giovedì 29 gennaio 2026

Ritiro sociale volontario, facciamo chiarezza







 Quando un membro della famiglia sceglie il ritiro sociale volontario, sempre ammesso che sia VOLONTARIO, tutta la famiglia va in crisi profonda 

Purtroppo la nostra società marcia, che produce questo tarlo, non ha nessun interesse a fare una corretta informazione, perchè queste persone super dotate potrebbero fregare posti di comando a persone inette e poco intelligenti e quindi meglio addormentarli con farmaci in maniera che siano fonte di guadagno per gli specialisti 

La stragrande maggioranza delle famiglie è contattata o si mette in contatto suo malgrado con il mondo della psichiatria in fase uno. E' capitato anche alla mia famiglia. Nella grande maggioranza dei casi non si dovrebbe finire nemmeno in fase tre 


Vediamo cosa puo' fare la famiglia 

Puo' informare la scuola e le istituzioni tramite opportuni testi e per esempio il centro AMA di Trento mette a disposizione gratuitamente un opuscolo informativo 

Puo' supportare tramite diversi modi, on line e in presenza, un genitore che ha bisogno di un momento di sfogo, di essere accompagnato in qualche incontro importante, di un momento di svago come per esempio una bella gita 

Puo' fare rete e coordinarsi con diverse associazioni e realtà che trattano il problema. Sono infinite, nessuno ha il monopolio 


Vediamo cosa non deve fare un genitore 

Non deve dire dopo 10 righe di presentazione di una mamma: tuo figlio è Asperger 

Non deve consigliare farmaci

Non deve spammare il web con notizie false tipo: son tutti neuro divergenti. Purtroppo con questa intelligenza artificiale che è tutt'altro che infallibile e con l'arrivo sui social di persone di una certa età è facile confondere e fare danni irreparabili 

Ricordate sempre che si ha a che fare con famiglie ad alto rischio suicidio. Non abbiamo solo ragazzi che si sono suicidati, abbiamo suicidi anche tra i genitori, quindi massima cautela 

automutuoaiuto.it/materiali-scaricabili 



mercoledì 28 gennaio 2026

IMMENSO MATTEO ZICCA

 Ancora molto scioccati da youtuber che sponsorizzano psicofarmaci e probabilmente non sono a conoscenza dell'articolo 348 e dell'articolo 445 del codice penale, ci tiriamo su il morale con le parole del mitico Matteo Zicca 

Naturalmente le parole di Matteo sono in generale e rivolte a tutti. Non a una persona o più persone in particolare. E' un discorso generale 






E SE I "RITARDATI" FOSTE VOI?
Quando si pensa a chi ha disturbi intellettivi o ritardo mentale, la mente corre subito ai bambini, agli adolescenti, a chi ha una diagnosi evidente.
Ma la realtà è più sottile e, in certi casi, paradossale: ci sono molte persone intorno a noi che non hanno mai ricevuto una diagnosi e che, senza rendersene conto, provocano danni quotidiani.
C’è chi fatica a comprendere testi scritti o istruzioni semplici, chi distorce la realtà a suo piacimento, chi si crea film mentali e interpreta tutto secondo preconcetti radicati.
Ci sono quelli che ripetono le stesse opinioni senza ascoltare, che credono di sapere sempre tutto, che fraintendono ogni conversazione e prendono tutto sul personale.
Ci sono persone incapaci di leggere il contesto sociale, che travisano intenzioni altrui, che si offendono facilmente o offendono senza accorgersene.
Chi non sa gestire un imprevisto, chi ha pensiero rigido e schemi mentali limitati, chi giudica costantemente gli altri senza conoscenza reale, chi ignora cultura, fatti e dati ma pontifica comunque.
A questi si aggiungono comportamenti più sottili ma altrettanto dannosi: confermano solo ciò che conferma le loro convinzioni (bias di conferma), sopravvalutano la propria percezione ignorando dati oggettivi (bias di overconfidence), esagerano il rischio di minacce percepite o fraintendono intenzioni neutre come ostili (bias di negatività e di ostilità), generalizzano da un caso singolo a interi gruppi (generalizzazione indebita), e spesso mostrano rigidità mentale che impedisce qualsiasi introspezione o autocritica.
Non riconoscono limiti, si bloccano davanti alla complessità, e trasformano la realtà in una narrativa personale che giustifica ogni loro azione, anche quando è folle e ferisce gli altri.
Tutto questo mina rapporti, genera conflitti, confusione e frustrazione.
Se vi riconoscete (ne dubito) in questi comportamenti, fatevi aiutare da uno psicologo, ne avete bisogno.
Per questo motivo prima di deridere o giudicare chi ha problemi visibili, chi lotta e si impegna per guarire dalla sofferenza e vivere meglio, guardatevi allo specchio.
Prima di intervenire sugli altri, prima di correggerli e prima di arrivare a conclusioni affettate, chiedetevi se le vostre percezioni sono oggettive e reali o solo frutto della vostra fantasia.
Fate un favore a voi stessi e alla società: anziché sputare sentenze, fermatevi, diventate responsabili, prima di tutto per voi e poi per chi vi sta accanto.



