Uta Frith, psicologa che ha fatto la storia della ricerca sulle neurodivergenze, ha sconvolto la comunità autistica affermando che la diagnosi di autismo andrebbe limitata soltanto a chi ha compromissioni significative nella comunicazione e nell'interazione sociale e difficoltà cognitive e linguistiche. Questo taglierebbe fuori molte persone, spesso adolescenti e adulte. La sua tesi ha scatenato un dibattito accesissimo, che tocca non solo la scienza, ma l'identità e i diritti.
Leggi l'articolo di Veronica Rossi
