domenica 21 dicembre 2025

COMMENTI CONSUNTIVI AI 6 INCONTRI AL IX MUNICIPIO DI ROMA

 




Oggi si è svolto a Roma l’ultimo dei sei appuntamenti del percorso sperimentale “Genitori Efficaci nell’era digitale”, volto ad aiutare le famiglie coinvolte nel problema del ritiro sociale volontario (Hikikomori).

L’assessore del nono municipio di Roma, nella persona della dott.ssa Luisa Laurelli, supportata dal suo fantastico staff, che con coraggio e lungimiranza, ha reso possibile questo miracolo.

La dott.ssa Valentina Di Liberto, presidente della Coop Hikikomori di Milano, professionista con esperienza di più di 12 anni in questo settore, ha ideato e condotto di persona la formazione delle famiglie con un metodo avanzato e collaudato sul campo, che ha riscosso grande successo, fornendo nuovi strumenti per aiutare i nostri ragazzi.

Ma oggi l’assessore è intervenuta personalmente, relazionandosi direttamente con noi genitori, per cercare una strada affinché questo percorso diventi un supporto permanente per le famiglie e donare loro una nuova speranza.

Tutte le famiglie che hanno partecipato sono rimaste colpite dalla qualità e dall’efficacia degli strumenti proposti.

Un grazie particolare a Marilena, una delle nostre mamme, che ha saputo arrivare al cuore delle istituzioni, mostrando loro il suo tremendo dolore e quello delle famiglie coinvolte.

Stay tuned! Noi non molliamo mai!!

Noi genitori di ragazzi hikikomori siamo purtroppo soli ad affrontare un problema più grande di noi e dei nostri ragazzi,  ragazzi sensibili,  che non ce la fanno ad adattarsi ad una società anaffettiva  senza scrupoli.  Passano gli anni e li vediamo sprecare i loro giorni più belli,  senza motivo,  e siamo distrutti dal dolore.  Gli incontri per me sono stati momenti in cui si è riaccesa la speranza. Ottimo il metodo della meravigliosa Valentina. Per favore,  non toglieteci questa speranza


Noi genitori all' inizio brancoliamo nel buio, non immaginiamo cosa c'è sotto al disagio dei nostri figli. Siamo pronti a fare tutte le indagini cliniche che ci suggeriscono i medici, per dare un senso a quello che sta succedendo in casa. Mio figlio per esempio, quando aveva 14 anni  aveva mal di pancia, continui vomiti  e siamo.andati in giro per ospedali per accertare fino in fondo quale fosse la  patologia di cui soffriva. Addirittura una volta a scuola ha avuto un blocco e gli è andata via la vista per qualche momento....quindi tac, analisi del sangue, esami  cardiologici, lastre, addirittura visita dall'urologo e dal  gastroenterologo. Abbiamo.iniziato a interpellare psicologi e neurospichiatri. Insomma lo abbiamo sottoposto a tantissime visite in un periodo relativamente breve (circa 1 anno) con la tempistica del servizio sanitario e in parte abbiamo dovuto farle pagamento per non aspettare troppo tempo. Ma tutte risultate inutili o quasi.... e da quel momento non abbiamo più saputo cosa fare, visto che non eravamo riusciti a capire, fino a quando l'endocrinologo in chiusura della visita ci accenno' al disagio del ritiro sociale volontario...da lì ci si è aperto un mondo e abbiamo iniziato a capire la situazione. Tutta questa introduzione per dire che finché non trovi professionisti che sanno di cosa stiamo parlando, che sanno come fornire strumenti adatti a noi genitori, non se ne esce .... abbiamo bisogno di aiuto vero e da parte di chi sa davvero parlare di ritiro sociale volontario. Non come patologia ma come disagio, appunto. Questo progetto mi ha reso parte di un gruppo che si è aiutato a vicenda, raccontandoci la nostra esperienza,  poi siamo stati presi per mano da Valentina Di Liberto che ci ha dato la possibilità di vedere che la luce in fondo al tunnel c è e la possiamo  raggiungere. Il suo metodo è molto efficace e il nostro atteggiamento è  cambiato. Sarebbe auspicabile una continuazione di questo progetto per permettere a noi genitori di acquisire maggiori strumenti e maggiore fiducia. Grazie.