NON SEMPRE VIENE FUORI LA MIGLIORE INFORMAZIONE


Sono allibita

Mio figlio è sicuramente un superdotato
S'è fumato il politecnico in un niente
Ha fatto tre anni di dottorato, convegni all'estero e fuori dall'Europa in paesi a rischio, preso premi, ma ha sempre avuto contatti sociali con tutti, sempre tanti amici, ogni week end fuori con amici, vacanze e tutte cose
Il 90% dei figli delle nostre chat sono esattamente come mio figlio
La nostra famosa "principessa" è all'università integrata con amiche e prende mezzi pubblici
Facciamo attenzione a divulgare una idea non conforme al nostro disagio che ci diamo la zappa sui piedi da soli
Ci manca solo che persone non medici parlano di farmaci!!!
Che Dio ci aiuti
Chi chiede soldi e fa nomi di farmaci non è proprio corretto eh!

fioccano i messaggi sulle nostre chat..

 eccone uno: anche io sono allibita dal vedere come cercano di medicalizzare i ragazzi in ritiro sociale anche (e soprattutto) quelli più piccoli. Bisogna fare fronte comune e dare le corrette informazioni... I genitori sono disperati e a volte si lasciano condizionare

Eh però chi ricovera e somministra farmaci va giù pesante a volte. Poi il ragazzo si vede come "malato" e questo rinforza la fragilità

se lo dicono da soli: sui social è tutto finto.. parole loro

Nella nostra vita prendiamo farmaci quando e come ci servono ma associare i farmaci al ritiro sociale, facendo anche il nome di un potente psicofarmaco è deleterio

Uno studente che sta facendo la tesi: "Mi spiace tanto per queste famiglie
Io non vivo quello che vivono loro ma mi sto molto documentando sul fenomeno degli hikikomori
Oggi mi sono messo a ultimare uno dei paragrafi in cui ho messo più me stesso che e ho intitolato : l hikikomori e da considerarsi una malattia ? La confusione attorno a questo fenomeno. Ho letto per esempio che Tamaki Saito, mi sembra fosse proprio lui .. che sicuro conosci.. ha proprio detto che i farmaci sono risultati più efficaci per soggetti che soffrono di depressione rispetto a soggetti hikikomori. Parlando proprio delle differenze tra Hikimori e soggetti con disturbi depressivi. E io ho anche capito (e sono di questa idea.. anche se purtroppo in tesi ho dovuto riportare anche le altre) che hikikomori è un disagio sociale transculturale. E non un disturbo mentale, ma lo dice Tamaki Saito ma anche la Ricci. Menomale che c è la di Liberto davvero

Ringraziamo il cielo che ci sono ancora persone lucide di mente che sanno distinguere tra uno youtuber e un medico
Manco si parlasse di aspirina!
Consigliano psicofarmaci e con il nome pure!

