Abbiamo convinto Vincenzo a pubblicare questo meraviglioso racconto
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Alcuni anni fa, fui ricoverato in una clinica di riabilitazione vascolare...
Finora e' stata la mia unica e spero ultima esperienza ospedaliera, ma fu anche una grande esperienza umana.
Appena varcai la soglia del reparto al quale ero stato assegnato, fui come investito da un onda di tristezza e di smarrimento...la respiravo nell'aria e la sentivo sulla pelle.
Del resto, era più che normale...non stavo né al cinema e né in una balera...
Man mano che i giorni trascorrevano, quel luogo mi appariva sempre più insopportabile e le facce dei miei "colleghi" di sventura, raccontavano solo rassegnazione.
Fortunatamente, nella camera accanto alla mia, c'era un napoletano come me...uno che più o meno era serio per metà, come me.
E allora avemmo la "splendida" idea di organizzare la "corsa delle sedie a rotelle".
Fuori ad ogni stanza c'era parcheggiata una sedia a rotelle pronta per essere usata all'occorrenza...e noi le usammo praticamente tutte.
Lo ricordo come fosse successo un attimo fa...era di domenica.
Il primario non c'era ed i controlli erano più blandi...
Creammo anche una specie di premio per il primo arrivato..."la chiave dello spogliatoio delle infermiere"...
Un premio chiaramente irrealizzabile ma che stimolava parecchio lo spirito.
Quando parti' quella gara, intorno a noi scomparve tutto...la malattia, la rassegnazione, il dolore, la solitudine...tutto.
Le urla degli infermieri e dei medici di turno, non scalfivano nemmeno la voglia di vivere che si era impossessata di ognuno di noi...
Stavamo correndo e stavamo ridendo...contava solo quello!!!
E' inutile raccontarvi le conseguenze e le sgridate "postume"...
Però dopo due giorni, io ed il mio compagno napoletano, fummo chiamati in presenza del primario, il quale, dopo aver provato più volte a non ridere, fini' col complimentarsi con noi due...
Disse..."vi cambio reparto a malincuore ma e' necessario per motivi di ordine sanitario...e allo stesso tempo vi ringrazio in maniera " assolutamente ufficiosa" per aver donato qualche ora di risate a tutti gli ammalati della corsia...il giorno dopo li abbiamo trovati tutti più risollevati ed una cosa del genere non si era mai vista prima...ma al momento dovete scomparire da questo posto"...
Ovviamente, nessuno guari' grazie a quella corsa, ma sono sicuro che in quel momento, ero riuscito a farli felici...
E quella felicità per me, aveva un valore immenso...
In quell'attimo, eravamo tutti persone poco serie.
Ed io vorrei rimanerlo il più a lungo possibile.
