domenica 10 maggio 2026

FABIO BUSETTI AL TEATRO 7 OFF

 




Quando fai parlare il cuore…

Oggi ho avuto l’onore di assistere allo spettacolo teatrale “Hikikomario”, al Teatro 7 off di Roma, sotto la supervisione di Adriano Bennicelli, ideato dal regista Andrea Martella.
Affrontando il problema del ritiro sociale volontario, con una sorprendente ilarità, che tanto alleggerisce noi genitori, è stato molto apprezzato ed applaudito.
Io stesso mi sono ritrovato proprio in quella geniale ilarità, perché le chat di supporto del nostro movimento, del quale sono il semplice ma onorato portavoce, sono basate proprio sulla leggerezza, sullo scherzo, perché crediamo sia la base da cui partire.
Il regista Andrea ci ha chiesto gentilmente di incontrarci prima dello spettacolo, proprio per conoscere delle famiglie che vivono, o hanno vissuto, il doloroso disagio del ritiro sociale volontario.
Naturalmente siamo entrati subito in sintonia, perché si sa, gli artisti sono dotati di una sensibilità straordinaria, come i nostri ragazzi, e si è reso immediatamente disponibile per aiutarci con il proprio veicolo, il teatro, e collaborare per passare un messaggio più reale e concreto possibile.
Inutile dire dell’interminabile applauso alla fine dello spettacolo, da parte di tutto il folto pubblico presente in sala, con gli attori perfettamente immedesimati nella parte, ed a volte anche emozionati.
Grazie a tutti con il cuore.


Copio/incollo da Gabriella D'Urso Allen
Per gli amici di Gabriella sul suo profilo ci sono anche le foto dei genitori del "movimento" che tutti cercano di scoprire 🤣
...
Teatro 7 Off - Hikikomario, storia seria sulla vita di un quindicenne in ritiro sociale, problema che ben conosciamo, resa in chiave ironica e spruzzata di comicità, che ha reso la comunicazione più fluida e persino frizzante
Per l'occasione, grande reunion di amici, oggi...
E non siamo tutti! 🤣
Ci sono anche i soliti ritardatari... 🙄🙄 e pure quelli che si perdono! 😂😂
Grazie a tutti per la partecipazione 🫶🫶
Grazie in speciale modo ad Andrea Martella e Adriano Bennicelli che ci hanno dedicato molto del loro tempo prima dell'inizio dello spettacolo (era questa la sorpresa che avevo in serbo per gli amici presenti) e che dopo la performance hanno voluto conoscere la nostra opinione in merito nonché le emozioni che abbiamo provato
Lo spettacolo ci è piaciuto molto per il taglio particolare che gli è stato dato.
Complimenti sono stati indirizzati ai soggettisti, agli sceneggiatori, agli attori a dir poco stratosferici.
Sono tutti under 30!
Abbiamo prenotato circa due mesi fa, senza pensare che la "nostra" domenica sarebbe stata dedicata alla figura della mamma... Evviva le mamme (e pure i papà, va'... 😂😂)

In Italia ci sono 60 mila hikikomori, ragazzi che si autoescludono dalla vita sociale.
Circa il 12% delle scuole superiori del Lazio segnala casi.
Un fenomeno in forte espansione affrontato anche a Teatro.
Attraverso la comicità nello spettacolo "Hikikomario" al 7 off Teatro 7 Off si tratta una tematica così importante mettendo in evidenza queste storie inoltre si da sostegno a quei genitori che affrontano nel quotidiano questa realtà.
Ne parliamo al Tg di Teleroma 56.
Armando Luca Fioretti





sabato 9 maggio 2026

IL GRANDE BURRONE

 Ringraziamo il dirigente scolastico Alfonso D'Ambrosio per due motivi: uno per aver fatto l'aula Gaia e due per averci ricordato la parabola del grande burrone 




Ringraziamo il direttore scolastico D'Ambrosio per aver messo in luce molto bene che non ci servono i furbetti che si lodano e s'imbrodano

Tutti siamo uguali ma ci sono i furbi che pur di prevalere su tutto e su tutti son disposti a mentire pur di arrivare più lontano degli altri ma la vita ci insegna che solo chi è corretto va avanti e chi ha seminato furbizia e scorrettezze alla fine rimane solo a contemplarle
Quando devi passare il burrone con la croce corta non ce la fai…


