domenica 28 settembre 2025

PREMIO LETTERARIO MASSENZIO

 





Oggi, a San Cesareo (RM), all'interno del concorso letterario Massenzio, Fabio Busetti ha ritirato il premio di Monica Gorret impossibilitata a partecipare 

Bravi tutti!


Domenica 28 settembre, alle ore 10.00, presso la Biblioteca Comunale Massimo Adabbo, si terrà la premiazione della Terza Edizione del "Concorso Letterario Nazionale Massenzio".Il concorso è stato istituito nel 2022, con l'obiettivo di promuovere la letteratura, e più in generale la cultura, quale strumento imprescindibile dell’esistenza umana e della personalità. Ogni anno il concorso è oggetto di attenzione e partecipazione di scrittori e poeti, da tutta Italia.

Fabio Busetti ritira il premio di Monica Gorret





L'autrice ci introduce nel magico mondo del circo, esaltandone le diverse espressioni artistiche, indugiando nella descrizione delle performance circensi, catturando l'attenzione del lettore, ammaliandolo, per poi addentrarsi nella descrizione di un ritratto impietoso e malinconico della sofferenza umana
Interessante il parallelismo tra il mondo colorato e vibrante del circo e la vita reale
Nel circo ogni individuo interpreta una parte, chiedendo al pubblico di partecipare con patos a quanto vedrà accadere in quel momento
Anche noi viviamo in un mondo di rappresentazioni, nel quale tutti, nessuno escluso, recita una o più parti, a volte mostrando volti inaspettati, come l'autrice ci rivela nel finale del racconto

L'autrice ci parla, rendendolo palpabile, del senso di alienazione che si prova quando ci si sente diversi; quel desiderio di nascondersi per non sentirsi deboli e attaccabili, consentendoci di entrare, con estrema delicatezza, nel travaglio umano di una confessione sincera che coglie impreparato il lettore e quindi quale migliore soluzione se non abbandonarsi alla magia del circo




sabato 27 settembre 2025

QUANDO MANCA IL DIALOGO





 Oggi siamo più distrutti dal dolore del solito e il nostro dolore dura decenni

E' il dolore di vedere un figlio che si lascia morire perchè rifiutato dalla società
In questo articolo è scritto a chiare lettere: E' MANCATO IL DIALOGO
A cosa serve devolvere quei soldi in beneficienza se non viene capito il nostro dolore
Perchè i vicini di casa non usano quei soldi per invitare il condominio in un meeting, un convegno che illustri questa piaga disumana di questa società malata
A pagarla sono sempre i deboli, come nelle guerre
Che Dio ci aiuti


giovedì 25 settembre 2025

IL PARERE DI MATTEO ZICCA





CHIMICA O VERITÀ?

