venerdì 1 agosto 2025

Il pensiero di Nicola Pesce Himself





 Grazie ai compagni di scuola che mi hanno sempre emarginato da piccolo.


Ricordo le risa tra i banchi di scuola e la solitudine totale a quel primo banco. Il segno bianco di gesso del cassino sopra il grembiule blu o sopra i vestiti

Grazie a tutti quelli che la vita aveva incaricato di darmi amore ma mi hanno dato solo risultati da raggiungere. E che poi non mi hanno mai detto «bravo» quando puntualmente li raggiungevo.

Grazie a chi mi ha affamato di carezze.

Grazie a tutti coloro che mi hanno sempre guardato come «quello strano».

Grazie a tutte le persone che mi hanno ingannato nel mondo del lavoro. Che mi hanno illuso, che mi hanno scoraggiato e fatto perdere la fiducia nell’umanità.

Grazie a chi mi ha mentito, a chi mi ha rubato.

Grazie a chi non ha mai trovato un minuto per leggere un mio racconto o una mia poesia quando, ancora adolescente, avevo scoperto la passione di scrivere.

Grazie a chi non mi ha detto grazie quando gli ho dato una mano.

Grazie per mille motivi che io stesso non capisco e per qualcuno che riesco a capire. Perché grazie a voi io ho scoperto di essere forte, ho scoperto che su di me la ruggine dello sconforto può attecchire solo un’ora, e dopo mi sputo nelle mani e ricomincio a fare e ad amare la vita.

Grazie perché adesso sulla mia pelle persino il vento che soffia mi riempie di gioia, e basta una carezza per colmare oceani di solitudine.

Grazie per tutto il male.

Non so come, ma sento che tutto questo ha una bellezza.




Infiniti complimenti alla docente Alessandra Vaccari

  Ma davvero tanti tanti complimenti! Siamo commossi  Ritiro sociale adolescenziale: «Una realtà ormai concreta»