Anni di silenzio, inascoltato, lacrime frantumate sui scogli di un mare in tempesta .

E poi...

Pace, equilibrio, speranza, sorrisi ....questo porterò a mio figlio , di questo ha bisogno.

Siamo stati ...vegetali inariditi, Valentina ci ha attivato la voglia vitale di acqua, di vita!

Ieri sera ho comunicato a mio figlio il mio percorso, l'ho guardato e ci siamo abbracciati 

Non dimentichiamoci mai che loro sono giovani e hanno bisogno di positività, intanto noi ci siamo aiutati con questi incontri.

Grazie Valentina, grazie genitori e grazie ai nostri figli


A livello pratico, tecnico mi auguro per tutti noi, che diano di nuovo uno spazio, come lo abbiamo ricevuto quest anno. Non dimenticate nessuno, dateci la possibilità di un inserimento guidato da professionisti umani, di un  avvicinamento dei  nostri figli ad un lavoro corrisposto alle loro esigenze, no di mercato, di valori ....umani.


La leggerezza, il bello della condivisione, la consapevolezza di come possiamo aiutare noi stessi e i nostri figli sono solo alcune delle sensazioni provate da tutti noi genitori che finalmente, dopo anni di buio assoluto, ci siamo sentiti ascoltati e accolti. Valentina ha saputo creare una atmosfera familiare, serena che ha permesso ad ognuno di noi partecipanti di aprirsi raccontando cose intime e dolorose. La sua dolcezza unita ad una grandissima competenza ci ha guidato in un cammino di “ riprogrammazione’ che è solo all’inizio e proprio per questo motivo è più che mai importante continuare. 

Un abbraccio di cuore a tutti 


Per me questo percorso è stato un vero miracolo, mio figlio si è accorto subito che le nostre dinamiche familiari stanno cambiando e si sta rilassando, finalmente, io sono qui, lo aspetto e sono sicuro che sta andando avanti, ed io con lui. Questi strumenti che ci ha dato Valentina sono una risorsa potente per noi genitori, lei è sicuramente una delle persone più esperte di auto reclusione volontaria.

E poi il legame che c’è tra i genitori del gruppo è incredibile, con soli sei incontri ci sentiamo legati in modo indissolubile, senza giudizio, accolti, proprio come desiderano i nostri ragazzi, e non ci sentiamo più soli.

Come dico sempre, le cose fatte con il cuore lasciano il segno! Ma bisogna crederci, spogliandoci delle nostre convinzioni, allora si che partiremo in quarta.

Stiamo lavorando affinché questo percorso diventi un punto di riferimento, non solo per noi, ma per tutti coloro che si trovano in questo devastante dolore.

É necessario passare il messaggio che nostri ragazzi sono una risorsa incredibile, non sono malati da curare.

Concludo con una frase che è diventata un mio credo… insieme, mai soli!

Un grazie speciale alla nostra meravigliosa Marilena, senza di lei non avremmo ottenuto questo regalo!


...avete detto e espresso già tutto quello che sento e ho provato anche io..per me si è aperto un orizzonte nuovo pieno di speranze.ringrazio soprattutto la Dottoressa, così attenta ad ogni nostra singola parola, espressione..e ringrazio voi genitori con cui si è stretto un legame molto profondo.. spero veramente di poter proseguire questi incontri, i risultati anche minimi già si vedono..tante cose sono cambiate nei nostri rapporti familiari..


Non posso che confermare ciò che ho pensato e vissuto (e anche scritto) sin dall’inizio del percorso fatto con Valentina, che ritengo competente e a cui sono grata di cuore.L’aspetto determinante per me, è quello di aver riacceso una piccola speranza per riuscire ad aiutare mio figlio.


