mercoledì 26 agosto 2026

GRANDE VINCENZO!

 Ora.. ti succede che per anni stai nel limbo, poi stai dove comandano i soldi, poi finalmente arrivi dove comanda il cuore e ti senti a casa







BRAVISSIMO DOTT. DANIELE NOVARA

 



In più si aggiunge la pretesa psichiatrica di voler etichettare massicciamente questa generazione. L’Adhd, il cosiddetto ipercinetismo, lo spettro autistico, il Dop, disturbo oppositivo provocatorio, e quant’altro sono sempre più presenti nelle nostre vite. Un aumento totalmente privo di evidenze scientifiche.

Cioè che ne risulta è un quadro drammatico ed etichettante, con lo scopo di dichiarare malati questi ragazzi e ragazze. Considerando i loro stati ansiogeni appartenenti alle condizioni tipiche della loro età e alle situazioni che ho precedentemente descritto come problemi della singola persona. Portando così il singolo ragazzo a essere un problema per la società.







martedì 25 agosto 2026

Hikikomori, un fenomeno che cresce anche in Italia

 







BRAVISSIMA DOTT.SSA TURCHETTI







Dopo il dott. Galimberti, il dott. Novara, il dott. Tonioni, la dott.ssa Vincenza Palmieri, abbiamo trovato un'altra professionista che parla di diagnosi affrettate 
Complimenti dott.ssa Ludovica Isotta Turchetti 

Da anni ascolto genitori sfibrati, stanchi, feriti da pressioni scolastiche che non dovrebbero esistere. Pianti, gastriti, alopecie. Corpi che raccontano ciò che la mente tenta di sopportare.
Eppure un limite c’è, è chiaro, è luminoso. E ha un nome preciso: Legge 219/2017, in vigore dal 31 gennaio 2018 (fonte: Gazzetta Ufficiale).
Questa legge tutela la libertà, la dignità, la salute e l’autodeterminazione della persona.
Stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato dell’interessato.
Per i minori, il consenso spetta solo ai genitori.
Non alla scuola.
Non al singolo docente.
Non alla “prassi”.
Eppure, ogni giorno, famiglie vengono sollecitate o fermate sul portone:
«Lo faccia vedere.»
«Se gli volete bene, portatelo là.»
«Senza diagnosi non possiamo aiutarlo.»
Noi professionisti — clinici, specialisti, docenti — abbiamo il dovere di esporre ipotesi, letture, possibilità.
Il limite è lì: tra ciò che possiamo dire e ciò che una famiglia decide liberamente.
Oltre quel limite, iniziano le pressioni, gli allarmismi, il terrorismo psicologico.
E questo non è solo scorretto: è una violazione del diritto all’autodeterminazione.
Se l’insegnante suggerisce una strada, i genitori hanno pieno diritto di scegliere.
Esiste un obbligo?
No. Nessuno.
Non esiste alcuna norma che imponga una diagnosi o un trattamento per ricevere attenzione educativa ordinaria.
Il docente può comunicare il proprio limite professionale — “così faccio fatica a lavorare, mi astengo” — ma deve farlo con rispetto, misura e competenza.
Se un corpo docente sostiene che senza diagnosi non può prendersi cura del bambino, quella è una dichiarazione incompatibile con i doveri professionali.
In quel caso, il genitore ha pieno diritto di interrompere il rapporto: è un servizio retribuito, e se non è adeguato è legittimo sostituirlo.
Altrove, forse, troverà competenze diverse.
Le cose vanno dette una volta, con garbo.
Poi basta.
Non si sale in cattedra.
Quel limite è invalicabile, oltre, inizia la violenza psicologica.

sabato 15 agosto 2026

STUDI NAZIONALI SUL DISAGIO DEL RITIRO SOCIALE

 




Facciamo questo post spinti dalle migliaia di richieste che leggiamo nel web, che ci fanno di persona, per mail e tramite amici, di hikikomori adulti che non hanno voce e nemmeno sembra che gliela si voglia dare 

Esistono varie ricerche, fatte da vari enti, ma sono tutti riguardanti la fascia giovanile 

Addirittura nella ricerca dell'ISS (Istituto superiore di sanità) si legge

Per essere definita come Hikikomori la persona deve manifestare uno stato di completo ritiro sociale che persista per almeno sei mesi e abbia un esordio anteriore ai 30 anni di età. In media, il rifiuto di contatti sociali dura da uno a quattro anni e, in alcuni casi, si associa anche a rifiuto di andare a scuola, dipendenza da Internet e inversione del ritmo sonno-veglia.

Hikikomori. 20 gennaio 2020

Anteriore ai 30 anni???? Almeno l'80% degli hikiki ha più di 25 anni, anche se è un dato puramente teorico e quindi non si puo' dirlo in assoluto, ma altrettanto non si puo' dire quindi che sia un disagio giovanile 




Anche lo studio del CNR (Consiglio Nazionale delle ricerche) è svolto sui giovani come altrettanto lo è la relazione sulle dipendenze al Parlamento 

In tutte queste ricerche c'è un dato che ci pare strano: la forte componente femminile, quando invece il fenomeno è prettamente maschile, almeno da quello che ci risulta 

Queste ricerche hanno fatto si che nella popolazione italiana si sia instaurata l'idea che il problema sia giovanile, con conseguente panico di migliaia di famiglie che non vedono una sola attenzione al problema, che tutto è tranne che un fenomeno giovanile.. almeno da quello che ci risulta stando sul campo da più di 10 anni 



