mercoledì 4 febbraio 2026

Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli





 Dal 2008 scrivo post sui blog e prima scrivevo lettere ai giornali

Stavolta pero' è davvero difficile cominciare a raccontare il dolore di questo padre, perchè si tratta di un caso iniziato come ritiro sociale, ma che poi ha messo in luce un altro problema: la disforia di genere 

Sono tantissimi i ragazzi che soffrono di questa "patologia", ma non so proprio se patologia sia la parola giusta 

Quindi vi lascio alle parole di Marco e di Noemi ed esprimo l'affetto più illimitato che si possa immaginare 

Vi vogliamo bene 

Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli 

Marco Termenana


AGOSTINO BERGO





Agostino nasce a Desio (MB) nel 1983 con una malformazione congenita, ma con tanta forza prende la laurea in giurisprudenza 

Da subito capisce che quella del tribunale non è la sua strada, ma al contempo è affascinato dall'arte ed è un bravissimo pittore 

Nell'85° puntata di INDACO di RADIO ERRE18, Gianluca Gobbi intervista Agostino che parte dal quadro APOTEOSI DI VENERE per descrivere la bellezza che salverà il mondo 

Il latino deve parlare con le lingue slave e qui ad Agostino si apre un mondo e si reca prima in Bosnia e poi in Serbia con l'aiuto di Gaetano Paolillo tramite l'associazione "Dante Alighieri" di Nis

Nel 2013, Agostino è a Nis e a Belgrado per completare un ciclo pittorico, nato dalla sinergia tra pittura e musica, in collaborazione con la soprano Simovic Ivankovic 

Dopo aver raccontato queste cose, Agostino, spiega come ha affrontato lui il ritiro sociale volontario e diciamo volontario anche se è presente una malattia, perchè è una malattia che non gli ha impedito di laurearsi e di viaggiare 

Il potere è molto limitato se tu non gli dai spazio 

Una grande lezione di vita di Agostino Bergo che ci ha sempre detto: i vostri ragazzi devono solo trovare il metodo e poi ne usciranno, perchè se ce l'ho fatta io, ce la possono fare tutti 

agostinobergo.art

Dal min 20° INDACO. PUNTATA 85° 

AGOSTINO BERGO e i Balcani 


giovedì 29 gennaio 2026

Ritiro sociale volontario, facciamo chiarezza







 Quando un membro della famiglia sceglie il ritiro sociale volontario, sempre ammesso che sia VOLONTARIO, tutta la famiglia va in crisi profonda 

Purtroppo la nostra società marcia, che produce questo tarlo, non ha nessun interesse a fare una corretta informazione, perchè queste persone super dotate potrebbero fregare posti di comando a persone inette e poco intelligenti e quindi meglio addormentarli con farmaci in maniera che siano fonte di guadagno per gli specialisti 

La stragrande maggioranza delle famiglie è contattata o si mette in contatto suo malgrado con il mondo della psichiatria in fase uno. E' capitato anche alla mia famiglia. Nella grande maggioranza dei casi non si dovrebbe finire nemmeno in fase tre 


Vediamo cosa puo' fare la famiglia 

Puo' informare la scuola e le istituzioni tramite opportuni testi e per esempio il centro AMA di Trento mette a disposizione gratuitamente un opuscolo informativo 

Puo' supportare tramite diversi modi, on line e in presenza, un genitore che ha bisogno di un momento di sfogo, di essere accompagnato in qualche incontro importante, di un momento di svago come per esempio una bella gita 

Puo' fare rete e coordinarsi con diverse associazioni e realtà che trattano il problema. Sono infinite, nessuno ha il monopolio 


Vediamo cosa non deve fare un genitore 

Non deve dire dopo 10 righe di presentazione di una mamma: tuo figlio è Asperger 

Non deve consigliare farmaci

Non deve spammare il web con notizie false tipo: son tutti neuro divergenti. Purtroppo con questa intelligenza artificiale che è tutt'altro che infallibile e con l'arrivo sui social di persone di una certa età è facile confondere e fare danni irreparabili 