Si arriva al terzo stadio del disagio ovvero la chiusura totale solo le famiglie vengono lasciate sole, purtroppo in Italia è tutto a pagamento, anche quelli che prendono sovvenzioni dalla stato, di gratis fanno quasi nulla

La vostra voce deve essere ancora più forte; più forte perchè deve andare oltre i medicinali che addormentano e che non curano. Deve andare oltre gli assistenti sociali che assistono solo lo stipendio di fine mese. Deve andare oltre quei psicologi che hanno bisogno dello psicanalista. Sono certo che esiste un esercito di giovani in ritiro; un esercito di risorse messe a parcheggio perchè pretendiamo di curare gli altri quando invece, molto probabilmente, siamo noi ad aver bisogno di cure. Personalmente, ho notizie e certezze di genitori "ignoranti" che per "curare" le deficienze dei loro figli, entrano in quel tritacarne inutile tenuto in piedi dalle varie ASL che a loro volta si servono di medici altrettanto inutili che affidano la soluzione del problema ad un tragicomico percorso farmaceutico...senza nemmeno provare ad andare oltre...E quando alla fine, dopo convinto quei genitori "ignoranti" a percorrere il vostro percorso, da uno di loro mi sono sentito dire..."la mia dottoressa è scoppiata a ridere...dice che senza medicinali non si va da nessuna parte"...


lunedì 26 gennaio 2026

VOLEVO AVERE LE ALI




 “Volevo avere le ali” racconta di Gabriele e Jasmine, che vivono due prigionie diverse: lui hikikomori, chiuso nella sua stanza per scelta; lei vive a Gaza, nella più grande prigione a cielo aperto, sotto il terrore quotidiano delle bombe. Il loro incontro mette a confronto solitudini lontane e rende impossibile per Gabriele ignorare il dolore e l’esistenza di Jasmine.

Complimenti allo scrittore e a Alessandro Ventrella che ha disegnato la copertina


84° puntata di INDACO di radio ERRE18

 









ALESSANDRO STELLACCI

 








domenica 25 gennaio 2026

ANDREA MONTESANO - PSICOLOGO






Questa sera ho messo come al solito la parolina "hikikomori" nella casella di ricerca in alto nel riquadratino di face book, come faccio sempre e mi è apparso il post di un gran bel giovane psicologo di Roma 
Li per li non ci ho fatto molto caso e ho copia incollato il post nella pagina "Raccontiamo il ritiro sociale volontario"
Sfruculiando sulla sua pagina ho visto tanti post interessantissimi e tanti paralleli con la musica 
Immediatamente mi è venuto in mente Francesco Pantò che cura con le anime e poi? Poi ti arrivo a un video meraviglioso in cui il nostro giovane psicologo esce dal lavoro e racconta una cosa.. ma non ve la voglio dire, vi rovinerei la sorpresa 
Sentite un po' QUA (cliccate su QUA) 




Pensate che le sorprese siano finite?.. e invece no perchè Andrea ha scritto due libri e ha una band 










sabato 24 gennaio 2026

IL MONDO GIOVANILE VISTO DA MATTEO ZICCA

 





Matteo Zicca ha fatto un post molto lungo ma molto significativo

Ne riportiamo una parte e trovate il resto sul suo profilo face book 

Complimenti per queste parole veritiere 

.....