IL LATO OSCURO DEGLI PSICOFARMACI.
Sugli psicofarmaci c’è ancora molta confusione.
Se ne parla spesso senza consapevolezza, divisi tra chi li difende a spada tratta e chi li condanna senza appello, senza fermarsi a un’analisi critica.
Eppure il loro utilizzo è sempre più diffuso.
Vale la pena allora fare un po’ di chiarezza.
Gli psicofarmaci sono una classe di farmaci psicoattivi e psicotropi, accomunati dall’agire sul sistema nervoso centrale: recettori cellulari, enzimi, proteine trasportatrici, canali ionici.
In parole semplici, modulano la trasmissione dell’impulso nervoso, generando cambiamenti immediati nella chimica cerebrale e, nel lungo periodo, adattamenti nelle cellule e nelle aree del cervello.
La domanda è: sono davvero la soluzione migliore per affrontare i disturbi psicologici e psichiatrici⁉️🤔
La risposta non è semplice: ci sono luci e ombre.
In situazioni cliniche gravi, dove la vita o l’equilibrio del paziente e del suo ambiente sono a rischio, un uso temporaneo degli psicofarmaci, sempre affiancato alla psicoterapia, può essere di grande aiuto.
I benefici più noti sono:
✅ rapidità d’azione nella riduzione del disagio;
✅ utilità nei casi acuti o con rischio suicidario;
✅ possibilità di stabilizzare un paziente per iniziare un percorso psicologico più profondo.
Ma accanto a questi aspetti positivi, ci sono problematiche cruciali di cui si parla molto meno:
⚠️ Prescrizione troppo facile.
Troppo spesso gli psicofarmaci vengono prescritti in pochi minuti di colloquio, senza una reale valutazione diagnostica.
Eppure i casi in cui c’è una causa biologica chiara ed endogena sono molto meno diffusi di quanto si pensi.
Molte persone hanno soprattutto bisogno di supporto psicologico, relazionale e sociale, non di pillole.
⚠️ Effetto immediato ma parziale.
Il farmaco riduce il dolore, ma non genera benessere autentico.
Inibisce il sintomo, ma non lavora sulla causa.
È lecito chiedersi: questo è “guarire” o solo un modo per calmare la sofferenza senza affrontarla?
⚠️ Conflitti di interesse.
Il mercato degli psicofarmaci muove miliardi.
È ingenuo pensare che l’industria farmaceutica non abbia un peso enorme nelle pratiche mediche e nella cultura sanitaria.
⚠️ Informazione incompleta.
Molti pazienti non vengono messi di fronte a una scelta consapevole: spesso non ricevono un’informazione chiara sugli effetti collaterali, sui rischi di dipendenza, né sulle possibili alternative (psicoterapia, gruppi di sostegno, interventi sociali).
⚠️ Dipendenza e sindrome da sospensione.
Interrompere improvvisamente un farmaco può generare crisi forti e rischiose, che legano la persona a lungo alla terapia farmacologica.
⚠️ La medicalizzazione del disagio umano.
Sempre più spesso ogni emozione spiacevole – ansia, tristezza, stanchezza, frustrazione – viene trasformata in un “disturbo” da curare con una pillola.
Viviamo in una cultura che non tollera la fragilità: dobbiamo essere sempre felici, produttivi, sorridenti. Ma la sofferenza non è solo un sintomo da eliminare: è anche un linguaggio del corpo e della psiche, un segnale che qualcosa non va, che c’è un bisogno inascoltato o una ferita che chiede attenzione.
Il dolore va attraversato, non solo anestetizzato. Perché se lo zittiamo con la chimica, rischiamo di rinunciare anche alla possibilità di comprenderlo e trasformarlo.
⚠️ La neuroplasticità dimenticata.
Il cervello non cambia solo grazie ai farmaci: cambia ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, che modifichiamo i nostri pensieri, che viviamo esperienze significative o relazioni profonde.
La scienza lo chiama neuroplasticità: la capacità delle cellule cerebrali di creare nuove connessioni e di modificarsi sulla base di ciò che facciamo, pensiamo e sentiamo.
Questo significa che anche la psicoterapia, il sostegno sociale, la meditazione, l’attività fisica, le relazioni, il rapporto con se stessi e perfino le abitudini quotidiane hanno un impatto biologico reale sul nostro cervello.
Ridurre la cura della mente solo ai farmaci è quindi un errore: la psicologia e il lavoro su di sé sono, a tutti gli effetti, una forma di medicina della mente.
⚠️ Riduzione della responsabilità sociale.
Lo psicofarmaco rischia di diventare un alibi: anziché investire in prevenzione, politiche sociali, condizioni di lavoro, economia, educazione, relazioni, si “tappa” il sintomo individuale, lasciando intatti i problemi collettivi che creano e alimentano il disagio.
⚠️ Crisi identitaria.
Molte persone riferiscono la sensazione di “non sentirsi più sé stesse”, di avere allucinazioni e pensieri terribili sotto effetto dei farmaci, come se la propria identità fosse anestetizzata insieme al dolore.
Per concludere possiamo dire che gli psicofarmaci non sono il male assoluto né la soluzione miracolosa. Possono essere strumenti preziosi, ma solo se usati con responsabilità, dopo un attenta analisi e diagnosi, in casi mirati e in sinergia con un percorso psicoterapeutico.
Il punto centrale rimane uno: il paziente deve essere informato, ascoltato e messo nelle condizioni di scegliere consapevolmente ‼️
Non esistono pillole che curino la vita: per guarire davvero servono comprensione, consapevolezza, sostegno, relazione e verità. ❤️🧠

mercoledì 24 settembre 2025

SOUL MAN

 




