiata, oscurata, derubata di qualcosa che “le spettava”.
La menzogna diventa uno strumento legittimo. La manipolazione, una forma di “difesa” ossessiva.
Ecco perché queste persone possono arrivare a:
• falsificare eventi,
• riscrivere la realtà,
• costruire accuse gravissime senza alcun fondamento,
• perseverare anche di fronte a smentite evidenti.
Non si fermano perché non cercano la verità, cercano la distruzione simbolica dell’altro.
Fama, reputazione, successo: sono questi gli obiettivi da colpire. Non per ottenerli, ma per annullarli in chi li ha raggiunti.
E l’ultima cosa importante da capire è questa:
non c’è dialogo possibile su questo piano.
Perché non stai parlando con qualcuno che vuole chiarire, ma con qualcuno che ha bisogno che tu cada per sentirsi, anche solo per un attimo, meno vuota, meno fallita, meno inadeguata.
Capire questo non serve a giustificare.
Serve a smettere di illudersi che bastino i fatti, la correttezza o la buona fede.
Con questi soggetti, il problema non è quello che fai.
È ciò che rappresenti. E ciò che rappresenti e’ come sale su una ferita narcisistica che non si potrà mai rimarginare.
Roberta Bruzzone


NOI SIAMO IN CONTRO TENDENZA




E' vero che di ritiro sociale volontario se ne parla sempre di più, ma è anche vero che non sempre passa la giusta informazione e questo è gravissimo 

Non parliamo poi di quando sono i giornalisti a parlare di ritiro sociale e non i professionisti 

I giornalisti in Italia non sono tutelati e il giornale ha un unico scopo: che leggano più persone possibili

Che importa quindi se non è del tutto veritiera la notizia e quindi assistiamo anche a 600 messaggi assurdi di chi, pur di dire qualcosa, sentenzia e caccia un povero ritirato ancora più nel buio del suo ritiro 

Andiamo dai tuttologi che si improvvisano medici alle diagnosi on line dopo 10 righe di una povera mamma che ha esposto la sua situazione 

C'è anche chi non è medico ma propone psicofarmaci

Da quando poi c'è in Parlamento una legge e verranno stanziati dei soldi, abbiamo una schiera di api rivolte al miele da far paura 

Una cosa che accomuna molti articoli è dare la colpa ai cellulari 

Pensare che chi ci ha fatto del male era nella vita reale, in carne ed ossa e difficilmente te lo togli di torno e pensare che on line risolvi tutto con un click è la chiave giusta per zittire che non ha tempo da dedicare al figlio e butta la colpa al cellulare invece che prendersi le sue responsabilità 


giovedì 5 febbraio 2026

LA FISICA CHE CI PIACE



 A proposito di disagio giovanile esasperato dall'uso dei social, ascoltate questa bellissima lezione, intensa e coinvolgente, del professor Vincenzo Schettini, nell’ambito della presentazione dell’intergruppo parlamentare EducAzione Social.

Vincenzo Schettini e Barbara Floridia


mercoledì 4 febbraio 2026

Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli





 Dal 2008 scrivo post sui blog e prima scrivevo lettere ai giornali

Stavolta pero' è davvero difficile cominciare a raccontare il dolore di questo padre, perchè si tratta di un caso iniziato come ritiro sociale, ma che poi ha messo in luce un altro problema: la disforia di genere 

Sono tantissimi i ragazzi che soffrono di questa "patologia", ma non so proprio se patologia sia la parola giusta 

Quindi vi lascio alle parole di Marco e di Noemi ed esprimo l'affetto più illimitato che si possa immaginare 

Vi vogliamo bene 

Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli 

Marco Termenana


AGOSTINO BERGO





Agostino nasce a Desio (MB) nel 1983 con una malformazione congenita, ma con tanta forza prende la laurea in giurisprudenza 

Da subito capisce che quella del tribunale non è la sua strada, ma al contempo è affascinato dall'arte ed è un bravissimo pittore 

Nell'85° puntata di INDACO di RADIO ERRE18, Gianluca Gobbi intervista Agostino che parte dal quadro APOTEOSI DI VENERE per descrivere la bellezza che salverà il mondo 

Il latino deve parlare con le lingue slave e qui ad Agostino si apre un mondo e si reca prima in Bosnia e poi in Serbia con l'aiuto di Gaetano Paolillo tramite l'associazione "Dante Alighieri" di Nis

Nel 2013, Agostino è a Nis e a Belgrado per completare un ciclo pittorico, nato dalla sinergia tra pittura e musica, in collaborazione con la soprano Simovic Ivankovic 

Dopo aver raccontato queste cose, Agostino, spiega come ha affrontato lui il ritiro sociale volontario e diciamo volontario anche se è presente una malattia, perchè è una malattia che non gli ha impedito di laurearsi e di viaggiare 

Il potere è molto limitato se tu non gli dai spazio 

Una grande lezione di vita di Agostino Bergo che ci ha sempre detto: i vostri ragazzi devono solo trovare il metodo e poi ne usciranno, perchè se ce l'ho fatta io, ce la possono fare tutti 

agostinobergo.art

Dal min 20° INDACO. PUNTATA 85° 

AGOSTINO BERGO e i Balcani 


Eva, ex hikikomori | Avevo vergogna di esistere

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