lunedì 2 marzo 2026

L'importante parere del prof. Daniele Novara






 Con il calo demografico i bambini e le bambine sono usciti dall'immaginario.

Oggi assistiamo alla scomparsa dell'infanzia. Come nei ristoranti in cui non sono ammessi.
I bambini sono stati devitalizzati, tanto che la vivacità viene vista come disturbo e non come una caratteristica infantile. Ma i bambini hanno il pensiero magico, animistico. Possono parlare con un giocattolo, avere comportamenti bizzarri, urlare, correre in casa senza un motivo.
Molti genitori di oggi vogliono che stiano "al loro posto" e allora ricorrono alla psichiatria, considerando l'infanzia come una malattia. Questo accade quando il genitore non riconosce nel bambino un altrove che richiede ascolto, attenzione e rispetto.
Se si parte dall'idea che i bambini non debbano dare fastidio, che è invece ciò che fanno per antonomasia, si finisce con il vederli arrestati o fatti scendere dall'autobus, sotto la neve, per mancanza di un biglietto.
I bambini e le bambine devono tornare nei pensieri e nei progetti comuni: la politica deve considerarli parte indispensabile del nostro futuro.


sabato 28 febbraio 2026

Troppi alunni con diagnosi, la scuola sembra una clinica psichiatrica




 
Le sue parole sono ritornate in auge nelle ultime ore tramite X. “La scuola elementare sembra diventata una clinica psichiatrica”, ha affermato Galimberti. “Tutti discalculici, discrafici, dislessici, asperger, autistici…ma chi l’ha detto? Ai miei tempi non c’erano queste condizioni. C’era uno più bravo e uno meno bravo, che poi si esercitava e diventava bravo”. Il filosofo ha poi criticato la tendenza a “patologizzare tutte le insufficienze”, sottolineando come l’aumento delle diagnosi sia dovuto, a suo avviso, alla richiesta da parte dei genitori di percorsi facilitati per i propri figli. “È la strada dell’ignoranza, purché siano promossi”, ha concluso, “perché ai genitori interessa questo, non la formazione“. Parole che, come prevedibile, hanno acceso un vivace dibattito online.

Non sono mancate, tuttavia, voci a sostegno della tesi di Galimberti, che hanno puntato il dito contro un presunto abuso delle diagnosi per ottenere agevolazioni.

Boom di alunni con DSA a scuola, Novara: “I disturbi specifici colpiscono al massimo il 3% dei bimbi, a scuola le rilevazioni sono 4-5 volte superiori, c’è qualcosa che non va”

Il pedagogista Daniele Novara segnala un boom di certificazioni DSA a scuola (aumento del 39% in alcuni dati), arrivando a sostenere che i casi reali siano molto inferiori (1,5-3%) rispetto alle diagnosi attuali, parlando di "eccesso diagnostico" e pressioni per ottenere PDP. I dati evidenziano fino a 2 alunni DSA per classe, con crescita in tutti i cicli scolastici.

“Tante diagnosi sbagliate”
Come già scritto sulla Tecnica della Scuola, per il pedagogista Daniele Novara, pedagogista che dirige il Centro Psicopedagogico per l’Educazione e la Gestione dei Conflitti, “non vi sarebbe un corrispettivo aumento di tali disturbi negli altri paesi europei”.
“Siamo di fronte alle cosiddette false diagnosi. Si fa confusione tra la difficoltà di apprendimento e il disturbo conclamato. Spesso c’è un business dietro queste etichette date ai bambini. Il rischio, afferma il pedagogista, è di essere in realtà di fronte a eccessi diagnostici, legati alla tendenza crescente di scuole e famiglie a scegliere la via dell’analisi della salute neuropsichiatrica del bambino, piuttosto che andare a indagarne la gestione educativa in famiglia e supportare quest’ultima in modo adeguato”.

4 o 5 volte superiori le certificazioni 

Il parere del Prof. Umberto Galimberti 

"La scuola non è una clinica psichiatrica!”. Parole forti, chiare e scomode quelle del filosofo Umberto Galimberti, idolo della sinistra nostrana, che rompe il silenzio sull’aumento incontrollato delle diagnosi di DSA tra i bambini delle elementari. Secondo Galimberti, patologizzare ogni difficoltà scolastica sta creando una generazione di alunni fragili, etichettati troppo in fretta e senza veri motivi clinici."I genitori vogliono solo percorsi facilitati, non la formazione!”. Un’accusa diretta a chi usa le certificazioni come scorciatoie, svuotando la scuola della sua funzione educativa. Insegnanti impotenti, certificazioni inflazionate, sostegno assegnato a chi non ne ha davvero bisogno: è questa la direzione che vogliamo per la scuola? Galimberti lancia un allarme che non possiamo ignorare: serve più serietà, meno etichette, più fiducia nelle capacità dei ragazzi.