Questa mamma si riferisce a una legge regionale che parla di studenti 


Certo è più facile per una madre parlare del proprio figlio minore che è a casa, mentre l'insegnate che ha perso il lavoro e dice al Ministero che è hikikomori non viene creduta perchè a livello giuridico gli hikikiomori non esistono ancora. E' più facile spiegare a un insegnante che il figlio non va a scuola perchè ha mal di pancia, mentre un uomo di 34 anni è sotto processo per stolcheraggio al condominio. E' più facile per un giovane trovare la scusa del non trovo lavoro, mentre un uomo di 39 anni che diventa hikikomori con tre bambini, per la nostra società non ha giustificazioni 

Tutte queste realtà possono essere salvate solo dalla legge dell'on Daniela Ruffino, per ora ferma in Parlamento 

Questa legge potrebbe dare la possibilità agli hikiki adulti di presenziare in un tavolo tecnico, senza intermediari, perchè gli hikikomori adulti sono persone molto intelligenti e molto colte, che sanno parlare bene e questo farebbe si che molti riprenderebbero il loro ruolo sociale 

Invitiamo quindi TUTTI a firmare la petizione pro legge Ruffino in modo che se ne possa discutere al Parlamento 

C'è disponibilità della politica al dialogo, ma vi prego di partecipare con la vostra firma alla raccolta firme, perchè molto difficilmente avremo un'altra opportunità e se la politica ci vede divisi.. ciao Ninetta 

 Raccolta firme pro legge Ruffino  

Quello che alcuni orticelli non vogliono capire 


QUELLO CHE ALCUNI ORTICELLI NON VOGLIONO CAPIRE



Abbiamo il web tappezzato da questi commenti ma a qualcuno fa più comodo non vedere 


Quello che sto per raccontarvi è solo uno dei casi che potremmo prendere ad esempio per far capire che ci stiamo muovendo nella direzione sbagliata

Pochi anni fa ho cambiato C.A.F. e ho dovuto rispiegare tutta la nostra situazione familiare a un segretario incredulo
Ma come.. suo figlio.. una persona così di successo, con una laurea e un dottorato vive chiuso in una stanza da anni ...
L'anno dopo lo stesso addetto ha detto.. ho parlato troppo presto, la stessa cosa che succede a suo figlio sta succedendo al mio, con la differenza che il mio ha 39 anni e tre bambini
Capite? Tre bambini
E le leggi regionali si dovrebbero muovere per prevenire il disagio nelle scuole quando abbiamo dei figli che già sanno tutto e vivono un inferno?
Per carità.. tutto serve alla causa ma allora perchè non c'è una firma (da parte di alcuni) pro legge Ruffino se tutto serve????

D'altra parte non c'è volta che in TV, quando si sente parlare dei NEET, non c'è volta che non dicano: aumentano quelli che non cercano più ne scuola ne lavoro.. ecco.. quelli sono i nostri







Aiutaci anche tu firmando la petizione pro legge Ruffino




Torino, 13 ottobre, sala del Consiglio regionale del Piemonte.
Convegno organizzato dall'Associazione "Cultura Prossima" sul tema "Hikikomori e ritiro sociale".
L’evento si è aperto con un saluto istituzionale da parte della giovanissima Presidente Rebecca Musch, che ha sottolineato l’importanza di mettere al centro dell’agenda pubblica il tema del ritiro sociale volontario (hikikomori) come fenomeno emergente e poco compreso, ha richiamato l’urgenza di un approccio integrato tra istituzioni, scuola, servizi sanitari, associazioni e famiglie, per prevenire le ricadute nel disagio e ha evidenziato, anche in quanto neo-maggiorenne, il disagio odierno dei giovani in un mondo che corre troppo veloce e che non permette, specie ai più fragili e a coloro che non si conformano, di trovare un'adeguata collocazione nella famiglia e nella scuola.
Il moderatore dell'evento, Gianluca Gobbi, giornalista e conduttore di Radio Erre18, ha presentato Roberto Gasparro Regista con uno spezzone del film La Chiocciola, che ha offerto un’immagine narrativa potente e realistica del vissuto di chi si ritrae socialmente. Il film, già precedentemente citato come opera significativa che tratta il tema degli hikikomori, appare nelle iniziative nazionali promosse in Parlamento dalla Deputata Daniela Ruffino.
La sociologa Valentina Di Liberto ha offerto un quadro teorico e statistico del fenomeno, articolando aspetti chiave quali le radici del ritiro sociale, le dinamiche familiari, la fragilità emotiva, il timore del giudizio sociale, le difficoltà relazionali.
L'intervento di Fabio Busetti, come genitore di un giovane che vive l’esperienza del ritiro sociale, ha portato al convegno un contributo vissuto e urgente. Tra i punti salienti, la narrazione del percorso famigliare, le sfide pratiche, le richieste concrete, l'importanza del mutuo sostegno tra genitori e con la scuola.
L’Onorevole Daniela Ruffino ha presentato la sua proposta di legge sul ritiro sociale / hikikomori, in fase di promozione nel Parlamento italiano, sottolineando che Il disegno di legge mira a riconoscere formalmente il fenomeno del ritiro sociale come condizione specifica che richiede interventi strutturati, senza ridurlo a semplice patologia individuale, che prevede la creazione di strumenti territoriali e risorse dedicate (finanziamenti per progetti, percorsi educativi, reinserimento, supporto psicologico) e campagne di informazione e sensibilizzazione nazionale per scuole, famiglie e istituzioni, volte a superare lo stigma e riconoscere i segnali del disagio.
Al termine della parte programmatica sono seguiti gli interventi di alcuni Consiglieri regionali presenti, che hanno manifestato la volontà a livello regionale di intervenire attivamente, e le testimonianze dirette delle famiglie, di estremo impatto emotivo.




GRANDE VINCENZO!

  Ora.. ti succede che per anni stai nel limbo, poi stai dove comandano i soldi, poi finalmente arrivi dove comanda il cuore e ti senti a ca...