Un film assolutamente da vedere 




UNA BELLISSIMA MANIFESTAZIONE





UNA BELLISSIMA MANIFESTAZIONE

Ieri, nonostante la pioggia, sono andata a manifestare per gridare PALESTINA LIBERA
Non potevo non andare dopo due anni in cui vedo bambini morti e l'Europa che ci vuole tirare dentro a una guerra che potrebbe davvero essere l'ultima per il pianeta terra
Per ragioni logistiche sono riuscita ad arrivare solo al corteo degli studenti che si sarebbe poi dopo unito agli altri cortei
Camminando con loro mi chiedevo se non erano assurde tutte le immagini che i media ci rimandano di ragazzi dipendenti dal cellulare, di svogliati, di poco educati
In realtà, camminando nel corteo, ho notato ragazzi che si vestivano semplicemente e a un certo punto siamo passati davanti a un bar. Seduti fuori nel bar c'erano circa 10 ragazzi con la cartella, ma erano vestiti bene, con bellissimi orologi e guardavano il corteo con aria di disprezzo
Ecco i bulli.. ho pensato
Io ero con quelli giusti. Non ce n'era uno al cellulare. Sentivo discorsi meravigliosi e soprattutto si volevano bene. Facevano rete
E' una generazione meravigliosa. Dobbiamo essere orgogliosi di loro
Chi non vuole vivere in questo mondo ha tutte le ragioni


sabato 20 settembre 2025

FACCIAMO COME QUELLI DI CARMAGNOLA: COL CUORE

 




Il 19 settembre 2025, presso i locali di Casa Cavassa a Carmagnola e presso il cinema Elios di Carmagnola, si è tenuto un meeting con il tema: parallelo tra autismo e ritiro sociale volontario

La serata è stata meravigliosa e in realtà il messaggio che è passato non è tanto su una questione o l'altra, ma che dobbiamo volerci bene, darci del tempo, coltivare le nostre passioni e nutrirci di informazioni che ci fanno stare bene

Tutto è cominciato con un rinfresco nel cortile di Casa Cavassa con la meravigliosa Antonella Cavallini che sprizza simpatia da tutti i pori 

Poi ci siamo trasferiti al cinema Elios e una mamma dell'associazione Angeli di Ninfa con due ragazzi, hanno aperto la serata 

Ci è arrivato anche il benvenuto dal simpaticissimo (nonchè bellissimissimo) Roberto Frappampina, presidente dei LIONS, che ci ha offerto collaborazione per i futuri progetti 

Il sig Frappampina, ma speriamo ci autorizzi a chiamarlo Roberto, ha detto che a un bambino servono tre cose: consenso, approvazione e riconoscimento 

Se togliamo la mamma e il cibo a un bambino e gli ridiamo di nuovo una mamma e del nuovo cibo dopo tanti giorni, il bambino affamato sceglierà la mamma e non il cibo e un bambino senza amore si lascia morire 

Abbiamo quindi visto degli spezzoni del film LA CHIOCCIOLA  di Roberto Gasparro che hanno lasciato tutta la sala senza fiato 

Purtroppo Roberto e Alfonsina non hanno potuto essere presenti per motivi di lavoro e ci sono mancati tantissimo 

Dopo il film sono intervenuti i relatori 

Valentina Di Liberto, meravigliosa come al solito, anche se molto emozionata per la proiezione del film, ha parlato di come svolge la sua attività da 12 anni 

E' stata poi  la volta di Silvia Barile (educatrice), Francesca Scaglia (psicologa) e Silvia Carpinelli (pedagogista) che hanno detto che dobbiamo darci del tempo, quello che questa società frenetica ci ha tolto e che dobbiamo stare bene se vogliamo aiutare 

Ha poi preso la parola il magico Gianluca Gobbi.. e che dire .. 71 puntate di INDACO parlano per lui!