Perchè patologizzare tutti? 

SIAMO RAGAZZI, NON SIAMO DIAGNOSI 

I social sono pozzi avvelenati ma negarli ai ragazzi è inutile.



VINCENZO SCHETTINI.. UN MITO






 

venerdì 27 febbraio 2026

SIAMO RAGAZZI, NON SIAMO DIAGNOSI





Molto interessante questo libro e capita a fagiolo perchè molti vogliono far passare il ritiro sociale volontario per patologia, etichettare e riempire di farmaci i nostri ragazzi 

Massima attenzione! 

STOP ALLA DIAGNOSI FACILE: LA PROF.SSA PALMIERI LANCIA LA CAMPAGNA "SIAMO RAGAZZI, NON SIAMO DIAGNOSI"
Presentato nella Sala Stampa della Camera il volume che chiede un cambiamento normativo in materia e promuove una metodologia non medicalizzata basata sull'«Osservazione della Performance»
ROMA, 18 novembre 2025 – La Sala Stampa della Camera dei Deputati è stata la cornice di un evento cruciale: non una semplice presentazione editoriale del libro “Siamo ragazzi, non siamo diagnosi” della Prof.ssa Vincenza Palmieri, ma l'avvio ufficiale di una Campagna con un profondo respiro nazionale e internazionale.
L'incontro, tenutosi su iniziativa dell'On. Deborah Bergamini, ha visto la partecipazione dell’On. Manuel Vescovi che ha dichiarato: “Questi argomenti andrebbero spiegati a reti unificate in tutta Italia.”. L'avv. Emanuela Fancelli, moderatrice della conferenza, ha evidenziato quanto segue: “La mia personale riflessione è che la forza di questo lavoro sta nella sua estrema attualità. Viviamo in un tempo in cui la diagnosi rischia di diventare scorciatoia e, sempre più spesso, sembra perfino la normalità.”. L’autrice ha sottolineato la necessità di un'azione forte e concreta. La scelta della prestigiosa sede istituzionale invia un chiaro messaggio: l'obiettivo primario della Campagna è innescare un cambiamento normativo in ambito scolastico, al fine di prevenire il ricorso alla diagnosi.
Dopo un tour che ha attraversato l’Europa e non solo, il volume ha saputo unire diverse realtà sotto un unico intento: contrastare il "meccanismo trans-nazionale" che rischia di etichettare i giovani. Per far fronte a questo, la Prof.ssa Palmieri non si limita alla critica, ma propone elementi concreti di riforma del sistema.




Il cuore della Campagna è l'Osservazione della Performance: un approccio totalmente alternativo alla standardizzazione diagnostica che riprende le tecniche didattiche tradizionali della scuola migliore del mondo, la scuola italiana. Questo metodo si focalizza sull'osservazione diretta del ragazzo, senza il pregiudizio diagnostico, per esaltare le competenze presenti ed intervenire in maniera mirata su ciò che deve essere risolto o corretto, evitandone l'etichettatura diagnostica e le sue conseguenze.
Ci si è soffermati sul valore della abilitazione degli insegnanti che acquisiscono tale titolo. L’abilitazione dichiara che si è abile all’insegnamento appunto, non alla delega al sistema sanitario!
Un tema scottante sollevato è il ruolo dei Social Media, ai quali il libro dedica ben due capitoli. L'autrice li accusa di sdoganare l'uso degli psicofarmaci tra i giovani e di incentivare il ricorso alla diagnosi. Durante la conferenza, la proiezione di un video ha sollevato un interrogativo forte: "C'è una sorta di vero e proprio attacco mediatico ai nostri ragazzi?".
I successivi passi della Campagna mirano a diffondere l'Osservazione della Performance in tutta Italia, mantenendo alta l'attenzione sul dibattito legislativo. L'obiettivo finale è chiaro: suggerire un'alternativa concreta per vedere i ragazzi come cittadini in crescita e non come diagnosi su cui lucrare.
Vincenza Palmieri






ALTISSIMI RISCHI PER LE FAMIGLIE HIKIKOMORI

 




Da almeno un anno o forse più, mi scrivono centinaia di genitori preoccupati, poichè le scuole se ne lavano le mani dei nostri figli e dei nostri problemi, chiedono la 104 marchiando un ragazzo per tutta la sua vita, quando abbiamo una marea .. anzi no.. molti pochi professionisti preparati, che con una pazienza certosina, aiutando tutta la famiglia, riportano alla gioia di vivere i nostri ragazzi

