"Perché questa petizione.
Il fenomeno del ritiro sociale sta raggiungendo numeri sempre più preoccupanti in Italia. Le stime parlano di una cifra compresa tra i 60.000 e i 200.000 giovani che, a causa di fattori sociali, psicologici e relazionali, vivono un periodo di isolamento, arrivando a rinchiudersi nelle proprie abitazioni o, nei casi più estremi, esclusivamente nelle proprie stanze.
Questo fenomeno richiede strumenti concreti e un'alleanza stabile tra tutte le parti coinvolte: adolescenti, famiglie, scuola, servizi sanitari, servizi sociali e professionisti. L'obiettivo deve essere quello di intervenire tempestivamente, riconoscendo precocemente i segnali del disagio e garantendo un supporto adeguato ai ragazzi e alle loro famiglie.
Non vogliamo più sentire persone che liquidano gli hikikomori come "svogliati, pigri e furbi".
Non vogliamo più sentir dire che basta usare il pugno di ferro con i ragazzi e le ragazze in isolamento.
Non vogliamo più che il ritiro sociale venga banalizzato, né che le famiglie siano lasciate sole ad affrontare un percorso così difficile.
Per questo è necessario un intervento immediato del Parlamento e del Governo affinché venga approvata una legge nazionale dedicata al ritiro sociale.
Chiediamo
- la formazione del personale docente, perché gli insegnanti sono spesso i primi a intercettare il malessere dei ragazzi ed è fondamentale che dispongano degli strumenti necessari per riconoscerlo e affrontarlo.
- un sistema strutturato di monitoraggio del fenomeno, attraverso l'istituzione di un Osservatorio nazionale che raccolga dati, analizzi l'efficacia degli interventi e orienti le politiche pubbliche.
- un sostegno economico concreto alle famiglie che affrontano percorsi terapeutici, educativi e assistenziali spesso molto onerosi.
- servizi di assistenza domiciliare con professionisti qualificati (es. lo strumento del "Compagno Adulto"), in grado di raggiungere i giovani direttamente nelle loro abitazioni, poiché il primo e più evidente segnale del problema è proprio la reclusione negli spazi domestici.
Queste sono alcune delle misure contenute nella
proposta di legge presentata dall'Onorevole Daniela Ruffino.
Tuttavia, il testo è ancora fermo in Commissione e le famiglie continuano ad aspettare.
Su questo tema, così come sul disagio psicologico più ad ampio raggio, chiediamo a tutte le forze politiche di superare le divisioni e di affrontare insieme quella che, di fatto, è un’emergenza sociale. Le famiglie non possono attendere un'altra legislatura, né possono continuare a pagare il prezzo dei ritardi della politica."