IL GRANDE BURRONE
Un uomo sempre scontento di sé e degli altri continuava a brontolare con Dio perché diceva: "Ma chi l'ha detto che ognuno deve portare la sua croce? Possibile che non esista un mezzo per evitarla? Sono veramente stufo dei miei pesi quotidiani!". Il Buon Dio gli rispose con un sogno. Vide che la vita degli uomini sulla Terra era una sterminata processione. Ognuno camminava con la sua croce sulle spalle. Lentamente, ma inesorabilmente, un passo dopo l'altro. Anche lui era nell'interminabile corteo e avanzava a fatica con la sua croce personale. Dopo un po' si accorse che la sua croce era troppo lunga: per questo faceva fatica ad avanzare. "Sarebbe sufficiente accorciarla un po' e tribolerei molto meno", si disse, e con un taglio deciso accorciò la sua croce d'un bel pezzo. Quando ripartì si accorse che ora poteva camminare molto più speditamente e senza tanta fatica giunse a quella che sembrava la meta della processione. Era un burrone: una larga ferita nel terreno, oltre la quale però cominciava la "terra della felicità eterna". Era una visione incantevole quella che si vedeva dall'altra parte del burrone. Ma non c'erano ponti, né passerelle per attraversare. Eppure gli uomini passavano con facilità. Ognuno si toglieva la croce dalle spalle, l'appoggiava sui bordi del burrone e poi ci passava sopra. Le croci sembravano fatte su misura: congiungevano esattamente i due margini del precipizio. Passavano tutti, ma non lui: aveva accorciato la sua croce e ora era troppo corta e non arrivava dall'altra parte del baratro. Si mise a piangere e a disperarsi: "Ah, se l'avessi saputo...".



giovedì 7 maggio 2026

HIKIKOMARIO AL TEATRO 7 OFF

 





In 8 date, a partire dal 7 maggio 2026, il Collettivo 7 off Sotto 30, sarà in scena con lo spettacolo teatrale HIKIKOMARIO 

Supervisiona Adriano Bennicelli, regia di Andrea Martella 




Mario è un adolescente, sua madre è ansiosa, apprensiva, iperprotettiva, come tutte le mamme dei ragazzi adolescenti ma lei di più, mentre suo padre gioca a curling e forse quella è l’unica cosa che fa coscientemente perché sembra che tutto gli accada davanti senza che lui se ne accorga.
La sua psicologa è bravissima a fare una cosa, in seduta: scopre tutte le sue paure, le fa emergere e… le amplifica sbattendogliele in faccia fino all’ossessione.
Poi c’è una ragazza dolce e gentile che lui ama segretamente e da cui è ignorato palesemente perché sembra che lei sia in realtà innamorata di un suo compagno di classe, un bullo che fa quello che fanno i bulli ovvero lo bullizza.
Ma Mario ha un supereroe preferito e personale che poi è una supereroina che picchia i bulli o almeno dovrebbe.
Ora però c’è un caso strano: tutte queste persone hanno più o meno la sua stessa età e la cosa non è proprio possibile, a meno che non siano tutte proiezioni della sua testa.
Mario, comunque, ha anche una cameretta tutta sua e una playstation per sopravvivere un intero inverno... Mario, insomma, ha tutto quello che gli serve.
Per questo Mario nella cameretta ci si è chiuso e non esce più.
Mario è un Hikikomori.
Mario è HikikoMario.

Il tema lanciato per questo progetto di debutto del Collettivo 7 Off/Sotto30 è di scottante attualità, il fenomeno degli Hikikomori, ragazzi in massima parte adolescenti maschi che si auto-recludono in casa per lunghi periodi, spesso mesi o anni, isolandosi, attraverso la porta di una camera, dalla propria famiglia, evitando scuola, lavoro e interazioni sociali.
Questo comportamento, osservato per la prima volta in Giappone, si sta diffondendo in altre parti del mondo, compresa l'Italia ed è lo specchio di un disagio giovanile su cui molteplici ricerche psicologiche e cliniche indagano.
L’idea è quella di trattare un argomento così complesso, serio e controverso, con ironia e leggerezza, grazie alla ricchezza di possibilità narrative che emergono dall’interazione tra personaggi grotteschi e bizzarri, perché attraverso la comicità possono passare concetti profondi e il teatro può essere un ottimo veicolo di diffusione e comunicazione di tematiche importanti e spesso poco conosciute.

teatro7off.it/hikikomario





Aver scoperto da poco il termine "multipod" non lo ha aiutato, per ora, a mettere ordine nelle sue svariate attività. Regista teatrale, direttore artistico dei laboratori del Teatro 7 Off di Roma e della sua compagnia Hangar Duchamp, ex batterista, appassionato di arte contemporanea, piccolo collezionista di grafica, in passato anche social media manager, accumulatore di dischi in vinile, temerario nottambulo durante le domeniche del football americano e molto altro. Per Huffpost Italia sceglie di scrivere di arte contemporanea, perché fa molto persona di cultura e gli permette di poter andare alle mostre col maglione in collo alto senza sembrare un intruso

Andrea Martella

FABIO BUSETTI AL TEATRO 7 OFF 




IMMENSO FABIO BUSETTI!






