mercoledì 28 gennaio 2026

IMMENSO MATTEO ZICCA

 Ancora molto scioccati da youtuber che sponsorizzano psicofarmaci e probabilmente non sono a conoscenza dell'articolo 348 e dell'articolo 445 del codice penale, ci tiriamo su il morale con le parole del mitico Matteo Zicca 

Naturalmente le parole di Matteo sono in generale e rivolte a tutti. Non a una persona o più persone in particolare. E' un discorso generale 






E SE I "RITARDATI" FOSTE VOI?
Quando si pensa a chi ha disturbi intellettivi o ritardo mentale, la mente corre subito ai bambini, agli adolescenti, a chi ha una diagnosi evidente.
Ma la realtà è più sottile e, in certi casi, paradossale: ci sono molte persone intorno a noi che non hanno mai ricevuto una diagnosi e che, senza rendersene conto, provocano danni quotidiani.
C’è chi fatica a comprendere testi scritti o istruzioni semplici, chi distorce la realtà a suo piacimento, chi si crea film mentali e interpreta tutto secondo preconcetti radicati.
Ci sono quelli che ripetono le stesse opinioni senza ascoltare, che credono di sapere sempre tutto, che fraintendono ogni conversazione e prendono tutto sul personale.
Ci sono persone incapaci di leggere il contesto sociale, che travisano intenzioni altrui, che si offendono facilmente o offendono senza accorgersene.
Chi non sa gestire un imprevisto, chi ha pensiero rigido e schemi mentali limitati, chi giudica costantemente gli altri senza conoscenza reale, chi ignora cultura, fatti e dati ma pontifica comunque.
A questi si aggiungono comportamenti più sottili ma altrettanto dannosi: confermano solo ciò che conferma le loro convinzioni (bias di conferma), sopravvalutano la propria percezione ignorando dati oggettivi (bias di overconfidence), esagerano il rischio di minacce percepite o fraintendono intenzioni neutre come ostili (bias di negatività e di ostilità), generalizzano da un caso singolo a interi gruppi (generalizzazione indebita), e spesso mostrano rigidità mentale che impedisce qualsiasi introspezione o autocritica.
Non riconoscono limiti, si bloccano davanti alla complessità, e trasformano la realtà in una narrativa personale che giustifica ogni loro azione, anche quando è folle e ferisce gli altri.
Tutto questo mina rapporti, genera conflitti, confusione e frustrazione.
Se vi riconoscete (ne dubito) in questi comportamenti, fatevi aiutare da uno psicologo, ne avete bisogno.
Per questo motivo prima di deridere o giudicare chi ha problemi visibili, chi lotta e si impegna per guarire dalla sofferenza e vivere meglio, guardatevi allo specchio.
Prima di intervenire sugli altri, prima di correggerli e prima di arrivare a conclusioni affettate, chiedetevi se le vostre percezioni sono oggettive e reali o solo frutto della vostra fantasia.
Fate un favore a voi stessi e alla società: anziché sputare sentenze, fermatevi, diventate responsabili, prima di tutto per voi e poi per chi vi sta accanto.



Infiniti complimenti alla docente Alessandra Vaccari

  Ma davvero tanti tanti complimenti! Siamo commossi  Ritiro sociale adolescenziale: «Una realtà ormai concreta»