giovedì 14 maggio 2026

Complimenti dott.Roberto Coni! B






 A volte guardiamo i ragazzi chiudersi in camera e la nostra prima reazione è l’allarme. Temiamo che si stiano isolando, che stiano perdendo terreno rispetto ai coetanei. Eppure, in molti casi, quel distacco è un segnale di maturità che non sappiamo ancora leggere.

Succede quando un adolescente inizia a percepire la banalità di certi contesti o la superficialità dei discorsi del gruppo. Sente che quel modo di stare insieme non gli basta più, ma non ha ancora gli strumenti per stare nel mondo in un modo nuovo. Allora si ferma.
Prendiamo l’esempio di chi smette improvvisamente di uscire con il gruppo storico del sabato sera.
Spesso non c'è stato un litigio o un trauma; semplicemente, quel ragazzo è cresciuto "troppo" rispetto all'ambiente circostante. In quel silenzio apparentemente vuoto, sta in realtà ricalibrando se stesso.
Quello che noi interpretiamo come un crollo o una regressione, è spesso la rincorsa necessaria per un salto più grande. Proprio come un atleta che torna indietro di qualche metro prima di scattare, un ragazzo ha bisogno di recuperare le forze nel suo spazio protetto per affrontare una fase della vita che non ha ancora collaudato.
Le crisi sono nodi necessari. Invece di spingere per scioglierli subito, dovremmo imparare a rispettare questi tempi morti. Spesso è proprio nel momento in cui sembrano fermi che stanno facendo i passi più importanti.




Complimenti dott.Roberto Coni! B

  A volte guardiamo i ragazzi chiudersi in camera e la nostra prima reazione è l’allarme. Temiamo che si stiano isolando, che stiano perdend...