Ringraziamo Samanta Zulle e la Echos edizioni per aver pubblicato nel libro di Claudio Roberto Palmeri HIKIKOMORI le due paginette scritte da Fabio Busetti con il titolo LETTERA APERTA DI UN PADRE 

Ma non è per questi ringraziamenti che facciamo questo post, bensì per dire una cosa che ci viene davvero difficile comunicare .. ma ci proviamo 

Ora ti succede che sfruculiando on line ti vedi un post sul ritiro sociale e guardi chi lo ha scritto. Anvedi un po' .. lo ha scritto uno che in politica ha le tue esatte idee opposte e vedi un po' .. vorresti abbandonare quel profilo.. ma no.. la curiosità è massima. Il giorno dopo un altro post e il giorno dopo ancora un altro.

Stabilita l'amicizia che barcolla a ogni discussione politica, parliamo di ritiro sociale 

Un giorno Claudio mi ha detto: parlami di Teresa, di cosa provava e così è venuto fuori il capitolo 13, che non smette di farmi piangere 

Devo dire che Claudio Palmeri scrive meglio di Leopardi 

Grazie Claudio, non sai quanto ci sei di aiuto 

echosedizioni.it 


HIKIKOKORI non nasce per dare ragione a qualcuno.
Nasce per accendere una luce dove spesso si preferisce abbassare gli occhi.
Il capitolo 13 non l’ho scritto io da solo.
L’ho ascoltato.
È Teresa che lo ha scritto attraverso le vostre ferite, la vostra resistenza quotidiana, quel modo ostinato di continuare ad amare anche quando non si riceve più nemmeno uno sguardo in risposta.
E credimi: il ringraziamento più grande non è vedere il mio nome su una copertina.
È sapere che qualcuno, leggendo quelle pagine, si sia sentito meno isolato, meno colpevole, meno invisibile.
Sul fatto che io scriva meglio di Giacomo Leopardi… vi perdonerà la letteratura.
Io intanto mi tengo stretto l’abbraccio umano che c’è dentro le tue parole.
Grazie a te, a Teresa, a Fabio Busetti, e a chi ogni giorno combatte questa battaglia silenziosa senza telecamere, senza slogan e senza applausi.
E grazie a Echos Edizioni per aver avuto il coraggio di dare voce a ciò che troppo spesso resta chiuso dentro una stanza.




GRANDE ANNA RITA!







Noi famiglie hikikomori siamo distrutte dalle nostre situazioni familiari e non certo dal web.. è indubbio, ma dato che siamo disperati, apriamo sempre anche quelle pagine che ci hanno deluso, poichè nulla deve rimanere intentato 
E' cosi' che oggi ti leggo un commento intelligente in una marea di loop depressivi e senza voglia di rimboccarsi le maniche .. ovvero i commenti delle persone che laikano quella pagina 
Quando è iniziata questa storia mai e poi mai avrei pensato di trovare mamme che gli parli per ore .. e giuro.. ore e poi ancora hanno capito niente oppure fanno finta di non capire perchè preferiscono crogiolarsi nel proprio dolore che reagire 
Ecco il commento che mi dice che c'è ancora speranza per i nostri figli .. tanto per cambiare non arriva da un professionista 
...
...non era un giudizio su chi si ritrova in queste situazioni , era un commento sull assurdità che oggi la società sia peggiore che in passato, quantomeno riguardo il giudizio degli uni sugli altri. che i social amplifichino, che questa amplificazione abbia impatto sulla vita offline anche, mi sembra del tutto coerente, ma è intrinseco alla società stessa questo problema, e cambiare punti di vista annientando il potere del giudizio altrui è un punto di partenza, anche non inseguendo standard irrealistici perché visti sui social. depotenziare le piattaforme, se non parte da ognuno di noi non lo farà di certo l algoritmo
Anna Rita




mercoledì 6 maggio 2026

IL PARERE DEL PROF STEFANO VICARI





Dopo aver letto un commento di una mamma che a 10 righe di presentazione di un'altra mamma ha detto: - per me tuo figlio è neuro divergente - il parere di uno specialista è una boccata di ossigeno 

Spesso abbiamo la tendenza ad identificare le difficoltà dei nostri bambini e ragazzi in età evolutiva come disturbi, ovvero mettere quelle etichette che possono penalizzare i falsi positivi. Qual è il corretto approccio da adottare su questo aspetto?