Grande Gianluca 




E veniamo al capitolo politici, perchè è molto raro che un politico ti faccia innamorare, ma.. ebbene si.. Daniela Ruffino e Silvio Magliano hanno questo potere 

Daniela Ruffino sta scrivendo una legge a livello nazionale, mentre Silvio Magliano l'ha già fatto a livello regionale. Speriamo si possa recuperare la proposta di legge di Diego Sarno e fare una cosa molto potente 

Ringraziamo anche il consigliere regionale Sergio Bartoli per il suo intervento di sostegno alla nostra causa 




Che dire poi della impareggiabile Gabriella D'Urso Allen? Non ci sono parole sufficienti per descriverla 

Ho poi incontrato una marea di belle persone. Ezio e sua moglie Gabriella e una dolcissima ragazza di 19 anni già presidente di una associazione, ma mi sfugge il nome 

A fine serata ci siamo detti arrivederci, perchè sono già in atto progetti futuri 

Grazie di cuore a tutti 

Grande meeting alla Casa Cavassa di Carmagnola (TO)

erre18.com/programmi/indaco/

Una grande persona che lavora per i nostri ragazzi

Valentina Di Liberto per Angeli di ninfa

Gianluca Gobbi per Angeli di ninfa

Gabriella D'Urso Allen per gli angeli di ninfa

Fare rete ! Brava Gabriella

facebook.com/angelidininfa

facebook.com/OnorevoleDanielaRuffino

Assessore Silvio Magliano


Ieri, presso la Locanda Casa Cavassa di Carmagnola, ho avuto l’opportunità di parlare della mia proposta di legge sul ritiro sociale.

Un momento importante, intenso, fatto di ascolto vero e confronto diretto.
Con me, in sala, c’erano i genitori dei ragazzi che vivono questa condizione, operatori, psicologi, educatori, e l’associazione che da anni si occupa di autismo e oggi anche di ritiro sociale e gestisce la Locanda Casa Cavassa.
Il ritiro sociale non è un fenomeno “di nicchia” né un problema individuale: è un segnale che qualcosa, nel nostro modello educativo, sociale e culturale, chiede attenzione.
È un silenzio che grida, e che merita risposte serie, coordinate, umane.
La proposta di legge che ho presentato vuole essere un primo passo per riconoscere, comprendere e accompagnare chi si trova in questa condizione, con strumenti concreti e un approccio multidisciplinare.
Grazie a chi c’era, a chi ogni giorno lavora sul campo, e a chi ha avuto il coraggio di condividere la propria storia.
Onorevole Daniela Ruffino


Un aperitivo a casa Cavassa, un locale che offre possibilità di lavoro a ragazzi e ragazze con autismo, la proiezione di alcuni spezzoni del film “La Chiocciola” di Roberto Gasparro, un momento di analisi e riflessione con famiglie ed esperti durante il quale ho avuto la possibilità di condividere la mia Proposta di Legge: una serata dedicata al tema “hikikomori”, il fenomeno di isolamento sociale volontario che colpisce sempre più giovani, tanto che nel 2023 il Regina Margherita l’ha quantificato in una nuova diagnosi ogni due giorni.
Non posso che ringraziare l’Associazione Angeli di Ninfa OdV di Carmagnola per il grande impegno nella costruzione di spazi di libertà attraverso il lavoro per i ragazzi coinvolti nel progetto di Casa Cavassa, ma anche per aver dato una nuova possibilità a un luogo storico e centrale nella tradizione di Carmagnola, e soprattutto per avere organizzato una serata che porta alla luce il dramma di tante famiglie, per cui la scelta dell’isolamento di un figlio o di una figlia non deve trasformarsi in stigma sociale.
Grazie a due Proposte di Legge regionale che auspico possano confluire in una stesura condivisa, il Consiglio regionale sta lavorando per dare al Piemonte una legge sul fenomeno “Hikikomori”, costruendo opportunità di formazione per docenti e insegnanti, prime sentinelle per eventuali segnali, offrendo sostegno alle famiglie, valorizzando l’intervento del Terzo Settore. Confrontarsi con tutti coloro che vivono l’hikikomori, famiglie, professionisti, insegnanti, giornalisti, è un viaggio nella difficoltà e nel disagio, ma anche nella tenacia, nell’amore di chi non si rassegna a vedere un giovane cadere nell’abisso delle proprie paure e della propria inquietudine.
Assessore Silvio Magliano


