sabato 28 febbraio 2026

Troppi alunni con diagnosi, la scuola sembra una clinica psichiatrica




 
Le sue parole sono ritornate in auge nelle ultime ore tramite X. “La scuola elementare sembra diventata una clinica psichiatrica”, ha affermato Galimberti. “Tutti discalculici, discrafici, dislessici, asperger, autistici…ma chi l’ha detto? Ai miei tempi non c’erano queste condizioni. C’era uno più bravo e uno meno bravo, che poi si esercitava e diventava bravo”. Il filosofo ha poi criticato la tendenza a “patologizzare tutte le insufficienze”, sottolineando come l’aumento delle diagnosi sia dovuto, a suo avviso, alla richiesta da parte dei genitori di percorsi facilitati per i propri figli. “È la strada dell’ignoranza, purché siano promossi”, ha concluso, “perché ai genitori interessa questo, non la formazione“. Parole che, come prevedibile, hanno acceso un vivace dibattito online.

Non sono mancate, tuttavia, voci a sostegno della tesi di Galimberti, che hanno puntato il dito contro un presunto abuso delle diagnosi per ottenere agevolazioni.

Boom di alunni con DSA a scuola, Novara: “I disturbi specifici colpiscono al massimo il 3% dei bimbi, a scuola le rilevazioni sono 4-5 volte superiori, c’è qualcosa che non va”

Il pedagogista Daniele Novara segnala un boom di certificazioni DSA a scuola (aumento del 39% in alcuni dati), arrivando a sostenere che i casi reali siano molto inferiori (1,5-3%) rispetto alle diagnosi attuali, parlando di "eccesso diagnostico" e pressioni per ottenere PDP. I dati evidenziano fino a 2 alunni DSA per classe, con crescita in tutti i cicli scolastici.

“Tante diagnosi sbagliate”
Come già scritto sulla Tecnica della Scuola, per il pedagogista Daniele Novara, pedagogista che dirige il Centro Psicopedagogico per l’Educazione e la Gestione dei Conflitti, “non vi sarebbe un corrispettivo aumento di tali disturbi negli altri paesi europei”.
“Siamo di fronte alle cosiddette false diagnosi. Si fa confusione tra la difficoltà di apprendimento e il disturbo conclamato. Spesso c’è un business dietro queste etichette date ai bambini. Il rischio, afferma il pedagogista, è di essere in realtà di fronte a eccessi diagnostici, legati alla tendenza crescente di scuole e famiglie a scegliere la via dell’analisi della salute neuropsichiatrica del bambino, piuttosto che andare a indagarne la gestione educativa in famiglia e supportare quest’ultima in modo adeguato”.

4 o 5 volte superiori le certificazioni 

Il parere del Prof. Umberto Galimberti 

"La scuola non è una clinica psichiatrica!”. Parole forti, chiare e scomode quelle del filosofo Umberto Galimberti, idolo della sinistra nostrana, che rompe il silenzio sull’aumento incontrollato delle diagnosi di DSA tra i bambini delle elementari. Secondo Galimberti, patologizzare ogni difficoltà scolastica sta creando una generazione di alunni fragili, etichettati troppo in fretta e senza veri motivi clinici."I genitori vogliono solo percorsi facilitati, non la formazione!”. Un’accusa diretta a chi usa le certificazioni come scorciatoie, svuotando la scuola della sua funzione educativa. Insegnanti impotenti, certificazioni inflazionate, sostegno assegnato a chi non ne ha davvero bisogno: è questa la direzione che vogliamo per la scuola? Galimberti lancia un allarme che non possiamo ignorare: serve più serietà, meno etichette, più fiducia nelle capacità dei ragazzi.

Perchè patologizzare tutti? 


Troppi alunni con diagnosi, la scuola sembra una clinica psichiatrica

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