Dopo l’incontro di ieri con l’assessore Laurelli, che ringrazio per l’interessamento e l’attenzione rivolti a questo tema poco visto ma tanto importante e tanto sottovalutato, vorrei solo sottolineare che, nell’introdurlo e parlandone in generale, forse sarebbe più appropriato non presentare il ritiro volontario come sindrome e associarlo in partenza a malattie mentali. Questo perché è vero che in molti casi ci possono essere anche patologie (più o meno serie), ma è fuorviante e non sempre rappresentativo partire proprio da queste. 

Un abbraccio e grazie anche a tutti i genitori che hanno preso parte agli incontri.


Ringrazio sentitamente la dottoressa Di Liberto e l'assessore Laurelli, oltre che la cara Marilena, per avere reso possibile questo percorso formativo che è stata anche una grande esperienza di condivisione, unica nel suo genere, poiché sotto la guida attenta ed empatica di Valentina, ognuno di noi ha potuto posare il suo fardello, essere compartecipe del dolore ma anche delle strategie altrui per alimentare la speranza di una rinascita per i nostri figli e costruire, con gli strumenti suggeriti dall'ascolto attento, il percorso più idoneo per ciascuno ... Per la prima volta, dopo aver frequentato diversi specialisti, sento che una "chiave" esiste... Sarebbe un vero peccato non poter continuare questa esperienza che richiede un tempo fisiologico per radicare nell'animo e portare I suoi frutti.

Nella prima mezz'ora di pubblicazione questo post ha avuto 39 ingressi! 


martedì 16 dicembre 2025

80° puntata di Indaco di radio ERRE18




La 80° puntata di Indaco ha visto ben due interviste supersoniche

 La prima è stata alla mitica onorevole Daniela Ruffino che ha parlato della sua legge in discussione al parlamento per contrastare il ritiro sociale volontario e la seconda è stata al bravissimo Flavio Leone che ha scritto un libro sul ritiro sociale volontario 

Il tutto sempre e naturalmente coordinato dall'impareggiabile Gianluca Gobbi 

Abbiamo fatto un incontro molto interessante in regione Piemonte e sto programmando altri incontri informativi sul territorio. Il Tommy che saluta in aeroporto la mamma perchè parte in Australia è un segnale bellissimo e coraggioso. Sono in contatto con le famiglie hikiki, ci scriviamo spesso e mi rendo conto che sono una risorsa incredibile e sono alternativamente famiglia, psicologo, docente. Hanno assunto vari ruoli, si sono supportate, sostenute e hanno acquisito una grande serenità, una grande capacità di sostegno. Ammiro queste famiglie e dico sempre loro che le vorrei abbracciare perchè non si arrendono
On.Daniela Ruffino 




Buon ascolto dal min 10° e dal min 21° 

80° puntata di INDACO  


martedì 9 dicembre 2025

Cos'è il ritiro sociale volontario

 I soggetti sono definiti hikikomori in quanto il loro è un ritiro sociale estremo e volontario, un'evitamento delle relazioni e della società dovuto a profondo disagio, vergogna e senso di inadeguatezza, spesso scatenato da esperienze traumatiche (come bullismo o pressioni sociali), e non da una psicosi o un disturbo schizofrenico, che sono patologie mediche più strutturate e con sintomi psicotici diversi. L'assenza di psicosi distingue l'hikikomori, che sceglie di isolarsi per proteggersi dal giudizio, da chi vive una malattia mentale che altera la realtà, rendendo l'isolamento una conseguenza diversa da quella del disagio sociale puro,. 

