sabato 29 agosto 2026

DIETRO UN SORRISO

 




Con molta, moltissima fatica ho letto il meraviglioso libro di Lara Brufatto

Il libro ha sempre stazionato li, vicino al mio pc, ma alcuni giorni dicevo: oggi ce la faccio, oggi non ce la faccio 

E' la storia di Giorgio, un bambino che ha incontrato molte poche persone oneste, pulite ed empatiche e tante persone invidiose, perchè si sa che il male si accanisce sul bene, dai tempi di Caino e Abele 

Ma è la storia anche di Lara, una madre coraggio che ha spostato le montagne nel nome di un figlio meraviglioso 

Non riesco a raccontarvi la storia.. davvero troppo dolore e poi quel capitolo in cui si narra dell'insegnante che in terza elementare ha trattato molto male Giorgio.. davvero li la mia lettura ha avuto uno stop di molti giorni 

Vorrei pero' dirvi della conclusione del libro, di come Lara si batte perchè non venga infangato il nome del figlio, perchè ci sia giustizia, la stessa giustizia che Giorgio ha sempre inseguito, di come Lara si batta perchè ci siano famiglie che non abbiano a patire cio' che ha patito lei, suo marito e il loro cucciolo 

Eggià.. è quello che dico sempre io, non toccate i cuccioli che le madri vi rivoltano come un pedalino 

Vi consiglio caldamente la lettura di questo manuale di bontà, vi farà diventare genitori migliori 



venerdì 28 agosto 2026

CONSIDERAZIONI DI UNA MADRE




 Viste le assurde sterili polemiche degli ultimi giorni, ci tengo a fare una precisazione 

Quando tu hai la glicemia alta, sopra un certo valore standard, sei malato, hai il diabete 

La malattia mentale non ha confini precisi, ma nel caso del ritiro sociale volontario, se capita in obbligo scolastico, ti succede quanto segue

Fino a che non passa la legge Ruffino, le nostre famiglie, sono costrette a portare i figli dal neuro psichiatra per la deroga delle assenze 

Dato che il neuro psichiatra è un medico e non puo' certificare un disagio, deve dire che c'è una fobia scolare, che è una malattia e quindi giù farmaci, secondo il prontuario medico. E' vero che c'è anche il medico che capisce l'assurdità della situazione e non da farmaci, ma c'è anche chi non appoggia la legge Ruffino e quindi questa situazione disastrosa per le nostre famiglie potrebbe andare avanti all'infinito 

Per quello che riguarda le neurodivergenze è chiaro che oggi c'è un abuso diagnostico. Non lo dico io, lo dicono Galimberti, Novara, Turchetti, Palmieri, Tonioni ed altri 

La mia maestra delle elementari, grande persona, ogni tanto faceva fare i lavori di gruppo con i banchi a cerchio e in quei giorni i più bravi aiutavano i meno bravi. Lei diceva che non gli interessava che chi faceva più fatica fosse uguale agli altri e valutava l'impegno. Se un bambino migliorava lei dava comunque la sufficienza perchè valutava l'impegno 

D'altra parte il compagno delle elementari di mio figlio che non capiva le cose più semplici a scuola, adesso è fabbro, con dei dipendenti, una moglie e due bambini ed è felice. Mio figlio laureato in ingegneria a pieni voti con tre anni di dottorato non ha trovato il suo posto nel mondo 

Quindi è inutile che i genitori si affannano a etichettare i figli nella speranza di dargli un futuro o anche gridare alle dipendenze da internet senza voler minimamente mettersi in gioco 

In 10 anni ho visto ben pochi genitori voler fare auto critica. C'è chi si è scagliato contro tutti pur di non ammettere il benchè minimo errore 


mercoledì 26 agosto 2026

GRANDE VINCENZO!

 Ora.. ti succede che per anni stai nel limbo, poi stai dove comandano i soldi, poi finalmente arrivi dove comanda il cuore e ti senti a casa







BRAVISSIMO DOTT. DANIELE NOVARA

 



In più si aggiunge la pretesa psichiatrica di voler etichettare massicciamente questa generazione. L’Adhd, il cosiddetto ipercinetismo, lo spettro autistico, il Dop, disturbo oppositivo provocatorio, e quant’altro sono sempre più presenti nelle nostre vite. Un aumento totalmente privo di evidenze scientifiche.

Cioè che ne risulta è un quadro drammatico ed etichettante, con lo scopo di dichiarare malati questi ragazzi e ragazze. Considerando i loro stati ansiogeni appartenenti alle condizioni tipiche della loro età e alle situazioni che ho precedentemente descritto come problemi della singola persona. Portando così il singolo ragazzo a essere un problema per la società.







martedì 25 agosto 2026

Hikikomori, un fenomeno che cresce anche in Italia

 







BRAVISSIMA DOTT.SSA TURCHETTI







Dopo il dott. Galimberti, il dott. Novara, il dott. Tonioni, la dott.ssa Vincenza Palmieri, abbiamo trovato un'altra professionista che parla di diagnosi affrettate 
Complimenti dott.ssa Ludovica Isotta Turchetti 

Da anni ascolto genitori sfibrati, stanchi, feriti da pressioni scolastiche che non dovrebbero esistere. Pianti, gastriti, alopecie. Corpi che raccontano ciò che la mente tenta di sopportare.
Eppure un limite c’è, è chiaro, è luminoso. E ha un nome preciso: Legge 219/2017, in vigore dal 31 gennaio 2018 (fonte: Gazzetta Ufficiale).
Questa legge tutela la libertà, la dignità, la salute e l’autodeterminazione della persona.
Stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato dell’interessato.
Per i minori, il consenso spetta solo ai genitori.
Non alla scuola.
Non al singolo docente.
Non alla “prassi”.
Eppure, ogni giorno, famiglie vengono sollecitate o fermate sul portone:
«Lo faccia vedere.»
«Se gli volete bene, portatelo là.»
«Senza diagnosi non possiamo aiutarlo.»
Noi professionisti — clinici, specialisti, docenti — abbiamo il dovere di esporre ipotesi, letture, possibilità.
Il limite è lì: tra ciò che possiamo dire e ciò che una famiglia decide liberamente.
Oltre quel limite, iniziano le pressioni, gli allarmismi, il terrorismo psicologico.
E questo non è solo scorretto: è una violazione del diritto all’autodeterminazione.
Se l’insegnante suggerisce una strada, i genitori hanno pieno diritto di scegliere.
Esiste un obbligo?
No. Nessuno.
Non esiste alcuna norma che imponga una diagnosi o un trattamento per ricevere attenzione educativa ordinaria.
Il docente può comunicare il proprio limite professionale — “così faccio fatica a lavorare, mi astengo” — ma deve farlo con rispetto, misura e competenza.
Se un corpo docente sostiene che senza diagnosi non può prendersi cura del bambino, quella è una dichiarazione incompatibile con i doveri professionali.
In quel caso, il genitore ha pieno diritto di interrompere il rapporto: è un servizio retribuito, e se non è adeguato è legittimo sostituirlo.
Altrove, forse, troverà competenze diverse.
Le cose vanno dette una volta, con garbo.
Poi basta.
Non si sale in cattedra.
Quel limite è invalicabile, oltre, inizia la violenza psicologica.

DIETRO UN SORRISO

  Con molta, moltissima fatica ho letto il meraviglioso libro di Lara Brufatto Il libro ha sempre stazionato li, vicino al mio pc, ma alcuni...