Attenzione che è un piano ben prestabilito per farci finire come il Giappone perchè i nostri ragazzi fanno paura
Sono ragazzi super intelligenti, super sensibili, non si piegano ne a scuola ne nel mondo del lavoro
Mi è arrivato questo da un professionista serio: - Quando vedo i miei ragazzi rifiorire e ritornare fuori con le loro forze e potenzialità, penso che se ce l' hanno fatta loro, ce la possono fare anche gli altri ma lavorando sulle risorse di questi ragazzi "non etichettandoli" Lavorerò per questo fino alla morte -
Io ne so qualcosa.. mi sono opposta a chi voleva fare un T.S.O a mio figlio e ci sono riuscita solo perchè ho una marea di santi in paradiso che mi aiutano
Un'altra mamma mi ha scritto: ci stavo cadendo anche io nella trappola della neuro divergenza, ma per fortuna ho trovato un professionista che mi ha detto che se etichettavo mio figlio non avrebbe mai cercato le possibilità in lui e si sarebbe seduto e lo avrei perso. Per fortuna non l'ho etichettato ed è rifiorito
Un'altra mamma mi ha detto: ma sicuramente mio figlio se lo faccio analizzare risulta neuro divergente ma cosa ne ho? Mica ci sono cure. Magari trovi pure quello che te lo riempie di farmaci. Mio figlio è o non è neuro divergente, ma è una favola di ragazzo e delle sue debolezze ne deve fare una forza con le sue stesse potenzialità. Mai e poi mai lo etichetterò








LA SCUOLA VISTA DAI RAGAZZI

 


Da piccola io non ero per niente brava in matematica... Nemmeno ora lo sono! Conto con le dita e non so fare molto bene le moltiplicazioni, sinceramente non me ne vergogno.. non ho una mente matematica 

I miei genitori vedendo ovviamente che avevo difficoltà, mi hanno portata dal logopedista per capire se ero discalcula

 Lui disse loro di no, disse solo che ero più lenta, che avevo bisogno di maggiore tempo e soprattutto che le cose che non mi piacevano fare ( tipo i calcoli) le facevo con meno impegno e motivazione

Il fatto é che la scuola ti porta a dire a te stesso: devi raggiungere quello standard di velocità se no non va bene e resti indietro 

E ti porta a dover essere bravo in tutto

Ma chi l ha detto che dobbiamo essere bravi in tutto? 

Io venivo sempre rimandata di matematica 

Avevo sempre cinque in matematica

Oltre che di XXXXXX che va beh.. ora faccio questo all università e ho tutti bei voti ( il problema non ero io) 

Comunque per dirti che io venivo sempre rimandata di matematica, di una materia 

Era uno stress enorme 

Che io dico 

Non ho sotto cinque materie 

Ne ho una 

Posso avere difficoltà in una cosa nella vita ? 

Tanto non farò la matematica non vi preoccupate ( pensavo sempre)

Per non parlare del fatto che la scuola (ai miei tempi, ma penso sia rimasta uguale) 

Stava diventando una cavolo di fabbrica 

Con badge da timbrare alle otto! Ma scherziamo?! 

Mica siamo numeri, mica siamo dipendenti 

O la cosa dei crediti sufficienti (anche all università é così)

Ma per me è stata fonte di molto stress sai.. 

Io purtroppo ho scelto di fare questa tesi perché anche io in passato ho avuto SERI problemi ad andare a scuola... 

Dalla terza alla quinta ho proprio avuto un down enorme alle superiori 

La notte non dormivo perché ero angosciata che il giorno dopo dovevo andare a scuola 

Mi svegliavo 

La mattina mi preparavo anche 

Non facevo colazione per lo stress (quella in realtà mai fatta fin da bambina per lo stesso motivo) 

Mia mamma mi intimava di andare a scuola, lei mi incoraggiava e a volte uscivano insieme 

Guarda se non avessi avuto degli amici, a volte non sarei proprio andata 

Partivo da casa 

Mi sembrava di partire quasi per la guerra talmente ero in ansia e spaventata 

Non sai quante volte partivo, per poi tornare indietro a casa sempre a piedi 

A volte incontravo due miei amici o due mie amiche e andavo con loro e così riuscivo ad andare a scuola 

Ma nell' ultimo periodo dicevo direttamente a loro che stavo male e me ne restavo a casa 

Manco provavo ad alzarmi dal letto 

In più avevo delle reazioni psicosomatiche 

Mal di testa, male alla pancia, ma soprattutto vomito 

In quello stesso periodo ho anche sviluppato un intolleranza (non ho mai capito se possa essere correlata allo stress, ma penso che non mi sia venuta a caso in quel periodo proprio) 

Molti pensavano che saltassi la scuola in modo strategico, per verifiche e interrogazioni 

Per prepararmi meglio 

Ma non sapevano che per me già stare seduta in classe in un modulo che durava cinquanta minuti era uno stress 

E passavo il tempo a guardare l' orologio 

In più c'era proprio una materia che saltavo e che spesso era al rientro perché il professore aveva dei modi incompatibili con il mio carattere 

Che mi portavano a chiudermi e a sentirmi giudicata e sotto pressione

Le continue assenze avevano fatto credere che avrei perso l anno 

Poi non so cosa sia successo in me (ma menomale che è successo) 

Ho avuto la fortuna di riprendermi e di terminare! 