Punti Chiave che Differenziano l'Hikikomori:
  1. Volontarietà del Ritiro: Il soggetto decide attivamente di ritirarsi, sebbene la scelta sia dettata da una sofferenza intensa, non è una costrizione esterna o un sintomo diretto di psicosi.
  2. Assenza di Sintomi Psicotici: Non manifestano allucinazioni, deliri o disturbi del pensiero tipici della schizofrenia; la loro sofferenza è legata all'ansia sociale, all'inadeguatezza e al rifiuto del giudizio altrui.
  3. Funzionalità Preservata (in parte): Spesso sono intelligenti e capaci, ma le loro competenze sociali sono compromesse dal ritiro, non dalla malattia mentale.
  4. Motivazione: Fuga dal Giudizio: L'isolamento è un meccanismo di difesa per sfuggire a un ambiente percepito come ostile o troppo competitivo, per non essere giudicati o fallire.
  5. Disagio Specifico: È un fenomeno complesso legato alla difficoltà di adattamento sociale, pressioni familiari e sociali, e sentimenti di inadeguatezza, non a una disorganizzazione della personalità tipica della psicosi. 
In sintesi, i criteri del 2003 (e le definizioni successive) si concentrano sul fenomeno culturale e sociale del ritiro, distinguendolo chiaramente dalle patologie psichiatriche maggiori per sottolineare che l'hikikomori è una risposta estrema al disagio del mondo moderno, non una pazzia nel senso clinico tradizionale. 

lunedì 8 dicembre 2025

PRIMO NATALE SENZA TERESA





 PRIMO NATALE SENZA TERESA

Non potrò mai dimenticare quell'11 agosto 2024, quando ci siamo visti per l'ultima volta in presenza nella nostra casetta di campagna nell'astigiano
Ero con tutte persone meravigliose eppure ho sentito una empatia speciale, mi giro ed eri arrivata tu, luce raggiante come non mai, con quel sorriso che non perdevi mai quando eri con noi
Mi hai detto: Lina ci sono 40 gradi all'ombra, andiamo a giocare in cantina e così abbiamo fatto giocando tutto il giorno e divertendonci come pazzi
A strega tocca color perdevi sempre perchè Fabio era più veloce di te e tu ridevi come una matta ma poi abbiamo capito che lo facevi vincere perchè tu eri felice solo quando lo erano gli altri
Poi ti abbiamo bendata e abbiamo giocato al gioco di trova il marito. Si tratta di riconoscere il marito senza vedere tra tutti gli uomini toccando dal ginocchio alla caviglia e tu hai subito trovato il tuo Franco perchè tu sai tutto e hai capito tutto di questa vita, tu sei sempre stata molto avanti a noi
Quel 6 gennaio l'ho saputo dal giornale e non l'ho trovato giusto. Sono venuta sotto casa tua perchè continuavo a dire non è lei.. non è lei e invece tu hai pensato di doverci proteggere dal cielo perchè ora li lo fai meglio
Quando ho piantato il ciliegio nell'orto mi sono girata e c'eri tu a sorridermi e il mio medico: se la vede le devo dare le medicine
Mi dia quello che vuole dottore, Teresa ci protegge tutti, non mi capiterebbe nulla nemmeno se assumessi del veleno
Alla messa di trigesima sono venuti tutti, da ogni parte d'Italia e ricordo che non sapevo come dirlo nelle nostre chat così ho telefonato ad uno ad uno ed abbiamo pianto, ma tu sai benissimo che questo lutto non lo abbiamo ancora metabolizzato
Ci manchi troppo gioia mia
Le nostre famiglie si confermano a grave rischio suicidio.. non ci si puo' scherzare su





domenica 7 dicembre 2025

COUS COUS PARTY




Siamo stati a vedere la commedia ed è semplicemente divina 

Mi ci vorrebbero fiumi di parole per raccontarvi le nostre sensazioni e invece, per la paura di spoilerare, posso solo dirvi di andare a vedere la commedia. Non ve la perdete per nessun motivo
Nella vita di una hikikomori irrompe Matilde e da li è un fiume di messaggi sulla solitudine nel virtuale ma anche nel reale, l'uso corretto e scorretto della tecnologia, la paura di contatti umani dopo cocenti delusioni e tanto altro
Brave ragazze... ci avete fatto commuovere e che dire poi della fine con la bandiera della Palestina
Uno spettacolo così non lo avevo mai visto
Grazie di cuore