giovedì 18 settembre 2025

Grande meeting alla Casa Cavassa di Carmagnola (TO)





 Ed eccoci qui, partiti per un nuovo meeting, sempre col focus sui nostri ragazzi

Questa volta però è un meeting molto particolare perchè il tema è il parallelo tra ritiro sociale e autismo, che sono due situazioni diverse tra loro, ma che possono coesistere
Vi dico qualcosa su Antonella di "Angeli di ninfa" e sui suoi collaboratori
Loro si trovavano a parlare dei loro problemi e si sono resi conto che la teoria non bastava più. Detto fatto sono così passati ai fatti con laboratori di pittura e musica e il grande progetto della squadra di baskin, una variante del basket
Questo grande lavoro non è passato inosservato tra la brava gente di Carmagnola e dintorni, per cui la società operaia di muto soccorso SOMS, ha destinato i locali a piano terra di Casa Cavassa ai ragazzi di Angeli di ninfa in modo da dargli una opportunità lavorativa
E' stato talmente un gioco di squadra che a inaugurare la sezione culturale è venuto niente meno che SAR il Conte Duca di Aosta Aimone di Savoia
Vi aspettiamo quindi, previa prenotazione, venerdì 19 settembre alla Casa Cavassa di Carmagnola (TO)
Tra i relatori figurano esperti e rappresentanti istituzionali: la sociologa Valentina Di Liberto, l’educatrice Silvia Barile, la psicologa Francesca Scaglia, la pedagogista Silvia Carpinelli, il giornalista Gianluca Gobbi, l’onorevole Daniela Ruffino (Azione con Calenda), il consigliere regionale Silvio Magliano, oltre al regista Roberto Gasparro.
Si ringraziano "Il Carmagnolese", "Rete 7", Enrico Peyretti e tutti i media che fanno conoscere questa bellissima realtà piemontese
Che dire quindi se non: avanti tutta, mai mollare!
















martedì 16 settembre 2025

COERENZA

 




Coerenza...

Oggi sono tornato a casa dal lavoro, avevo avvisato mio figlio che sarei andato a pranzo, perchè avevo piacere di stare con lui.

Avevo in mente di preparare qualcosa di sfizioso, per suscitare in lui un po' di desiderio.

Quando però sono arrivato a casa, l'ho trovato in cucina indaffarato, stava preparando un buon risotto con zucchine e pancetta!

Mai mi sarei sognato, solo un anno fa, che lui facesse questo per me!

Questo per dire a tutti voi che i ns ragazzi, talvolta, ci sorprendono!

Certo sono piccoli passi, che da fuori neanche si vedono, ma vi assicuro che io che vivo la quotidianità con lui,  vedo che è un enorme risultato!

Certo delle volte dire loro la verità non è facile ma, sempre a piccoli passi, è l'unica via che abbiamo a disposizione!

Spero di trasmettere a tutti voi un po' della felicità che ho nel cuore, perchè adesso, finalmente dopo tanti anni, vedo la nostra strada difficile si, ma illuminata sicuramente dal vostro affetto e amore che ci state donando!


