sabato 15 agosto 2026

QUELLO CHE ALCUNI ORTICELLI NON VOGLIONO CAPIRE



Abbiamo il web tappezzato da questi commenti ma a qualcuno fa più comodo non vedere 



 Quello che sto per raccontarvi è solo uno dei casi che potremmo prendere ad esempio per far capire che ci stiamo muovendo nella direzione sbagliata

Pochi anni fa ho cambiato C.A.F. e ho dovuto rispiegare tutta la nostra situazione familiare a un segretario incredulo
Ma come.. suo figlio.. una persona così di successo, con una laurea e un dottorato vive chiuso in una stanza da anni ...
L'anno dopo lo stesso addetto ha detto.. ho parlato troppo presto, la stessa cosa che succede a suo figlio sta succedendo al mio, con la differenza che il mio ha 39 anni e tre bambini
Capite? Tre bambini
E le leggi regionali si dovrebbero muovere per prevenire il disagio nelle scuole quando abbiamo dei figli che già sanno tutto e vivono un inferno?
Per carità.. tutto serve alla causa ma allora perchè non c'è una firma (da parte di alcuni) pro legge Ruffino se tutto serve????
D'altra parte non c'è volta che in TV, quando si sente parlare dei NEET, non c'è volta che non dicano: aumentano quelli che non cercano più ne scuola ne lavoro.. ecco.. quelli sono i nostri







Aiutaci anche tu firmando la petizione pro legge Ruffino




Torino, 13 ottobre, sala del Consiglio regionale del Piemonte.
Convegno organizzato dall'Associazione "Cultura Prossima" sul tema "Hikikomori e ritiro sociale".
L’evento si è aperto con un saluto istituzionale da parte della giovanissima Presidente Rebecca Musch, che ha sottolineato l’importanza di mettere al centro dell’agenda pubblica il tema del ritiro sociale volontario (hikikomori) come fenomeno emergente e poco compreso, ha richiamato l’urgenza di un approccio integrato tra istituzioni, scuola, servizi sanitari, associazioni e famiglie, per prevenire le ricadute nel disagio e ha evidenziato, anche in quanto neo-maggiorenne, il disagio odierno dei giovani in un mondo che corre troppo veloce e che non permette, specie ai più fragili e a coloro che non si conformano, di trovare un'adeguata collocazione nella famiglia e nella scuola.
Il moderatore dell'evento, Gianluca Gobbi, giornalista e conduttore di Radio Erre18, ha presentato Roberto Gasparro Regista con uno spezzone del film La Chiocciola, che ha offerto un’immagine narrativa potente e realistica del vissuto di chi si ritrae socialmente. Il film, già precedentemente citato come opera significativa che tratta il tema degli hikikomori, appare nelle iniziative nazionali promosse in Parlamento dalla Deputata Daniela Ruffino.
La sociologa Valentina Di Liberto ha offerto un quadro teorico e statistico del fenomeno, articolando aspetti chiave quali le radici del ritiro sociale, le dinamiche familiari, la fragilità emotiva, il timore del giudizio sociale, le difficoltà relazionali.
L'intervento di Fabio Busetti, come genitore di un giovane che vive l’esperienza del ritiro sociale, ha portato al convegno un contributo vissuto e urgente. Tra i punti salienti, la narrazione del percorso famigliare, le sfide pratiche, le richieste concrete, l'importanza del mutuo sostegno tra genitori e con la scuola.
L’Onorevole Daniela Ruffino ha presentato la sua proposta di legge sul ritiro sociale / hikikomori, in fase di promozione nel Parlamento italiano, sottolineando che Il disegno di legge mira a riconoscere formalmente il fenomeno del ritiro sociale come condizione specifica che richiede interventi strutturati, senza ridurlo a semplice patologia individuale, che prevede la creazione di strumenti territoriali e risorse dedicate (finanziamenti per progetti, percorsi educativi, reinserimento, supporto psicologico) e campagne di informazione e sensibilizzazione nazionale per scuole, famiglie e istituzioni, volte a superare lo stigma e riconoscere i segnali del disagio.
Al termine della parte programmatica sono seguiti gli interventi di alcuni Consiglieri regionali presenti, che hanno manifestato la volontà a livello regionale di intervenire attivamente, e le testimonianze dirette delle famiglie, di estremo impatto emotivo.




QUELLO CHE ALCUNI ORTICELLI NON VOGLIONO CAPIRE

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