I FRANCHI è Teatro, Musica, Arti visive, Eventi, Formazione.
Sperimentiamo nel multimediale, produciamo arte e ci piace farlo insieme. Siamo attrici, musicisti, scenografi, designer, illustratrici, drammaturghe.
Siamo tutti molto franchi, anche troppo.




mercoledì 3 dicembre 2025

Possiamo rivedere l'incontro con Francesco Pantò a Trento

 




Ringraziamo il Gruppo AMA di Trento che ci permette di rivedere l'incontro con Francesco Pantò del primo dicembre 

1 dicembre 2025
🕡 Ore 18:30 – 20:30
📍 Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale – Università di Trento (Via Giuseppe Verdi, 26)
💻 Anche in streaming sui canali social di Associazione A.M.A. e Associazione Glow

Un incontro pensato per studenti, docenti, genitori e curiosi, per esplorare come la cultura giapponese contemporanea — tra anime, videogiochi e realtà virtuale — stia influenzando le forme di disagio giovanile e, allo stesso tempo, aprendo nuove possibilità terapeutiche.

A partire dal fenomeno degli hikikomori, il dott. Pantò metterà a confronto Italia e Giappone, offrendo uno sguardo profondo e accessibile su psicologia, tecnologia e cultura pop.
Un dialogo capace di mostrare anche il lato positivo e terapeutico del mondo video ludico. 🎮

🇯🇵 Chi è Francesco Pantò:
Medico psichiatra con licenza sia italiana che giapponese, lavora in Giappone dove si occupa di salute mentale giovanile e fenomeni transculturali.
È autore di cinque libri di psicologia digitale e fondatore di Anisera, startup che promuove la digital therapy per le nuove generazioni.
Ideatore del metodo Anime Therapy, integra narrazione visiva, videogiochi e archetipi emotivi per costruire percorsi di crescita e cura contemporanei.

✨ Un’occasione per riflettere su come le storie che ci appassionano possano anche curare.

Codice d’accesso: 898979

https://unitn.zoom.us/j/83029125677?pwd=e1V1kZSa9AvaKmHv0mb4ii5BLmsJST.1

Hikikomori: 40 nuovi casi all'anno anche in Trentino 

L'intervista - Puntata del 02/12/2025 - Francesco Pantò 

HIKIKOMORI, la storia fantastica del dr. Francesco Pantò  

Il primo medico italiano che cura i giovani in Giappone


martedì 2 dicembre 2025

CHI TI GIUDICA HA PROBLEMI SERI; IL PROBLEMA È LORO, NON TUO.

 



Copia incolliamo un post di Matteo Zicca

Mi rendo sempre più conto che tantissime persone soffrono perché si sentono giudicate, sminuite, offese.