Quale approccio adottare di fronte alle difficoltà dei bambini e dei ragazzi in età evolutiva è un dibattito acceso, perché la neurodivergenza ci interroga, per quanto riguarda noi neuropsichiatri, sul tema della diagnosi, ovvero quando possiamo dire che un comportamento atipico neurodivergente diventa un disturbo e quindi merita una diagnosi? Perché, l’abbiamo detto, la neurodivergenza non è una malattia, non sono una serie di malattie, ma sono modalità di funzionamento particolari. Dovremmo sempre ricordarci che un disturbo mentale per essere diagnosticato deve avere come caratteristica fondamentale la disfunzionalità, vuol dire fare fatica a avere una buona qualità di vita. Anche qui mi spiego meglio con un esempio: se io sono ansioso, nel senso che mi sveglio al mattino e penso agli impegni che devo affrontare nell’arco della giornata, però ciò nonostante poi l’ansia mi dà addirittura una carica in più per affrontare la mia giornata, non mi paralizza, non mi condiziona, ma addirittura diventa quasi un aiuto perché mi dà energia a sufficienza per svolgere i miei compiti, in questo caso non ho un disturbo; se invece ho un attacco di panico ogni ora, allora è chiaro che quell’ansia diventa per me disfunzionale, mi crea un problema importante. La stessa cosa si applica alla neurodivergenza, se io sono una persona che ama poco le relazioni, stare in relazione con gli altri, però ho il mio lavoro, ho la mia vita privata, svolgo le mie attività con un certo equilibrio, non devo essere classificato con una diagnosi, ma se ho una difficoltà nella relazione con gli altri a tal punto che questo mi logora e mi provoca una grave sofferenza, allora questo diventa un disturbo. Noi le diagnosi in psichiatria dovremmo limitarle, per rispondere alla sua domanda, alle situazioni in cui c’è una grave sofferenza, una grave disfunzionalità.

Intervista al prof. Stefano Vicari 



lunedì 4 maggio 2026

97°puntata di Indaco di radio Erre 18





 Bè.. che dire .. devo ammettere che sono spiazzata 

Non mi capita spesso di essere senza parole, ma Vito Alfarano in pochi minuti ha fatto una analisi del nostro problema in un modo talmente perfetto e come mai prima avevo sentito

Otto mesi di preparazione dello spettacolo e prima del covid, quando di ritiro sociale volontario se ne parlava ancora pochissimo 

Immaginate le doti di questo ragazzo che ha capito tutto con pochissime informazioni, mentre la stragrande parte delle nostre famiglie sono state distrutte da professionisti incompetenti 

Io non vi anticipo nulla, ascoltate la puntata .. credo che diventerà la nostra bibbia 

Solo un accenno ad un altro mito: Fabio Busetti .. il nostro BUS 

Oramai mi contattano i giornalisti per le interviste e io li dirotto a lui.. e loro.. ah si .. ne abbiamo già sentito parlare più volte 

Un ringraziamento grandissimo va anche a Gianluca Gobbi che si prepara ogni puntata con una professionalità incredibile 




L'incanto lo trovate cliccando Qui dal minuto 17° circa 

ALPHAZTL compagnia di arte dinamica 

HIKIKOMORI - AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica


Commento 

Wow che meraviglia!! Il rispetto dello "stare fuori" come scelta e non come patologia, riconoscere la stanza come specchio dell'intimità e non come asfittica prigione, la libertà di illuminare autonomamente chi, cosa e quando lo si desidera senza che da fuori qualcuno accenda dei fari forzatamente per squarciare un buio che non è assenza ma presenza che chiede di essere vista e ascoltata. Grande Vito e grazie Gianluca 



OLTRE IL DANNO LA BEFFA

Certo non avrei mai e poi mai pensato in questo maggio 2026 di litigare col C.A.F. - Se suo figlio ingegnere sono 10 anni che non lavora ha ...