...Per comodità sarò costretto anch’io a generalizzare, pur sapendo benissimo che ogni individuo è un caso a sé.
Prima però, due premesse fondamentali.
La prima è psicometrica e scientifica.
Non si possono fare inferenze sui giovani senza dati, statistiche, campioni rappresentativi, strumenti affidabili e valutazioni contestuali.
Ogni situazione andrebbe letta singolarmente e da professionisti.
Io so che quella che segue è un’opinione personale e soggettiva.
Ma so anche che la maggior parte delle vostre opinioni sui “ragazzi problematici” non valgono nulla: sono chiacchiere, sfoghi emotivi, proiezioni. Lo preciso perché sono molto attento alle parole: ciò che dirò non pretende di essere una verità assoluta, ma almeno è consapevole dei propri limiti.
La seconda premessa è esperienziale.
Oltre alle mie competenze nel campo bio psicosociale, pur essendo un adulto per una questione anagrafica (non sono vecchio), ho avuto modo di frequentare adolescenti e giovani adulti direttamente, non dal divano: locali, discoteche, luoghi di aggregazione offline e online, social media. Senza ruoli di potere, senza essere genitore o insegnante, ma relazionandomi alla pari, ascoltando davvero, senza giudicare.
Detto questo, ecco alcune mie considerazioni personali sui giovani.
Lo ribadisco: soggettive. Ma utili.
I giovani stanno male, e non perché sono deboli.
Stanno male perché vivono in un mondo che non promette nulla. Un futuro incerto, precarietà economica normalizzata, crisi ambientali, guerre costanti, lavori sottopagati, richieste di performance sempre più alte e zero sicurezza. Avete distrutto le certezze e poi vi stupite se sono demotivati. L’ansia non nasce dal nulla: è una risposta sana a un contesto profondamente malato.
I giovani bevono, si anestetizzano, cercano di spegnere qualcosa.
Non per moda e non per “sballo”. Lo fanno per silenziare l’angoscia. Quando non vedi prospettive, quando senti che qualsiasi sforzo potrebbe essere inutile, anestetizzarsi diventa una strategia di sopravvivenza. Non è debolezza morale, è una forma di regolazione emotiva disfunzionale in un sistema che non offre alternative.
I giovani sono violenti perché spesso è l’unico linguaggio che rimane loro.
Quando non puoi comunicare, quando non vieni ascoltato, quando anche se studi, ti impegni e lavori non ottieni dignità, quando le figure di riferimento sono assenti, incoerenti o svalutanti, la violenza diventa un modo per esistere, per affermarsi, per essere visti. Non è giustificabile, ma è "comprensibile". E chi non distingue le due cose non capisce nulla di psicologia sociale.
I giovani sono diversi biologicamente dagli adulti.
Il cervello emotivo e impulsivo è più attivo, quello deputato all’auto regolazione non è ancora pienamente maturo. Gli impulsi sessuali e aggressivi prendono il sopravvento. Da questo punto di vista è vero: vanno contenuti. Ma contenere non significa reprimere, punire, umiliare. Servono limiti chiari, struttura, ma anche ascolto, esempio, accoglimento. Non le punizioni ottuse che i vecchi ignoranti invocano sotto i post Facebook.
I giovani sono più colti, informati e consapevoli di voi.
Hanno accesso a più informazioni, si laureano, conoscono dinamiche psicologiche, sociali e politiche che voi avete ignorato per decenni.
Non sono pigri: rifiutano lo sfruttamento mascherato da “gavetta”.
Non sono allo sbando: sono meno disposti a sacrificare la vita per un lavoro che li svuota.
Non sono chiusi: siete voi che parlate solo di mutui, lamentele e nostalgie.
Non sono superficiali: siete voi che scambiate linguaggi nuovi per mancanza di profondità.
Non sono disinteressati: sono saturi di promesse mancate e ipocrisie.
Non sono viziati: sono cresciuti in un mondo più complesso, instabile e competitivo di quello che avete conosciuto voi fatto di corruzione, nepotismo e sfruttamento.
I giovani non hanno paura di mettere in discussione i modelli dominanti.
Famiglia, lavoro, carriera, ruoli di genere, autorità. Non accettano più schemi solo perché “si è sempre fatto così”. Questo non è caos, è evoluzione. Fa paura solo a chi ha costruito la propria identità sull’obbedienza.
I giovani sentono troppo, non troppo poco.
Sono ipersensibili perché il mondo è iperstimolante. Vivono sotto una pressione emotiva, sociale e performativa costante. La fragilità che vedete non è mancanza di forza, è sovraccarico.
I giovani non rispettano l’autorità, ma rispettano la coerenza.
Non seguono chi comanda, seguono chi è credibile. Se non vi ascoltano, forse non è perché sono “maleducati”, ma perché siete incoerenti, rigidi e scollegati dalla realtà.
I giovani non chiedono permissivismo, chiedono senso.
Regole sì, ma che abbiano un perché. Limiti sì, ma spiegati. Responsabilità sì, ma accompagnate. Il “perché lo dico io” non funziona più. E per fortuna.
I giovani sono uno specchio che non vi piace guardare.
Riflettono il fallimento educativo, sociale e politico di chi li ha preceduti. E invece di assumervi la responsabilità, preferite etichettarli come problema.
La sovversione dei valori è normale, ed è sempre stato così.
Ogni generazione mette in crisi quella precedente. È fisiologico, è storico, è umano.
Il cambiamento fa paura a chi vuole mantenere lo status quo, a chi ha costruito il proprio potere, la propria identità o la propria sicurezza su modelli che oggi non funzionano più.
I giovani non stanno distruggendo nulla: stanno smontando strutture che non reggono.
E questo spaventa soprattutto chi confonde stabilità con controllo e tradizione con immobilismo.
Una cosa va chiarita, perché so già come funzionano le letture superficiali.
Io non sto difendendo nessuno, non sto prendendo schieramenti, non sto giustificando la violenza, l’abuso o l’ingiustificabile.
Le responsabilità individuali esistono e restano tali.
Quello che sto facendo è un’altra cosa: offrire strumenti di conoscenza.
Perché senza comprensione non c’è prevenzione, non c’è educazione, non c’è cambiamento.
Solo punizione, sfogo e paura.
Prima di parlare dei giovani, fermatevi.
Chiedetevi che mondo avete costruito, che esempi avete dato, che spazio avete lasciato, o per lo meno non giudicate.
Perché è sempre più facile accusare chi viene dopo che assumersi la responsabilità di chi è venuto prima.
I giovani non sono il problema.
Sono una risposta — spesso scomoda, a volte disturbante — a un sistema che non funziona più.
E se vi fanno così paura, forse non è perché sono sbagliati.
Forse è perché stanno cambiando le regole di un gioco che voi volete continuare a vincere.