Pensa che il primo anno in cui sono stata bocciata una professoressa mi disse che non ero in grado di fare il liceo, che dovevo andare a lavorare o fare una scuola serale o altro.. una scuola di grado inferiore 

Menomale che non ho mollato, menomale che non le ho dato ascolto 

Avevo 14 anni 

Ora mi laureo in magistrale 

Non lo dico per vanto o per ripicca 

Ma per fare capire che davvero le parole degli adulti su ragazzi ancora non formati, possono davvero incidere sul futuro e su ciò che diventeranno.. ma soprattutto sull idea delle possibilità che hanno!

E ti dirò di più 

Puoi scrivere anche questo! 

Se mi chiedessero quale momento della tua carriera scolastica vuoi rivivere ? Io NON direi mai il liceo. 

L' unica cosa che mi ha dato sono stati gli amici di una vita, che avrei potuto anche incontrare al di fuori. Forse sarebbe stato meglio sia per me, che probabilmente anche per loro (non so come l' abbiano vissuta loro) 

Sceglierei di tornare al liceo solo se fossi obbligata e solo per la loro compagnia! Ma alla fine vedendoli comunque sempre ad un bar, va bene così. 

Risceglierei tutta la vita l università, perché in lei ho rivisto la mia rinascita e il mio riscatto. 

Perché oramai alle superiori non ne avevi possibilità. Avevo quel prof che non ti sopportava perché non bravo nella sua materia, che se anche ti impegnavi, prendevi mille lezioni, per lui restavi un incapace nella sua materia. Quindi fioccavano magari non i due, ma arrivavi a cinque. Quindi alla fine l unica soluzione era copiare, anche per una persona onesta come me.

Puoi anche aggiungere che ancora ad oggi se percorro quella strada per andare a scuola che magari sto andando in un altra destinazione, comunque mi sento angosciata e che non ho mai voluto andare a salutari i prof come di solito molti studenti fanno per raccontare cosa fanno nella vita dopo il liceo 

Io sarei andata solo per una professoressa e basta, perché lei é stata l unico raggio di sole (oltre agli amici) in quella scuola

L'Opinione di Emanuela Fancelli con Vincenza Palmieri  


mercoledì 25 febbraio 2026

BRAVISSIMO PROF FEDERICO TONIONI






 L'eterna lotta delle famiglie hikikomori è la spasmodica ricerca di un aiuto adeguato

Ci sono anche quelli che vogliono far passare i nostri figli per malati e quelli che li vogliono riempire di psicofarmaci 

Ci sono poi quelli che non hanno interesse a far emergere non la punta dell'iceberg, ma tutto l'iceberg, che è il numero enorme di hikikomori adulti diventati ritirati sociali in età avanzata 

Nel Lazio c'è molto poco, ma per fortuna c'è il magnifico prof Federico Tonioni che segue i giovani e segue molto bene anche il problema del ritiro sociale volontario

Federico TONIONI prima parte 

Federico Tonioni seconda parte 

Federico Tonioni terza parte 

Federico Tonioni quarta parte 

Federico Tonioni | Salute preconcezionale e benessere psicofisico 

SOUL - Federico Tonioni, psichiatra e psicoterapeuta 

#360GRADI FEDERICO TONIONI 

FEDERICO TONIONI: Le dipendenze da Internet nei bambini e negli adolescenti 

La dipendenza da Internet: che cos'è, chi colpisce, come si cura - Prima Parte  

Dott. Federico Tonioni - ADOLESCENTI DIGITALI E CRISI GENITORIALE 

Cyberbullismo - Gli adolescenti e i social network - Come aiutare le vittime ma anche i bulli 

Nella Rete i genitori siano il faro, i figli i pescatori 

Intervista a Federico Tonioni - Psicologia della realtà virtuale 

Federico Tonioni - We free 

MAGGIE S. LORELLI INTERVISTA LO PSICHIATRA FEDERICO TONIONI PER "LA VOCE DI NEW YORK" 

Estratto dalla video intervista con Federico Tonioni 

Federico Tonioni: Gaming e Digitale, quando è dipendenza patologica? 

L'abuso dei farmaci 


L'importante parere del prof. Daniele Novara

  Con il calo demografico i bambini e le bambine sono usciti dall'immaginario. Oggi assistiamo alla scomparsa dell'infanzia. Come ne...