Opportunità e importanza della "rete"
Quando si parla di ritiro sociale volontario, i nostri ragazzi hikikomori, si è soliti cercare chiarimenti appoggiandosi a numeri, indagini di società, statistiche, per poter capire la diffusione di questo doloroso disagio…
Purtroppo non sappiamo le cifre esatte, si parla di 200.000 famiglie, ma siamo convinti che siano molti di più!
Giornalmente parlo di questo problema e immancabilmente mi rispondono con una situazione nota di ritiro tra conoscenti o familiari… quindi si, crediamo siano molti di più e che si veda solo la punta dell’iceberg!
Il problema è molto difficile da affrontare, perché le concause sono tante e spesso diverse in ogni situazione.
Ma una cosa è certa, tutte portano al ritiro volontario dalla società, rifiutando qualunque tipo di relazione e spesso inizia proprio dai rapporti familiari, dove i ragazzi non sono ascoltati, non sono capiti, forse per via dei nostri dogmi spesso errati, che consideriamo un successo: la scuola, il lavoro, insomma l’affermazione sociale come individuo che produce.
Ma non si parla mai di qualità della vita, di umanità, di amore, valori che, per i nostri ragazzi, sono necessari.
Ciò che però non si riesce ancora a vedere, è che il ritiro sociale volontario è una vera e propria rivoluzione sociale silenziosa, dolorosa, per chiunque la stia vivendo in prima persona.
Ma allora, perché si tenta in tutti i modi di “curare” questo disagio?
Non sarebbe meglio rimboccarci le maniche, cercare di capire il perché, lasciando andare i dogmi di cui siamo farciti?
Noi abbiamo scelto questa strada, l’ascolto, continuando ad aprire porte al fine di migliorare la qualità di vita, perché crediamo fermamente una cosa… I nostri figli hanno ragione!
Quindi, se riusciamo a vedere le grandi potenzialità di questi ragazzi, ecco che potremmo renderci conto che che possono diventare… un’opportunità!
Si, proprio un’opportunità, per migliorare la società attuale, ormai allo sbando e sono proprio i nostri ragazzi che ce la stanno offrendo su un piatto d’argento, con la loro voce del silenzio!
Ma per poter perseguire questo obiettivo è necessario partire dalla sinergia, dobbiamo cioè spogliarci delle nostre convinzioni e cercare un confronto tra tutti gli attori coinvolti, quindi ragazzi, genitori, scuola, lavoro, professionisti, istituzioni, insomma facendo rete, dove si è tutti alla pari, e nessuno è più bravo dell’altro!
E, forse, riusciremo davvero ad avere un mondo migliore!