I MIRACOLI ESISTONO





 Nei giorni scorsi mi ha telefonato una mamma che avevamo conosciuto l'anno scorso in una bella giornata dove abbiamo mangiato in un ristorante come se non ci fosse un domani

In quella occasione mi aveva fatto conoscere anche il marito e il figlio
Il marito un po' strano ma quando ho dato la mano al figlio e ho cercato di dire "Piacere, Lina" credo che non mi sia uscito niente
Ero raggelata
Il figlio in seguito al ritiro aveva sviluppato una gravissima malattia psico somatica e io l'ho visto morto
Parlando con gli altri avevano avuto la stessa impressione
La mamma l'ho rivista e mi ha confidato che si voleva separare, che il marito distruggeva tutto il suo operato e che era durissimo col figlio che considerava un fancazzista
Poi è successo un miracolo
Tramite un canale, una persona ha fatto capire alla coppia che si stavano andando a schiantare contro un muro e gli ha proposto una terapia di coppia
Sono venute fuori enormi sofferenze di questo padre nella sua famiglia di origine e pian piano, ma molto molto piano, è cambiato il rapporto in tutta la famiglia
Nei giorni scorsi la mamma mi ha telefonato euforica per dirmi che il figlio ha trovato una ragazza, ripreso la scuola e adesso è il padre che va dalla madre a dire: moglie sai cos'è successo? mio figlio mi sorride
Non mollate mai.. e dico MAI


venerdì 23 gennaio 2026

INSUPERABILE MATTEO ZICCA

 




A volte non è necessario cambiare se stessi, ma cambiare il contesto umano in cui si vive: il partner che scegli, le amicizie che coltivi, i colleghi con cui condividi le giornate.
Snaturarsi per essere accettati è una forma sottile di violenza verso di sé.
Restare dove non c’è riconoscimento, dove non puoi crescere o fiorire, logora lentamente.
Spesso non sei “sbagliato/a”: è il posto che non è quello giusto per te. Rispettati.
E cerca luoghi, relazioni e sguardi in cui la tua natura possa diventare bellezza.



