martedì 2 dicembre 2025

CHI TI GIUDICA HA PROBLEMI SERI; IL PROBLEMA È LORO, NON TUO.

 



Copia incolliamo un post di Matteo Zicca

Mi rendo sempre più conto che tantissime persone soffrono perché si sentono giudicate, sminuite, offese.

In persone particolarmente fragili questo può generare sentimenti di inadeguatezza, fallimento, isolamento, solitudine, fino ad arrivare, nei casi più seri, a sintomi depressivi.
Per questo voglio spendere due parole per dare alcuni consigli a chi soffre a causa di questi personaggi.
Partiamo dall’identikit della persona che giudica, sminuisce e critica continuamente.
Partiamo dalla letteratura scientifica:
in psicologia, il “giudicante”, il “competitivo” e “l’ipercritico” sono spesso persone che mettono in atto diversi meccanismi di difesa legati a tratti disfunzionali della personalità.
Tra questi ci sono:
La proiezione: attribuire agli altri caratteristiche, emozioni o intenzioni che in realtà appartengono a sé stessi.
Il narcisismo: bisogno costante di sentirsi superiori, unito a fragilità interna e scarsa empatia.
L’invidia: sofferenza per i successi o le qualità altrui, perché percepite come una minaccia alla propria autostima.
L’insicurezza e il senso di inferiorità: tendenza a svalutare gli altri per sentirsi momentaneamente meglio.
Lo stile di attaccamento ansioso: paura dell’abbandono e bisogno continuo di controllo e approvazione, spesso gestiti in modo tossico.
Come vedete, la scienza conferma che quando avete di fronte qualcuno che vi giudica continuamente, avete di fronte una persona che ha problemi reali.
E già questo dovrebbe aiutarvi a ridimensionarla e guardarla con occhi diversi.
Vorrei aggiungere anche un’opinione personale:
premetto che ho un’autostima molto alta, e per questo le opinioni negative degli altri mi risultano totalmente irrilevanti.
Mi voglio bene, conosco il mio valore e non ho bisogno della validazione esterna di nessuno.
Questa sicurezza mi ha permesso, negli anni, di analizzare con lucidità questi personaggi.
E sono arrivato a una conclusione: sono frustrati.
Negli anni ho conosciuto tantissime persone meravigliose, e — se proprio vogliamo usare il paragone (che detesto, ma serve per far passare il concetto) — ho notato una cosa:
chi giudica, offende ed è malvagio non possiede determinate qualità.
Ho conosciuto veri ricchi (non quelli che comprano tutto a rate, mutui o leasing) di un’umiltà, una semplicità e un’apertura mentale straordinarie.
Ho conosciuto modelle e ragazze bellissime, solidali con le amiche e rispettose delle altre donne, che non si sarebbero mai permesse un giudizio estetico su un’altra persona.
Ho conosciuto persone di grandissima cultura e spessore morale che parlano con tutti senza fare gli snob, usando un linguaggio semplice, senza ostentare nulla.
E potrei continuare.
Ripeto: non è per fare paragoni — ogni persona è unica e meravigliosa a prescindere da capacità economiche, fisiche o intellettuali — ma questi esempi (che non fanno statistica, ma potete verificarli anche voi, anzi vi invito a farlo) servono a ribadire un concetto fondamentale:
Chi ha veramente meriti non giudica, non sminuisce, non offende, non fa paragoni.
Chi lo fa è una persona che, come dice la letteratura scientifica e come credo anche io, è problematica, frustrata e infelice.
Per questo ti consiglio di imparare a fregartene: non ne vale davvero la pena.
Coltiva la tua autostima, amati, fai la tua strada con libertà, senza paragoni.
Circondati di persone positive.
Non cadere nelle provocazioni e non lasciarti manipolare.
E voglio aggiungere un’ultima cosa, forse la più importante: smetti di dare alle persone il potere di definire chi sei.
La verità è che ognuno giudica dal proprio livello di coscienza, non dal tuo valore.
Chi ti osserva con occhi sporchi vedrà sempre qualcosa da criticare, anche quando fai tutto bene.
E tu non puoi passare la vita a pulire gli occhiali degli altri.
Invece, impara a riconoscere subito chi hai davanti: chi ti fa sentire piccolo non merita posto nella tua vita, chi ti fa sentire te stesso sì.
La tua energia è preziosa: investila dove torna indietro, non dove si perde.
Ricorda che il rispetto non si chiede e l’autostima non si negozia.
Sei tu che scegli chi far entrare nella tua mente. Il resto lascialo fuori, perché non ti serve.
Tu hai un percorso da seguire, dei progetti da costruire, una vita da vivere con dignità, libertà e lucidità.
Non permettere a nessuno di trascinarti nelle loro ombre: non sono le tue.
Ricorda non è compito tuo perdere tempo ed energie con persone tossiche.
Sono loro che hanno bisogno dello psicologo, non tu.



venerdì 21 novembre 2025

Parole sante di Marcus Navajo

 





IL TOMMY E' PARTITO!

 




Quel volo…

Il dado è tratto!
Ieri sera nelle nostre chat non si è parlato d’altro… Uno dei nostri ragazzi, dopo tanti anni di ritiro, ce l’ha fatta! Ha preso un aereo, ma non uno qualunque, è salito sull’unico volo che poteva prendere, quello della speranza, sognato prima e programmato per un anno intero, da lui stesso!
E noi non abbiamo fatto altro che piangere di gioia, perché in lui vediamo tutti i nostri ragazzi, che ancora non ce la fanno, che ancora non riescono a trovare una motivazione che possa superare il loro grande dolore.
Ma si stanno muovendo tutti, anche se a noi non sembra, ed ognuno a modo suo, con i propri strumenti, ed un giorno raggiungeranno l’equilibrio e la serenità per riuscire a voltarsi indietro, solo per un attimo, come ha fatto il nostro ragazzo ai tornelli dell’aeroporto, alzando la mano per salutare la sua meravigliosa mamma ed avrà pensato… ce l’ho fatta!