In persone particolarmente fragili questo può generare sentimenti di inadeguatezza, fallimento, isolamento, solitudine, fino ad arrivare, nei casi più seri, a sintomi depressivi.
Per questo voglio spendere due parole per dare alcuni consigli a chi soffre a causa di questi personaggi.
Partiamo dall’identikit della persona che giudica, sminuisce e critica continuamente.
Partiamo dalla letteratura scientifica:
in psicologia, il “giudicante”, il “competitivo” e “l’ipercritico” sono spesso persone che mettono in atto diversi meccanismi di difesa legati a tratti disfunzionali della personalità.
Tra questi ci sono:
La proiezione: attribuire agli altri caratteristiche, emozioni o intenzioni che in realtà appartengono a sé stessi.
Il narcisismo: bisogno costante di sentirsi superiori, unito a fragilità interna e scarsa empatia.
L’invidia: sofferenza per i successi o le qualità altrui, perché percepite come una minaccia alla propria autostima.
L’insicurezza e il senso di inferiorità: tendenza a svalutare gli altri per sentirsi momentaneamente meglio.
Lo stile di attaccamento ansioso: paura dell’abbandono e bisogno continuo di controllo e approvazione, spesso gestiti in modo tossico.
Come vedete, la scienza conferma che quando avete di fronte qualcuno che vi giudica continuamente, avete di fronte una persona che ha problemi reali.
E già questo dovrebbe aiutarvi a ridimensionarla e guardarla con occhi diversi.
Vorrei aggiungere anche un’opinione personale:
premetto che ho un’autostima molto alta, e per questo le opinioni negative degli altri mi risultano totalmente irrilevanti.
Mi voglio bene, conosco il mio valore e non ho bisogno della validazione esterna di nessuno.
Questa sicurezza mi ha permesso, negli anni, di analizzare con lucidità questi personaggi.
E sono arrivato a una conclusione: sono frustrati.
Negli anni ho conosciuto tantissime persone meravigliose, e — se proprio vogliamo usare il paragone (che detesto, ma serve per far passare il concetto) — ho notato una cosa:
chi giudica, offende ed è malvagio non possiede determinate qualità.
Ho conosciuto veri ricchi (non quelli che comprano tutto a rate, mutui o leasing) di un’umiltà, una semplicità e un’apertura mentale straordinarie.
Ho conosciuto modelle e ragazze bellissime, solidali con le amiche e rispettose delle altre donne, che non si sarebbero mai permesse un giudizio estetico su un’altra persona.
Ho conosciuto persone di grandissima cultura e spessore morale che parlano con tutti senza fare gli snob, usando un linguaggio semplice, senza ostentare nulla.
E potrei continuare.
Ripeto: non è per fare paragoni — ogni persona è unica e meravigliosa a prescindere da capacità economiche, fisiche o intellettuali — ma questi esempi (che non fanno statistica, ma potete verificarli anche voi, anzi vi invito a farlo) servono a ribadire un concetto fondamentale:
Chi ha veramente meriti non giudica, non sminuisce, non offende, non fa paragoni.
Chi lo fa è una persona che, come dice la letteratura scientifica e come credo anche io, è problematica, frustrata e infelice.
Per questo ti consiglio di imparare a fregartene: non ne vale davvero la pena.
Coltiva la tua autostima, amati, fai la tua strada con libertà, senza paragoni.
Circondati di persone positive.
Non cadere nelle provocazioni e non lasciarti manipolare.
E voglio aggiungere un’ultima cosa, forse la più importante: smetti di dare alle persone il potere di definire chi sei.
La verità è che ognuno giudica dal proprio livello di coscienza, non dal tuo valore.
Chi ti osserva con occhi sporchi vedrà sempre qualcosa da criticare, anche quando fai tutto bene.
E tu non puoi passare la vita a pulire gli occhiali degli altri.
Invece, impara a riconoscere subito chi hai davanti: chi ti fa sentire piccolo non merita posto nella tua vita, chi ti fa sentire te stesso sì.
La tua energia è preziosa: investila dove torna indietro, non dove si perde.
Ricorda che il rispetto non si chiede e l’autostima non si negozia.
Sei tu che scegli chi far entrare nella tua mente. Il resto lascialo fuori, perché non ti serve.
Tu hai un percorso da seguire, dei progetti da costruire, una vita da vivere con dignità, libertà e lucidità.
Non permettere a nessuno di trascinarti nelle loro ombre: non sono le tue.
Ricorda non è compito tuo perdere tempo ed energie con persone tossiche.
Sono loro che hanno bisogno dello psicologo, non tu.



OLTRE IL DANNO LA BEFFA

Certo non avrei mai e poi mai pensato in questo maggio 2026 di litigare col C.A.F. - Se suo figlio ingegnere sono 10 anni che non lavora ha ...