lunedì 31 agosto 2026

PARLIAMO DI NEURODIVERGENZE

 




Ricordo che la mia maestra delle elementari, già più di mezzo secolo fa, diceva che certe difficoltà dei bambini un domani avranno un nome

Ed ecco il nome: neurodivergenza, ovvero un funzionamento neurologico e cognitivo che si discosta dalla media della popolazione definita neurotopica 

Ora.. è qui che si aprono gli scenari più impensati 

Quando prendi la patente e guidi la tua macchinina hai due possibilità molto chiare: o porti un anziano a fare una visita medica o ti scagli sulla folla per fare del male 

Fino a qui tutto chiaro, ma che dire se finisci sulla folla per un malore, ma poi sai.. forse un po' di tasso alcolico nel sangue c'era, e si che comunque quella patologia cardiaca non era ben curata .. e quindi si apre il romanzo infinito 

Così è stato per le neurodivergenze finchè il dott Galimberti non ha preso una posizione chiara 

“La scuola è diventata una clinica psichiatrica”
Queste le parole dello psicoanalista Umberto Galimberti.


"La scuola elementare sembra che sia diventata una clinica psichiatrica, sono tutti discalculici, disgrafici, dislessici, asperger, autistici, ma chi l’ha detto? Ai tempi miei non c’erano queste condizioni, c’era uno che era più bravo e quell’altro un po’ meno bravo che poi si esercitava e diventava bravo. Perché patologizzare tutte le insufficienze?"
Umberto Galimberti







Il prof Galimberti è supportato dai più grandi studiosi


In più si aggiunge la pretesa psichiatrica di voler etichettare massicciamente questa generazione. L’Adhd, il cosiddetto ipercinetismo, lo spettro autistico, il Dop, disturbo oppositivo provocatorio, e quant’altro sono sempre più presenti nelle nostre vite. Un aumento totalmente privo di evidenze scientifiche.

Cioè che ne risulta è un quadro drammatico ed etichettante, con lo scopo di dichiarare malati questi ragazzi e ragazze. Considerando i loro stati ansiogeni appartenenti alle condizioni tipiche della loro età e alle situazioni che ho precedentemente descritto come problemi della singola persona. Portando così il singolo ragazzo a essere un problema per la società.




La logopedista Ludovica Isotta Turchetti, nella rubrica I Protagonisti, condotta da Francesco Bunetto, ha denunciato una tendenza diffusa tra genitori e insegnanti a cercare diagnosi e certificazioni per i bambini come strumento per rassicurare sé stessi.



Dopo il dott. Galimberti, il dott. Novara, il dott. Tonioni, la dott.ssa Vincenza Palmieri, abbiamo trovato un'altra professionista che parla di diagnosi affrettate 
Complimenti dott.ssa Ludovica Isotta Turchetti 

Perchè ci serve una legge nazionale che ci tuteli

  Per una serie di incomprensioni, perchè è mancato il dialogo, un uomo di 34 anni o ragazzo di 34 anni, le interpretazioni sono personali, ...