BRAVISSIMO PROF. VINCENZO SCHETTINI

 







AFFIDIAMO ANCHE A GOOGLE IL MESSAGGIO DI MAJA JAGODA





 DUE ANNI E MEZZO DEL BUS CON NOI 

L'alba è stata ad aprile 2023, se non erro il 12 aprile 

Subito ci è sembrato un papà diverso perchè scriveva come un poeta ed era chiaro che tutto arrivava dal cuore 

Dopo solo un mese e mezzo lo abbiamo invitato nella chat dei veri amici e.. stupore stupore.. la prima sera, alla prima video call è apparso nel riquadratino in alto a sinistra 

Ma come, quell'uomo così semplice, era così bello che tutte le ragazze della nostra chat mi hanno scritto: "Ce lo potevi dire che finalmente portavi uno strafigo" 

I mesi successivi sono stati tutto uno stupore 

Il primo discorso serio lo ha avuto con Valeria e lei. "Bravo Fabio, hai sbagliato tutto, ma ora ricominciamo da capo"

Così è stato

Non c'era problema sulla chat che non venisse discusso in privato tra me e lui e quanto è difficile trovare una persona migliore di me.. eppure era così

Io, che sono il peggior giudice di me stessa, vedevo tutte le qualità che non ho, in primis la pazienza, in lui 

Al contempo dove arrivavo io non arrivava lui e viceversa, così abbiamo iniziato a lavorare in tandem 

Non so quante volte ho dovuto ammettere che vedeva lontano molto più di me 

Oggi è un faro per molte famiglie anche per il fatto di essere stato in Parlamento e quindi ora tutti hanno capito che persona pulita, onesta, di cuore, è

Mi ricordo le prove del vestito e della cravatta che avrà messo al massimo tre volte nella vita 

Ad ogni compleanno mi arrivano decine e decine di audio e quest'anno addirittura due bambini e dei colleghi hanno voluto fare gli audio di auguri 

Ci sono poche persone luminose in questo mondo falso e arrivista e ringrazio Dio che ci ha mandato la migliore


martedì 20 gennaio 2026

Il ritiro sociale volontario in Calabria




Ringraziamo di cuore Michele Caccamo e i suoi collaboratori per aver fatto conoscere il fenomeno del ritiro sociale volontario in Calabria 

Il dramma degli hikikomori è un problema vivo e silente, che colpisce in Italia un numero impressionante di ragazzi (alcune proiezioni ne stimano oltre 100.000 e, viste le dinamiche, immagino ci sia tanto sommerso). Sono per lo più adolescenti (ma non solo) che si chiudono nella propria stanza e rifiutano qualunque contatto esterno. Scuola, impegni, amicizie, amori, vita. Niente di niente.
"L'alfabero inutile. Monologo per un Hikikomori" è un bellissimo libro dell'amico e scrittore brillante Michele Caccamo, in cui con prosa poetica un padre racconta la struggente situazione del figlio, nella ricerca di un motivo, di una soluzione, di aria buona di cui a casa c'è solo il ricordo.
Michele è però prima di tutto è una persona squisita, appassionata e vulcanica: lo scorso 8 dicembre, per la produzione di Domenico Gareri e Life Communication, ha così riunito un po' di amici al teatro comunale di Soverato e, tutti insieme, abbiamo messo su uno spettacolo che parla di questo problema.
L'evento è nato in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale e delle dipendenze e consulta mentale dell'ASP di Catanzaro e al Coordinamento delle Associazioni di Salute Mentale (CASM). Se si può essere utili con la musica, bisogna farlo.
Neri Marcoré, Mariella Nava, Mimmo Locasciulli, Barreca e Alberto Fortis, si sono alternati sul palco con Michele e Wladimiro Maisano che inframmezzavano leggendo passi del libro. Io ho raccontato la musica degli artisti, le connessioni possibili, la ricerca di un linguaggio comune, dell'anima, una traccia tra musica e parole.
Il teatro era pieno. Buona la prima, e qualcosa mi dice che presto gireremo un po'.





Un'analisi perfetta del ritiro sociale da parte della dott.sa Chiara Illiano

 







domenica 18 gennaio 2026

STEFANO ROSSI E GLI HIKIKOMORI

 



Non erano anni e anni che si occupava di ritiro sociale volontario, ha fatto un breve accenno, ma ha detto tutto giusto e non ha preso 70 like, ne 700, ne ha presi 7227 e 456 commenti

La gente onesta ama le persone di cuore 

Stefano Rossi e gli hikikomori 



Infiniti complimenti alla docente Alessandra Vaccari

  Ma davvero tanti tanti complimenti! Siamo commossi  Ritiro sociale adolescenziale: «Una realtà ormai concreta»