I soggetti sono definiti hikikomori in quanto il loro è un ritiro sociale estremo e volontario, un'evitamento delle relazioni e della società dovuto a profondo disagio, vergogna e senso di inadeguatezza, spesso scatenato da esperienze traumatiche (come bullismo o pressioni sociali), e non da una psicosi o un disturbo schizofrenico, che sono patologie mediche più strutturate e con sintomi psicotici diversi. L'assenza di psicosi distingue l'hikikomori, che sceglie di isolarsi per proteggersi dal giudizio, da chi vive una malattia mentale che altera la realtà, rendendo l'isolamento una conseguenza diversa da quella del disagio sociale puro,.
- Volontarietà del Ritiro: Il soggetto decide attivamente di ritirarsi, sebbene la scelta sia dettata da una sofferenza intensa, non è una costrizione esterna o un sintomo diretto di psicosi.
- Assenza di Sintomi Psicotici: Non manifestano allucinazioni, deliri o disturbi del pensiero tipici della schizofrenia; la loro sofferenza è legata all'ansia sociale, all'inadeguatezza e al rifiuto del giudizio altrui.
- Funzionalità Preservata (in parte): Spesso sono intelligenti e capaci, ma le loro competenze sociali sono compromesse dal ritiro, non dalla malattia mentale.
- Motivazione: Fuga dal Giudizio: L'isolamento è un meccanismo di difesa per sfuggire a un ambiente percepito come ostile o troppo competitivo, per non essere giudicati o fallire.
- Disagio Specifico: È un fenomeno complesso legato alla difficoltà di adattamento sociale, pressioni familiari e sociali, e sentimenti di inadeguatezza, non a una disorganizzazione della personalità tipica della psicosi.