IRCCS materno infantile Burlo Garofolo

 



Questo meraviglioso psichiatra, direttore dell'ospedale Burlo Garolfo, dice espressamente che il disagio del ritiro sociale non è patologia che possa gestire la medicina, che solo il 5% dei ritirati sociali presenta un problema psichiatrico e.. aggiungo io.. complimenti a chi non si butta come cani all'osso.. sono le persone che salveranno i nostri figli

Tgr Rai FVG - Hikikomori



Con i bambini, Noi e gli altri, Enaip Valle D'Aosta, Movi-Menti

 Riprendiamo un vecchio post 

Era il 17 nov 2022 


Si è svolto oggi ad Aosta un fantastico meeting sul ritiro sociale 

Si ringraziano le organizzazioni che lo hanno promosso: Con i bambini, Noi e gli altri, Enaip Valle D'Aosta, Movi-Menti

Si ringraziano le due simpaticissime Simona Bertone e Lucia Poli che ci hanno guidato nella valle

Si ringrazia la Cittadella dei giovani che ci ha ospitato e tutti i partecipanti all'incontro.





Bravissime Marina Pavarini e Sabrina Bresolin

Si ringrazia la moderatrice dell'incontro Nathalie Grange, giornalista, ma la vera sorpresa è stata il neuropsichiatra infantile Alessandro Zangari.




Sappiamo bene che il ritiro sociale NON è una patologia, ma potrebbero - condizionale - ANCHE  insorgere delle patologie e quindi aspettiamo il video perchè non vorrei rovinarvi l'intervento del bravissimo nonchè bellissimo e giovanissimo dott. Zangari 



Interessante che più volte si è parlato di intelligenza cognitiva ed emotiva dato che i ragazzi ritirati sono per lo più molto intelligenti, ma faticano nei rapporti coi pari 




Grazie di cuore a tutti 


Il protocollo medico non da nessuna indicazione di come deve essere il comportamento con un bambino ritirato e nemmeno lo potrebbe dare dato che NON è una patologia
Purtroppo in neuropsichiatria arrivano i genitori che sanno meglio di chiunque altro che il ritiro NON è una patologia ma hanno bisogno di questo benedetto certificato di fobia scolare per la scuola
Se il medico scrive "fobia scolare" dato che le fobie sono patologiche ha anche il dovere di curare e quindi come cura un medico? Coi farmaci
Al controllo arriva il genitore che magari passa pure da un altro medico, differente dal primo e dice che il farmaco ha prodotto questi e questi effetti . Facilmente si cambia farmaco
Altro controllo - Mio figlio non lo vuole più prendere il farmaco perchè dice che il problema è familiare - Assistenti sociali
Così un bambino non capito dalla scuola, dalla famiglia, dai medici, rischia pure di dover spiegare il suo disagio al giudice che è l'ennesimo che facilmente sbaglia per tutta la trafila burocratica sbagliata che si è innescata


Universo 25, una società destinata al collasso

Fogna del comportamento

La volpe

Enaip Vallée d'Aoste

Noi e gli Altri scs

Movi-Menti

Con i Bambini

I docu film sugli Hikikomori



Se non facciamo attenzione finiremo come il Giappone

 Il sempre più grande interessamento della psichiatria al mondo del disagio sociale del ritiro volontario, ci fa preoccupare non poco, perchè è la causa scatenante del milione e mezzo di ritirati sociali in Giappone

Per non commettere anche in Europa lo stesso errore del Giappone consigliamo i libri di Carla Ricci














Ecco alcuni punti salienti dell'intervista rilasciata nel 2015

Inoltre, vale la pena sottolineare il cambiamento che è in corso in Giappone e che potrebbe influire su una nuova e diversa percezione del problema: esso consiste nel fatto che attualmente la maggior parte di Hikikomori sembra non siano più adolescenti, ma adulti. Sono informazioni emerse da dati attendibili e che presentano il fenomeno di questi “nuovi hikikomori” (così vengono chiamati), come esito della crisi economica che rende difficile mantenere il posto di lavoro, oltre che a trovarlo.