Questo miracolo è stato possibile per il grande amore che la mamma ha per lui, e l’infinita pazienza da parte sua di aver saputo attendere il momento giusto, senza pressioni o delusioni, ma con la consapevolezza che il suo fantastico ragazzo ce l’avrebbe fatta, credendoci sempre con il cuore!
E noi eravamo lì, pronti ad aiutarli, ognuno con i propri strumenti e, la nostra rete, ancora una volta, ha funzionato!
Il nostro ruolo? Semplicemente esserci; quando loro hanno avuto bisogno, noi eravamo lì, pronti ad aiutare, perché i nostri ragazzi si, è come fossero tutti nostri figli!
Non molliamo mai, non perdiamo mai la speranza, rimaniamo parte della rete meravigliosa che abbiamo costruito, perché nel momento del bisogno, ma anche della felicità, siamo insieme, anche a centinaia di km di distanza!
Un augurio con tutto il cuore… vola ragazzo… vola!

Dal min 17° la testimonianza di Valeria nella 77° puntata di INDACO


sabato 15 novembre 2025

Grazie Valentina Di Liberto, grazie IX municipio di Roma

 




Io, in ogni incontro, ritrovo una leggerezza che avevo perduto negli ultimi anni. Spesso mi sono sentita sola ,se pur in mezzo alla gente (familiari ed amici e conoscenti).

Nelle parole della Di Liberto ritrovo tutta la mia esperienza vissuta e la cosa mi fa davvero bene, mi alleggerisce il cuore. È come essere capiti!

A me da l'impressione che lei sa approntare una  risposta al malessere dei nostri  figli e ci da  la possibilità di  avere gli strumenti per affrontarlo.

Mentre fino ad ora, anche dai professionisti più illuminati, o che si credono tali, uscivano solo parole e teoria, come a leggere solo un  bel libro, con lei si ha l'impressione che sta per arrivare davvero la chiave di lettura e il superamento del disagio. Sono grata all'assessore Laurelli per aver preso a cuore il nostro problema e averci dato così l opportunità di essere guidati dalla Di Liberto. Certo gli incontri dovrebbero essere di più e io mi auguro che si possano prolungare.

Empatia come un’energia che arriva all’altro … come una sensazione … come calore che avvolge nell’incontro con l’altro… questo è uno dei punti che ieri mi ha letteralmente scaldato l’anima… Valentina è così … ti arriva dentro scatenando uno tsunami… dopo anni solitudine assoluta e girovagare tra psichiatri e terapeuti, sentire di essere ascoltati, capiti e guidati è davvero bellissimo… infinite grazie 

Ringrazio tantissimo l’assessore Laurelli per aver preso a cuore i nostri problemi. Le istituzioni che incontrano la gente, ascoltano ed “empatizzano” con le loro difficoltà … splendida anche l’iniziativa di formare i docenti nelle scuole affinché questo grave problema del ritiro sociale venga individuato subito sul nascere , riconosciuto, affrontato e combattuto.. davvero qualcosa sta cambiando e auguro a lei e tutto il suo team un grande in bocca al lupo 

Hikikomori Coop Sociale Onlus  


sabato 8 novembre 2025

Lo abbiamo sempre detto: fare rete!

 



Cosa fare

L’approccio clinico con questi ragazzi deve essere lento e rispettoso, basato sulla costruzione di una relazione terapeutica, utilizzando anche strumenti indiretti e vicini al linguaggio delle nuove generazioni, come videogiochi e ambienti di realtà virtuale, per “agganciarli” nel loro stesso mondo.

L’Hikikomori rappresenta una sfida clinica e sociale. La mancata acquisizione di competenze sociali e lavorative di un numero crescente di persone (che si riflette anche nel fenomeno dei Neet - Not engaged in Education, Employment or Training) rischia di pesare sui sistemi di welfare. È necessaria una risposta più strutturata e coordinata delle politiche sociali e sanitarie, occorre promuovere campagne di sensibilizzazione per genitori, giovani e insegnanti e favorire la collaborazione tra psicologi, psichiatri, assistenti sociali ed educatori, costruendo alleanze piuttosto che imponendo trattamenti.


Tratto da Hikikomori sfida clinica e sociale  



venerdì 7 novembre 2025

La solitudine delle donne





La solitudine delle donne

Oggi ho avuto la fortuna di partecipare a un magnifico convegno organizzato a Palazzo Lascaris, in Regione Piemonte
Negli ultimi tempi la Regione Piemonte e il Comune di Torino ci hanno dato parecchi spazi e sono sensibili al problema del ritiro sociale volontario
Il convegno era incentrato sulla solitudine, ovvero quella situazione che non ti fa stare bene con le persone che hai attorno e sei solo anche se sei tra la folla
E' stato più volte ribadito che per contrastare la solitudine ci vuole un intervento in rete, non basta un singolo intervento
Naturalmente il problema del ritiro sociale volontario è stato molto ben illustrato da Valentina Di Liberto,. presidente e fondatrice della cooperativa Hikikomori Coop Sociale Onlus di Milano
Ringraziamo di cuore per questo spazio informativo e per le proposte di successive collaborazioni
Noi, infatti, siamo quelli che vogliamo fare rete







OLTRE IL DANNO LA BEFFA

Certo non avrei mai e poi mai pensato in questo maggio 2026 di litigare col C.A.F. - Se suo figlio ingegnere sono 10 anni che non lavora ha ...