Ricordate sempre che si ha a che fare con famiglie ad alto rischio suicidio. Non abbiamo solo ragazzi che si sono suicidati, abbiamo suicidi anche tra i genitori, quindi massima cautela 

automutuoaiuto.it/materiali-scaricabili 



mercoledì 28 gennaio 2026

IMMENSO MATTEO ZICCA

 Ancora molto scioccati da youtuber che sponsorizzano psicofarmaci e probabilmente non sono a conoscenza dell'articolo 348 e dell'articolo 445 del codice penale, ci tiriamo su il morale con le parole del mitico Matteo Zicca 

Naturalmente le parole di Matteo sono in generale e rivolte a tutti. Non a una persona o più persone in particolare. E' un discorso generale 






E SE I "RITARDATI" FOSTE VOI?
Quando si pensa a chi ha disturbi intellettivi o ritardo mentale, la mente corre subito ai bambini, agli adolescenti, a chi ha una diagnosi evidente.
Ma la realtà è più sottile e, in certi casi, paradossale: ci sono molte persone intorno a noi che non hanno mai ricevuto una diagnosi e che, senza rendersene conto, provocano danni quotidiani.
C’è chi fatica a comprendere testi scritti o istruzioni semplici, chi distorce la realtà a suo piacimento, chi si crea film mentali e interpreta tutto secondo preconcetti radicati.
Ci sono quelli che ripetono le stesse opinioni senza ascoltare, che credono di sapere sempre tutto, che fraintendono ogni conversazione e prendono tutto sul personale.
Ci sono persone incapaci di leggere il contesto sociale, che travisano intenzioni altrui, che si offendono facilmente o offendono senza accorgersene.
Chi non sa gestire un imprevisto, chi ha pensiero rigido e schemi mentali limitati, chi giudica costantemente gli altri senza conoscenza reale, chi ignora cultura, fatti e dati ma pontifica comunque.
A questi si aggiungono comportamenti più sottili ma altrettanto dannosi: confermano solo ciò che conferma le loro convinzioni (bias di conferma), sopravvalutano la propria percezione ignorando dati oggettivi (bias di overconfidence), esagerano il rischio di minacce percepite o fraintendono intenzioni neutre come ostili (bias di negatività e di ostilità), generalizzano da un caso singolo a interi gruppi (generalizzazione indebita), e spesso mostrano rigidità mentale che impedisce qualsiasi introspezione o autocritica.
Non riconoscono limiti, si bloccano davanti alla complessità, e trasformano la realtà in una narrativa personale che giustifica ogni loro azione, anche quando è folle e ferisce gli altri.
Tutto questo mina rapporti, genera conflitti, confusione e frustrazione.
Se vi riconoscete (ne dubito) in questi comportamenti, fatevi aiutare da uno psicologo, ne avete bisogno.
Per questo motivo prima di deridere o giudicare chi ha problemi visibili, chi lotta e si impegna per guarire dalla sofferenza e vivere meglio, guardatevi allo specchio.
Prima di intervenire sugli altri, prima di correggerli e prima di arrivare a conclusioni affettate, chiedetevi se le vostre percezioni sono oggettive e reali o solo frutto della vostra fantasia.
Fate un favore a voi stessi e alla società: anziché sputare sentenze, fermatevi, diventate responsabili, prima di tutto per voi e poi per chi vi sta accanto.



NON SEMPRE VIENE FUORI LA MIGLIORE INFORMAZIONE


Sono allibita

Mio figlio è sicuramente un superdotato
S'è fumato il politecnico in un niente
Ha fatto tre anni di dottorato, convegni all'estero e fuori dall'Europa in paesi a rischio, preso premi, ma ha sempre avuto contatti sociali con tutti, sempre tanti amici, ogni week end fuori con amici, vacanze e tutte cose
Il 90% dei figli delle nostre chat sono esattamente come mio figlio
La nostra famosa "principessa" è all'università integrata con amiche e prende mezzi pubblici
Facciamo attenzione a divulgare una idea non conforme al nostro disagio che ci diamo la zappa sui piedi da soli
Ci manca solo che persone non medici parlano di farmaci!!!
Che Dio ci aiuti
Chi chiede soldi e fa nomi di farmaci non è proprio corretto eh!