Misure per contrastarlo direi che sostanzialmente non possono esistere poiché il fenomeno è legato ad un sistema sociale che non può essere cambiato; quello che si fa è di sensibilizzare sul problema del bullismo, ritenuto una delle cause di hikikomori e anche del suicidio giovanile, piuttosto frequente in Giappone. Inoltre, poiché gli hikikomori non sono considerati malati (e in realtà non lo sono), essi non rientrano nel sistema sanitario, con tutti i limiti che questo comporta. Così, sono e rimangono chiusi in camera e la famiglia spesso "protegge” questa chiusura perché se ne vergogna e chiede aiuto solo se la situazione si rende insopportabile.

Inoltre (e questo è ciò che ho rilevato senza tuttavia che nessuno l’abbia ammesso), è difficile per lo psicologo procedere fino in fondo perché per farlo occorrerebbe scavare nelle relazioni famigliari e nel rapporto madre-figlio, elementi influenti nel percorso di auto-reclusione, ma praticamente intoccabili e tanto assunti culturalmente che a volte lo stesso specialista non le rileva. Le forme di aiuto che ho citato si riferiscono comunque ad adolescenti e giovani uomini, ma non i “nuovi hikikomori” per i quali le cose sono comprensibilmente diverse.

Quando il giovane comincia a pensare a ritirarsi fra le cause c’è certamente anche una prostrazione psichica, quindi una forma di depressione, ma non è, a mio parere, l’elemento determinante e solitamente non si protrae durante la reclusione con le peculiarità con cui si definisce la depressione e per questo si può definire a se stante. Chi entra in hikikomori sostanzialmente è solo stanco e vuole prendersi una sosta. E’ stanco a volte fisicamente, ma sostanzialmente è stanco di non sentirsi adatto e come gli altri, di non avere degli altri le stesse motivazioni e di non volerle neppure; non ci capisce più niente e desidera starsene solo e connesso.

In Italia la stragrande maggioranza delle news che parlano dell’hikikomori lo associano alla dipendenza da internet. Lei cosa ne pensa?


    Ecco che posso ricollegarmi a quanto appena scritto. Come spesso succede, è più facile imputare le cause di un fenomeno complesso a qualcosa che si mostra come una lampante e perfino ragionevole causa piuttosto che affondare il coltello nel problema, che significherebbe approfondire le cose con il rischio di non saperlo fare o di trovarsi davanti a qualcosa che non piace a nessuno.

    Ringrazio Lei e i suoi lettori per l’interesse. Vorrei concludere sottolineando nuovamente che per la volontaria reclusione non ritengo esista alcun intervento sociale risolutivo; per ripristinare ciò che è andato perduto non si può sperare neppure in alcuna portentosa cura farmacologica ma occorre trovare il modo di dare a questa perdita una sensata ragione e possibile sostituzione. L’unico luogo che può porsi tale obiettivo è quello più vicino all'hikikomori, sia realmente che metaforicamente, cioè la sua famiglia. Mi riferisco a quelle famiglie che armate di buona volontà siano veramente interessate a mettersi davvero in discussione, senza domandarsi perché abbiamo un figlio chiuso in camera, proprio loro che per quel figlio hanno fatto tutto quello che potevano. Quei genitori che ancor prima di voler fare uscire il figlio, siano pronti a riformare i loro ruoli e guardare dentro a se stessi con coerenza e sincerità abbandonando le mistificazioni con cui hanno convissuto di cui spesso non ne sono neanche consapevoli. Questo sarebbe sufficiente per mettere in movimento un diverso “ambiente emotivo” che influenzerebbe tutti, compreso il figlio rinchiuso








    BUON COMPLEANNO FABIO BUSETTI

    Questo anno anche gli auguri dell'onorevole Daniela Ruffino  Grazie di cuore a tutti  Buon compleanno Fabio Busetti. A   Buon compleanno...