fioccano i messaggi sulle nostre chat..

 eccone uno: anche io sono allibita dal vedere come cercano di medicalizzare i ragazzi in ritiro sociale anche (e soprattutto) quelli più piccoli. Bisogna fare fronte comune e dare le corrette informazioni... I genitori sono disperati e a volte si lasciano condizionare

Eh però chi ricovera e somministra farmaci va giù pesante a volte. Poi il ragazzo si vede come "malato" e questo rinforza la fragilità

se lo dicono da soli: sui social è tutto finto.. parole loro

Nella nostra vita prendiamo farmaci quando e come ci servono ma associare i farmaci al ritiro sociale, facendo anche il nome di un potente psicofarmaco è deleterio

Uno studente che sta facendo la tesi: "Mi spiace tanto per queste famiglie
Io non vivo quello che vivono loro ma mi sto molto documentando sul fenomeno degli hikikomori
Oggi mi sono messo a ultimare uno dei paragrafi in cui ho messo più me stesso che e ho intitolato : l hikikomori e da considerarsi una malattia ? La confusione attorno a questo fenomeno. Ho letto per esempio che Tamaki Saito, mi sembra fosse proprio lui .. che sicuro conosci.. ha proprio detto che i farmaci sono risultati più efficaci per soggetti che soffrono di depressione rispetto a soggetti hikikomori. Parlando proprio delle differenze tra Hikimori e soggetti con disturbi depressivi. E io ho anche capito (e sono di questa idea.. anche se purtroppo in tesi ho dovuto riportare anche le altre) che hikikomori è un disagio sociale transculturale. E non un disturbo mentale, ma lo dice Tamaki Saito ma anche la Ricci. Menomale che c è la di Liberto davvero

Ringraziamo il cielo che ci sono ancora persone lucide di mente che sanno distinguere tra uno youtuber e un medico
Manco si parlasse di aspirina!
Consigliano psicofarmaci e con il nome pure!

Si arriva al terzo stadio del disagio ovvero la chiusura totale solo le famiglie vengono lasciate sole, purtroppo in Italia è tutto a pagamento, anche quelli che prendono sovvenzioni dalla stato, di gratis fanno quasi nulla

La vostra voce deve essere ancora più forte; più forte perchè deve andare oltre i medicinali che addormentano e che non curano. Deve andare oltre gli assistenti sociali che assistono solo lo stipendio di fine mese. Deve andare oltre quei psicologi che hanno bisogno dello psicanalista. Sono certo che esiste un esercito di giovani in ritiro; un esercito di risorse messe a parcheggio perchè pretendiamo di curare gli altri quando invece, molto probabilmente, siamo noi ad aver bisogno di cure. Personalmente, ho notizie e certezze di genitori "ignoranti" che per "curare" le deficienze dei loro figli, entrano in quel tritacarne inutile tenuto in piedi dalle varie ASL che a loro volta si servono di medici altrettanto inutili che affidano la soluzione del problema ad un tragicomico percorso farmaceutico...senza nemmeno provare ad andare oltre...E quando alla fine, dopo convinto quei genitori "ignoranti" a percorrere il vostro percorso, da uno di loro mi sono sentito dire..."la mia dottoressa è scoppiata a ridere...dice che senza medicinali non si va da nessuna parte"...


lunedì 26 gennaio 2026

VOLEVO AVERE LE ALI




 “Volevo avere le ali” racconta di Gabriele e Jasmine, che vivono due prigionie diverse: lui hikikomori, chiuso nella sua stanza per scelta; lei vive a Gaza, nella più grande prigione a cielo aperto, sotto il terrore quotidiano delle bombe. Il loro incontro mette a confronto solitudini lontane e rende impossibile per Gabriele ignorare il dolore e l’esistenza di Jasmine.

Complimenti allo scrittore e a Alessandro Ventrella che ha disegnato la copertina


Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli

 Dal 2008 scrivo post sui blog e prima scrivevo lettere ai giornali Stavolta pero' è davvero difficile cominciare a raccontare il dolore...